
INTERVISTA ALLA DOTT.SSA PIRCHIA SCHILKRAUT* di Giuseppe Vinci, Presidente dell’ACCADEMIA DEI SEMPLICI
“Sic et simpliciter” Bologna
D. Dottoressa perché è importante l’attività fisica per mantenersi in vita più a lungo
e in buona salute?
R. Perché esiste un rapporto tra abitudini di vita sana e speranza di vita sana e per capire
bene questo rapporto bisogna richiamare i dati demografici salienti della popolazione in Italia
oggi. In particolare, i dati ISTAT del 2022 rilevano che in Italia, terzo paese più popoloso
nella Unione Europea, vivono circa 59 milioni di persone, con una speranza di vita
particolarmente alta.
D. Dottoressa quanto ha influito sul tasso di mortalità la recente pandemia, rispetto
agli altri paesi europei?
R. Esaminando sempre i dati ISTAT, gli anni 2020-22 sono stati anni particolarmente difficili,
perché segnati dalla recente e grave pandemia che ha comportato la morte prematura di un
alto numero di persone, in maggioranza anziane e fragili. Per fortuna nel corso del 2023 il
tasso di mortalità si è nuovamente assestato a livelli pre-pandemia.
D. Dottoressa attualmente quale è la speranza di vita in Italia?
R. Oggi in Italia la speranza di vita è particolarmente alta tale da registrare una media
prudenziale di 79.4 anni per gli uomini, e una media di 84.5 anni per le donne. Inoltre, la
bassissima natalità segnalata oramai da quasi dieci anni, ha portato la piramide demografica
italiana ad assumere la forma di una trottola con il 12.5% della popolazione rappresentata
da giovani minori di 14 anni, il 63.5% di adulti e ben il 24% di persone anziane di età
superiore ai 65 anni.
D. Dottoressa non crede che i dati appena illustrati facciano riscontrare anche una
popolazione invecchiata con possibili conseguenze per il futuro?
R. Effettivamente i dati riportati dimostrano che, pur dovendo rallegrarci dell’altissima
speranza di vita riscontrata in Italia, fa emerge il problema di una popolazione invecchiata
che, in futuro, dovrà essere assistita da una parte di popolazione giovane sempre più ridotta,
per questo ritengo che bisognerà riflettere sulle condizioni di salute di cui godranno, nel
prossimo futuro, le persone di età superiore ai 65 anni.
D. Dottoressa non crede che a 65 anni ci sia ancora tantissima speranza di vita?
R. E’ vero, ma occorre tenere presente che è proprio attorno a questa età che si manifestano
le maggiori condizioni patologiche, specie le malattie croniche non trasmissibili e i tumori.
Sono proprio queste condizioni patologiche le responsabili del maggior numero di decessi
oggi e sono, per una percentuale che rasenta l’80% evitabili, con abitudini di vita sane.
D. Dottoressa quali sono le abitudini di vita che incidono negativamente sul nostro
stato di salute individuale e collettivo?
R. Il fumo, responsabile della maggioranza dei tumori polmonari e del pancreas; il consumo
di alcool, specie in età giovanile, responsabile della più temuta malattie cronica epatica; la
cirrosi epatica e il tumore epatocellulare. Inoltre, alimentazione malsana ed eccessiva,
responsabile della oramai epidemia di obesità anche infantile; del diabete e di numerose
malattie cardiovascolari.
D. Dottoressa che ruolo ha l’attività fisica come determinante di salute?
R. Un’attività fisica regolare e consona all’età della persona viene considerata un forte
determinante positivo di salute. È dimostrato che essa sia capace di migliorare la
propriocezione fisica della persona, un buon equilibrio fisico, un corretto tono muscolare e
un buon trofismo osseo. Tutto questo riduce di molto la frequenza di incidenti e di
conseguenti fratture ossee anche invalidanti. Un’attività fisica regolare migliore le capacità
cardiorespiratorie. Anche il sistema circolatorio periferico trae giovamento dall’attività fisica.
La ginnastica viene oggi riconosciuta come attività di riabilitazione importante in seguito a
infarto del miocardio o in presenza di insufficienza anche grave del circolo periferico.
*PIRCHIA SCHILKRAUT, nata in Germania il 29.09.1948, è cresciuta in
Israele. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’università degli Studi di Bologna nel 1974
e ivi specializzata in Chirurgia d’urgenza e Pronto Soccorso nel 1978. Ha esercitato la
professione presso gli ospedali di Porretta Terme e Vergato. Ha partecipato a più missioni
di volontariato medico in Africa. Attualmente scrive articoli di educazione e promozione della
salute per un periodico che si rivolge al mondo della scuola, dal titolo “Fare l’insegnante”.
Inoltre, svolge anche incontri di promozione della salute rivolti ai detenuti presso la Casa
Circondariale di Bologna.