
Da Conversano a s. Agata sul Santerno la strage sul lavoro continua ininterrotta!
Ancora una volta frasi fatte e commenti del “giorno dopo”; ancora due morti nel comparto agricolo uno a Conversano ,
una persona di 63 anni di cui si ignora il nome mentre si sa che era residente a Gioia del Colle (comune in cui nel
giugno del 2023 morirono asfissiati dalle esalazioni del vino padre e figlio); l’altro morto, nel giro di poche ore, Lufti
Fermati di 57 anni, a s. Agata sul Santerno dove si sarebbe ribaltato un muletto; dal giorno della nascita della RETE
LAVORO SICURO abbiamo proposto di evitare il temine di “infortunio” per eventi di questo genere; la parola infortunio
infatti, in lingua italiana, fin dal ‘300 evoca la mancanza di fortuna; a monte di questi eventi vi è tutt’altro : vi è sempre
una omissione di misure di sicurezza e di prevenzione; come venirne a capo? Il comparto agricoltura presenta alcune
peculiarità rispetto alle quali occorre modulare le attività di vigilanza fermo restando che il punto di partenza più
importante rimane la consapevolezza del lavoratore e la sua capacità di prevenire gli eventi senza delegare
acriticamente al datore di lavoro e ai tecnici di sua fiducia; le peculiarità del lavoro in agricoltura e del lavoro isolato ci
portarono nel gennaio del 2023 ad organizzare un seminario a Bertinoro che si concluse elaborando una proposta di
iniziative per la prevenzione: la chiamammo “carta di Bertinoro” (allegata) ; abbiamo sostenuto con quella proposta
che le condizioni di isolamento, di scarsa visibilità e di scarsa o assente autodifesa sindacale rendevano e rendono
ancor di più oggi indispensabile la discesa in campo dei sindaci in qualità di autorità sanitarie locali considerato che le
situazioni di rischio sono più difficilmente abbordabili dalla vigilanza classica (medicina del lavoro e ispettorato)
rispetto ad altri comparti produttivi più “visibili”; spesso anzi il lavoro è lavoro autonomo non sottoposto alla vigilanza
prevista dal decreto 81/2008; negli ultimi due eventi mortali certamente il “canale” del decreto 81/2008 era
potenzialmente agibile per s.Agata , cosa difficile invece da pensare per Conversano; abbiamo lanciato appelli all’ANCI
e a numerosissimi singoli sindaci : nessuna risposta, nemmeno interlocutoria; per quanto ci riguarda il percorso che
riteniamo necessario ( COSTITUZIONE DI ASSEMBLEE DI GRUPPO OPERAIO OMOGENEO) che siamo riusciti ad avviare
in altri comparti non è stato possibile, al momento, attivarlo nel comparto agricoltura nonostante le iniziative che
abbiamo assunto e che rilanceremo con maggiore forza quest’anno sui rischi correlati al lavoro ad alte temperature
ambientali;
PROPONIAMO LA EMANAZIONE DI ORDINANZE SINDACALI PER IL CENSIMENTO DEI MEZZI AGRICOLI A RISCHIO
seguendo l’iter che qualche comune italiano ha avviato giù molti anni fa per il cemento amianto : obbligo di notifica al
comune corredato di foto e valutazione del rischio ; ovviamente la iniziativa non deve avere una impostazione fiscale e
dirigistica ma deve funzionare da base per la raccolta di dati, informazioni e fotografie da cui iniziare per innescare
ampi e capillari interventi di bonifica (eliminazione del rischio alla fonte) ; la iniziativa deve essere associata ad una
implementazione delle attività di formazione e addestramento;
tutto questo con la aspettativa di ARRIVARE IL GIORNO PRIMA e di non dover indagare, solo dopo l’evento mortale,
sulla dinamica dell’evento: perché il muletto o il trattore si sono ribaltati e perché il ribaltamento è stato causa di
morte? Sempre, in questi eventi, vengono a mancare o la prevenzione primaria o quella secondaria o persino la
prevenzione terziaria (es.meccanismo di vigilanza “uomo a terra”); rispetto alla attivazione dell’RLS territoriale , la
RETE NAZIONALE LAVORO SICURO SOSTIENE SENZA ALCUN DUBBIO LA PROPOSTA MA PER NON ATTRIBUIRE ALL’RLS
territoriale compiti insostenibili occorre affrontare la questione con un approccio sistemico ed anche innovativo
rispetto alla prassi attuale.
Basta con le frasi fatte e le lacrime del “giorno dopo”; a volte, persino se sincere (e non sempre lo sono) finiscono per
suonare come beffarde.
Il LAVORO DIGNITOSO NON RIDUCE LA SPERANZA DI SALUTE DI VITA E DI BENESSERE DEI LAVORATORI
SE LO FA NON E’ LAVORO MA E’ SCHIAVISMO.
Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 40122 Bologna