
di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma
I micro e nano robot sono robot nella scala dimensionale riferita che possono completare una serie di attività come l’esecuzione, la percezione, le relative decisioni al livello di micro e nanoscala ed hanno trovato recente applicazione in medicina.Da quando il papà della micro e nanorobotica Toshio Fukuda creò il primo nanorobot all’inizio del XXI secolo la medicina,ed in particolare la biomedicina, sono state le scienze che più si sono giovate di questa scoperta che però ha trovato applicazioni interessanti anche in altri campi. Al contrario dei macrorobot i micro e nanorobit hanno il vantaggio di elevata precisione e flessibilità,di ampia adattabilità,di bassa invasività preziosa nella ricerca di nuovi farmaci.In oculistica la delicatezza dell’organo coinvolto rende pericolosa l’azione diretta del medico per cui il micro nanorobot diviene essenziale per proteggere al massimo il paziente e la sua vista.Ad esempio il trasporto di farmaci dal segmento anteriore a quello posteriore può essere non privo di rischi che il robot consente di superare.Questo importante contributo è stato ulteriormente implementato dallo sviluppo delle nanotecnologie che agevolano ulteriormente la permeabilità dei farmaci oculistici e la loro azione.Circa le discipline non mediche oltre ad ed essere utili nel campo delle scienze che studiano i movimenti in ambiente liquido a basso numero di Reynold sono anche efficienti nel caso della scienza dei materiali, dell’ingegneria meccanica,della biologia.Un problema ancora non completamente risolto è quello della biocompatibilità.La maggior parte delle ispirazioni per realizzare micro e nano-robot viene dagli organismi naturali ed il dispositivo meccanico è utilizzato per simularne le caratteristiche morfologiche e strutturali e le proprietà funzionali di microorganismi già esistenti in natura.I micro e nano robot più comuni sono spirali,lineari,tubolari,granulare sferici,a forma di capsula, di ingranaggio..Ad oggi i micro nano-robot metodologici sintetici più utilizzati vengono classificati in base al tipo di processo:sintesi chimica, deposizione, assemblaggio,stampa,curling.Un team di ricercatori spagnoli ha creato nanorobot autopropulsivi che trasportano farmaci direttamente nei tumori, riducendo del 90% le masse tumorali nei modelli animali. Questi nanorobot, testati su topi con tumori alla vescica, sono sfere di silice con iodio radioattivo e ureasi, che li aiuta a muoversi nell’urina.Lo studio al quale si deve la progettazione del primo nanodispositivo spesso quanto un capello umano , in grado di muoversi in autonomia all’interno dei liquidi (funzionava a carburante glucosico), risale al 2004 e reca la firma dell’Università della California. Ebbe il merito di inaugurare la robotica su piano nanometrico che, proprio per le sue caratteristiche intrinseche, ebbe fin da subito, tra i filoni di ricerca più affascinanti, la costruzione di nanomacchine delle dimensioni di una cellula, tali da essere iniettate nel corpo umano e, al suo interno, di muoversi come fa, nella realtà, un robot di grandezza naturale .