
| di Giancarla Codrignani, giornalista e politologa, già docente e parlamentare Leone XIV. Premessa: “senza l’integrazione universale, senza il processo di globalizzazione, la pace non può affermarsi, “l’ateismo di fatto è sottile e svuota la società” e “la scristianizzazione della società, cioè l’accettazione del sistema delle convenienze – cfr. Meloni – produce la decomposizione della democrazia”. Ma anche “la Rerum Novarum nacque per contenere lo sviluppo del movimento socialista”, “i rapporti Stato/Chiesa, all’interno, “secondo l’ordine agostiniano sono il contrario dell’ordine gesuitico”, questo americano del Nord e del Sud se saprà comporre il mondo diviso “nell’uguaglianza degli uomini, dei popoli e delle grandi aree geopolitiche” può ridare felicità agli americani. Intanto ha sconfitto Trump: all’attenzione del mondo c’è un americano, ma non è lui. (Rino Formica) ****** Leone XIII: papa Pecci apri alla teologia pastorale: la Rerum Novarum prendeva atto delle novità del mondo: la società disuguale, i diritti del lavoro; ma anche le cose nuove delle “nuove tecnologie di allora. Commissionò un affresco in Vaticano in cui un angelo volava nell’alto dei cieli con la macchina fotografica”. ******* Leone XIV ai giornalisti: “Solo i popoli informati sono liberi di scegliere”. Basta questo! ****** Il 9 maggio 1950 a Parigi Robert Schumann pubblica la Dichiarazione rimasta come atto di nascita del processo di integrazione europea: ricordata da Mattarella. La Comunità del “carbone e dell’acciaio” (causa di bellicosità tra Francia e Germania, testimonia la pacificazione e l’Europa economica: per De Gasperi e Altiero Spinelli la prima tappa di un processo necessario. Non ebbe successo la Comunità europea di difesa. Oggi siamo più integrati, ma sicurezza e fiscalità sono necessarie: appena eletto Merz è andato da Macron (manca l’Italia perché c’è Meloni e non Draghi). La Francia è nucleare e bisogna parlare di difesa comune, assolutamente non di eserciti nazionali(sti). E di destinare la spesa degli 800 mld. ****** EUROPA: in Portogallo al vertice dei Presidenti della Repubblica (Cotec) Sergio Mattarella è intervenuto con uno dei suoi discorsi costruttivi. “E’ urgente, direi prioritario, che l’Europa agisca, perché stare fermi non è più un’opzione. Una sfida epocale per il nostro continente, tanto più urgente se raffrontata a recenti evoluzioni negli equilibri mondiali”. Parentesi: Carlo Caracciolo constatava che “l’Europa non esiste” (come peso politico globale). Mattarella sollecita l’ottimismo: “Non si ripeta l’immobilismo degli anni passati… L’Europa non può restare al palo. (Occorre una) strategia industriale per il rilancio della competitività, ovvero robotica avanzata, intelligenza artificiale generativa, sperimentazione per la produzione di energia pulita, biotecnologie, aerospazio”. ****** Il Comece –Commissione delle conferenze episcopali europee – ha inviato ai Ministri degli esteri dell’Ue e dell’UA questa dichiarazione: “Tra l’Unione europea e l’Unione africana è necessario un partenariato che risponda al rischio che «i recenti cambiamenti nelle relazioni UE-UA» possano «mettere in secondo piano la promozione della solidarietà e dello sviluppo umano sostenibile a favore di alcuni interessi economici e geopolitici ben definiti”. L’Africa è composta di paesi con cui perfezionare rapporti economici anti-dazi. ****** Vietnam a 50anni dalla fin della guerra condotta dagli Stati Uniti senza esclusione di colpi, restano le conseguenze ambientali. Lo spargimento di oltre 75 milioni di litri di erbicidi – compreso il micidiale agente arancio -su foreste, fiumi, villaggi e 400mila tonnellate di bombe al napalm su 2,6 milioni di ettari di territorio hanno lasciato conseguenze ancora drammatiche. Il 30% del paese è ancora contaminato da mine e piombo, mercurio, diossine mantengono il loro effetto sulla salute umana e sull’agricoltura. La guerra è il peggior fattore di inquinamento, anche in Ucraina. ****** Trump/Pace di Istanbul: il bluff di Putin che non si presenta. E il bluff di Trump che aveva detto: “ci penso io”. Intanto Erdogan continua a tenere gli oppositori in galera…. ******* Trump/”rinnovabili”. Escluse: l’ecologia può andare a remengo. Ma sono le imprese che le richiedono… ****** Trump/università: stop finanziamenti: una docente di Harvard conteggia gli errori nel documento della ministra dell’Istruzione. ******* Trump/Air Force One: il Qatar ne regale uno a Trump, che accetta e potrà tenerselo anche a fine mandato. ****** Trump/New York Times: denuncia il clientelismo della famiglia e del Presidente con una definizione-urto “rush to cash, il profittatore! ****** Trump/Farmaceutici: con un ordine esecutivo Trump introduce la politica della “most favoured nation”, l’obbligo di ridurre i prezzi fino al 90% e addio agli intermediari. Robert F. Kennedy Jr., ministro della Salute e i servizi umani (Hhs): “L’Europa deve pagare la sua parte”….. ****** Trump/Cina: per 90 giorni sospesi i dazi reciproci. Creeranno un meccanismo di rilevazione comune “non danneggiare il mondo”:::: ****** Trump/accordo con gli Houthi: riduce la tensione nel Mar Rosso senza interessare Israele escluso dal viaggio in Medioriente. La fragile tregua americana non risolve le radici politiche del conflitto yemenita mentre gli Usa hanno bisogno di un’”alleanza dei volonterosi” mediorientale capeggiata dai Sauditi. ****** Trump/Libia. Sempre problemi tra le milizie di Haftar e l’esercito della parte riconosciuta dell’Onu, che ha avuto in questi ultimi tempi qualche vanteggio sul. Campo. Trump li aiuterebbe sbloccando 20 mld dei fondi congelati nel 2011 da Gheddafi. Basta che li investano in prodotti americani. ****** Per la prima volta l’intelligence ucraina ha denunciato ufficialmente una rete ungherese e Budapest ha espulso due diplomatici. Orbán cerca di trarre vantaggio politico e territoriale allineandosi alla Russia, nonostante sia in Nato e Ue. ****** Convenzione messa al bando: quella contro le mine antipersona:. Sono uscite Polonia, Finlandia, Estonia, Lituania, Lettonia. Causa: la paura (e l’ide di far del male al nemico). ****** Scompare Pepe Mujica, presidente (2005-2015) tupamaro dell’Uruguay, unico esempio di una sinistra radicale (i tupamaros erano “terroristi”) che arriva all’istituzione presidenziale. ****** Problemi per il futuro universale delle pensioni: necessario prevedere anzitempo. Il numero degli anziani non autosufficiente cresce e cresce il loro diritto al trattamento protetto (non più dalla famiglia). L’assessore della Regione Emilia Romagna si attirerà critiche se propone un esborso di 600 euro (la pensione sociale) in cambio di assistenza in case protette ai 240mila da assistere in Regione in cambio dei circa 15mila assistiti (tra pubblico e privati) ora. E’ tutto da costruire. Ma salviamo il bene di tutti: se un anziano lascia il gas acceso possono essere guai per altri. Come per il covid: i vaccini salvano la comunità. ****** Libertà? Lo Stato di Washington propone una legge per obbligare i preti di rivelare informazioni ricevute in confessione….. ****** Remigrazione: una parola nuova? Fa impressione? Forse no. L’estrema destra razzista la fa oggetto di iniziative: vuole dire deportazione degli stranieri. ****** Emigrazione italiana (in Inghilterra). Londra blocca la frontiera a migranti studenti che pensavano di imparare l’inglese facendo i pizzaioli, poi trovare lavoro e stare lì. Più o meno come uno del Burkina Faso. Più o meno come “io capitano”. Solo che in GB andrai solo se laureato e con buona conoscenza dell’inglese….. ****** Spagna: smantellata in Spagna una banca clandestina che finanziava la tratta. Composta da cittadini arabi e finanziata da cinesi residenti a Madrid, forniva supporto economico alla tratta di esseri umani. ****** Governo/capacità (di governo): è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a denunciare la crisi dell’ex-Ilva di Taranto, drammatica. La produzione è crollata, l’impianto è in ginocchio e il futuro dell’acciaio italiano è appeso a un filo. L’Italia non può permettersi di perdere l’ex-Ilva. Però è tutto il governo italiano che deve rispondere immediatamente perché Taranto non diventi un’altra Bagnoli. ****** Governo/teatri: offese di Giuli agli attori: “la sinistra si è ridotta ai comici” (sostenendo la consegna dello spettacolo ai camerati), accuse a Germano che aveva protestato al ricevimento dei premi “Donatello”. Solidarietà di attori e registi. Perfino Pupi Avati. ****** L’annuale manifestazione degli alpini, sempre popolare (nonostante le molestie alle ragazze lo scorso anno). Quest’anno hanno cantato “faccetta nera”. ****** Cittadinanza bambini e ragazzi immigrati: c’è un referendum. La cittadinanza non è un regalo, ma un diritto. Frequentano le scuole perché la scuola è dovere dello stato, ma “devi” essere cittadino per aprire un conto corrente, possedere un titolo di riconoscimento. E anche votare, la cosa che fa paura ai razzisti. ****** Nuove Tecnologie: IA. Dice il Nobel Giorgio Parisi: L’intelligenza artificiale non può inventare il futuro. Ha la conoscenza di tutto quello che ha scritto l’umanità e lo ricombina. Anche la nostra creatività mette assieme tutto quello che abbiamo letto, imparato, sentito, provato e vissuto e da lì genera delle idee. Però il futuro non si crea tirando a indovinare ma cercando di combinare l’esperienza con un’idea di mondo. Che i chatbot non hanno. ****** Isola dei famosi. Dice un naufrago della trasmissione: “alle elezioni ho preso 120mila preferenze. Sapete quante ne ha prese Giorgia Meloni? 60.mila. Ovvero la partecipazione italiana al voto. Figurarsi la gara con l’intelligenza artificiale! ****** EXTRA: ma chi glielo ha fatto fare? il ministro Giorgetti in visita a Washington parlando dell’interesse nazionale, ne ha definito l’importanza con l’aggettivo virile. Sarà che sono femminista, ma lui fa il ministro dell’economia e anch’io, come tutte la donne, pago le tasse. Cittadino Giorgetti con la virilità va poco lontano. ******* Vignetta La più geniale sempre ellekappa che prefigura come andrà a finire: Sfogliando i giornali: “Gli Stati Uniti d’America…” – “La cinquantunesima stella dell’Arabia Saudita!” ****** Approfondimento In relazione a nuove impostazioni dell’economia consone a una politica che privilegi gli interessi della vita umana per finalizzare la gestione dei capitali mi sembra un buon approfondimento l’intervista al prof. ENRICO GIOVANNINI, ministro dei governi Letta e Draghi pubblicata sull’Osservatore Romano del 12. 05. 2025 Professor Giovannini cosa vuol dire superare il Pil? La misura del Pil è stata utile per decenni per capire se un’economia cresceva, ma d’altra parte, come sap- piamo bene da ormai quasi 20 anni, non riesce a catturare altre dimensioni fondamentali per lo sviluppo e il benessere delle società, dagli aspetti legati all’ambiente, alle disuguaglianze, a temi come quelli della salute o dell’educazione. Negli ultimi 25 anni ci sono state tante iniziative, penso a quelle avviate a livello internazionale come direttore dell’Ocse tra il 2001 e il 2009, ma anche a quelle realizzate dall’Istat, con gli indicatori di benes- sere equo e sostenibile. Ora si tratta di fare sistema, di fare sintesi. Per questo è importante che nel “Patto per il Futuro”, adottato da tutti i paesi del mondo lo scorso settembre, ci sia stata l’indicazione di andare finalmente oltre il Pil per riuscire a dare un’idea migliore di come le nostre società producano benessere per le persone e per il pianeta. Come si concilia l’indeterminatezza di parametri con la rigidità dei numeri che muovono economia e finanza? Tutte le misure economiche derivano da una visione del mondo. Nel 1944 il governo degli Stati Uniti convocò gli esperti inglesi e americani e decise di scegliere come approccio alla misurazione del Pil quello che proponevano gli inglesi, cioè la misura della produzione, invece che la misura del consumo e del benessere come proponevano gli economisti americani. C’era dietro una chiara scelta politica: l’obiettivo era quello di dimostrare che il capitalismo era in grado di produrre più cose del comunismo. Tutte le misure economiche che si utilizzano sottendono una visione, un modello concettuale, e questo vale per tutte le statistiche. Ecco perché il segretario generale dell’O nu ha chiesto a questo gruppo di proporre un modo per trovare un accordo internazionale su una nuova visione di sviluppo sostenibile. La buona notizia è che ci sono già tante esperienze in giro per il mondo su cui costruire una visione condivisa. Viviamo una crisi degli organismi sovranazionali. L’Onu ha realmente la forza per imporre una nuova tassonomia del benessere? Imporre una nuova visione delle statistiche, e dunque nuove misure, richiede un atto politico. Per questo, come si dice nel mandato del gruppo, alla fine ci dovrà essere un accordo intergovernativo. Si tratta di qualcosa che i governi dovranno accettare e sappiamo che sarà difficile trovare un accordo dopo le posizioni assunte dagli Stati Uniti che hanno dichiarato di volersi ritirare dall’Agenda 2030 perché prende in considerazione fenomeni come il cambiamento climatico o le disuguaglianze; questioni che, ha detto il rappresentante americano, sono contro gli interessi degli Stati Uniti. Non sta al gruppo di esperti tentare questa sintesi, che speriamo sarà costruita attraverso meccanismi politici. Il gruppo dovrà riuscire a trovare un accordo al suo interno e questo sarà un impegno significativo A proposito dell’annunciato ritiro degli USA dall’Agenda 2030. Che impatto sta avendo sulle politiche per lo sviluppo sostenibile? Purtroppo alla dichiarazione stanno seguendo alcuni fatti, come ad esempio il blocco dell’impegno che l’amministrazione Biden aveva preso per lo sviluppo delle energie rinnovabili. All’interno del paese è in corso una battaglia molto dura contro la scienza, nonostante la disponibilità di dati sul cambiamento climatico. Ci sono poi le questioni di genere e le grandi disuguaglianze. Culturalmente l’impatto è molto forte. Gli Stati Uniti sono una grande potenza e rappresentano una quota rilevante della popolazione mondiale. Senza di loro sarà difficile trovare nuovi accordi. Per fare un esempio, questa estate si dovrebbe discutere la ridefinizione della governance delle Nazioni Unite, migliorando il funzionamento del Consiglio di Sicurezza e dando più spazio e potere ai Paesi emergenti e in via di sviluppo all’interno del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Queste politiche rischiano di subire uno stop, a meno che non ci sia la capacità di trovare accordi che spingano gli Stati Uniti nella giusta direzione. |
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