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Rigettiamo chiavi di lettura di tipo lombrosiano

  • di

di Vito Totire, portavoce Centro “F.Lorusso” via Polese 30 40122 Bologna
Bologna, 19.4.2025

CARCERE MINORILE DI VIA DEL PRATELLO

Visite effettuate il  15.11 e 10.1.2025

40 detenuti 29 in custodia cautelare 11 definitivi età 14-25 ;diciotto sono minori , 22 maggiorenni;   un solo italiano prevalentemente nordafricani; poiché rigettiamo chiavi di letture di tipo lombrosiano di questa constatazione dobbiamo prendere atto che quanto osservato è l’effetto non della biologia ma delle condizioni di povertà in cui versano i minori immigrati ; il dato quindi interroga sulla inadeguatezza delle politiche di accoglienza che riducono i carceri minorili al ruolo che ebbe l’Hopital general nel seicento : ricovero/internamento dei poveri; trasferire poi i giovani detenuti (pare di capire da sedi diverse da Bologna) nel carcere per adulti della Dozza è il massimo della incongruenza degli attuali decisori politici 

La capienza ottimale sarebbe di 48 persone, ridotta a 40

Le  attività ricreative vengono gestite in sala mensa perché i pasti vengono consumati in cella, condotta che secondo la Ausl è preferita dai giovani detenuti (!?) : situazione comunque diversa da quella del carcere della Dozza dove la assenza dei refettori rende “obbligatorio” consumare i pasti in cella  

Sala per telefonate chiusa perché non c’è connessione ! Alla clausura fisica si associa la difficoltà di comunicazione con l’esterno

Non ci sono camere per disabili

1 sala chiusa a seguito di atti vandalici (secondo la Ausl)

Una camera risultava allagata per rottura di un tubo poche ore prima del sopralluogo

La camera di isolamento al momento vuota risultava in condizioni igieniche pessime con letto rotto ed inutilizzato, arredi completamente divelti, proliferazione di animali infestanti volanti. Si evidenzia che tali locali andrebbero puliti e sanificati tra una utenza e quella successiva anche avvalendosi dei detenuti volontari incaricati alle attività di pulizia o attraverso interventi esterni in caso di manutenzione straordinaria

Riscontrata la presenza di prese elettriche “volanti” (nella cella multipla che ospitava 5 minori) e fili scoperti : quindi viene riscontrato un rischio elettrico

Superficie ventilante insufficiente (rapporto lievemente inferiore a 1/10)

Alcuni blindi non sono facilmente apribili/chiudibili e questo comporta sforzi per il personale penitenziario : segnalare al VISAG per la eliminazione del rischio?

No fornellini gas: quel che non è pericoloso per il carcere adulti è considerato pericoloso qui o il riscontro è la conseguenza del fatto che la qualità del cibo è migliore, del fatto che esiste il refettorio (anche se poi non utilizzato, come abbiamo visto?) 

Non rispetto del divieto di fumo: che si fa? Salette per fumatori? corsi per smettere di fumare: sarebbero un ottimo investimento vista anche la giovane età ma la Ausl non dice nulla , neanche quale è il numero e la percentuale dei fumatori 

C’è un parapetto rotto

Trattamento chemio-profilattico preventivo per la scabbia ! “Motivazione “: casi di scabbia in passato ; a noi i pare più congruo un intervento di prevenzione primaria con eliminazione del rischio alla fonte piuttosto che il trattamento chemio-profilattico a tappeto per tutti i “nuovi entrati” ma pare, visto che non sono state fatte osservazioni, che la Ausl abbia validato questa pratica che nessuno proporrebbe in altre “strutture recettive”

NOSTRE CONCLUSIONI SUL “MINORILE”

Situazione “meno pesante” del carcere per adulti di via del Gomito; di recente come è noto c’è stata  una ripresa di “Interesse” sui minorili per alcuni eventi come il trasferimento nel carcere di Bologna di 50 giovani provenienti da carceri per minori; trasferimento “provvisorio” dicono le fonti istituzionali; le carceri minorili sono comunque alla attenzione di tutti per i cambiamenti registrati negli ultimi anni : crescita della popolazione , maggiori difficoltò della presa in carico testimoniata dalla comparsa nei minorili di trattamenti sanitari obbligatoti prima sconosciuti; povertà e recrudescenza di politiche carcero-centriche hanno attenuato le speranze abolizioniste che pure a Bologna, nei primi anni ottanta, stavano per concretizzarsi .E’ evidente che occorra investire molto di più su : capacità di accoglienza, capacità di ascolto e di gestione delle varie forme di disagio psicosociale e capacità di concretizzare percorsi alternativi al carcere.

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