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27 aprile 1937: 88 anni fa moriva Antonio Gramsci

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di Loris Marchesini, Bologna

27 aprile 1937: 88 anni fa moriva Antonio Gramsci, in una clinica, dove era stato trasferito dopo il carcere duro di 11 anni. «Bisogna impedire a quel cervello di funzionare per almeno vent’anni» dichiarava il p.m. fascista Ingrò contro Antonio Gramsci durante il ‘‘Processone’’ del maggio 1928 che sentenziava la detenzione dei più avveduti esponenti della dirigenza comunista.

Gramsci è stato uno dei dirigenti politici e intellettuali più grandi del ‘900 italiano, ancora molto studiato all’estero, soprattutto negli Stati Uniti. E’ fra i fondatori del PCI, ha poi ideato nel 1924 il giornale L’Unità. Fino a prima dell’arresto e della condanna da parte del regime fascista, è stato uno dei pochi, insieme a Giacomo Matteotti, a condannare l’azione di Mussolini in Parlamento. Gramsci ha lasciato un patrimonio inestimabile di scritti e riflessioni, a partire dai “Quaderni del carcere”.

Lo voglio ricordare però solo con questa lettera al figlio Delio:

“Carissimo Delio,

mi sento un po’ stanco e non posso scriverti molto. Tu scrivimi sempre e di tutto ciò che ti interessa nella scuola. Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti piú uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi non può non piacerti piú di ogni altra cosa”.

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