
Zuppi e le coop sociali “Responsabilità enormi ma prendono una miseria”
diMARCO BETTAZZI
Educatori e imprese sociali « spesso prendono una miseria, nonostante abbiano responsabilità enormi » . Il cardinale Matteo Zuppi scende in campo a difesa del terzo settore, ovvero le tante realtà che affiancano il pubblico nei servizi destinati ad anziani, giovani e poveri. Lo fa partecipando, ieri, alla presentazione del Rapportodella Fondazione per la sussidiarietà (Fps), che misura il peso che l’economia sociale ha in questo ambito, ma anche la crescente difficoltà del sistema pubblico. « Sussidiarietà significa lavorare insieme — spiega Zuppi — ci sono tante realtà che esprimono la ricchezza profonda del nostro Paese. Faccio un appello affinché gli educatori siano garantiti. Queste coop hanno responsabilità enormi, si occupano per esempio dei ragazzi con difficoltà, e hanno un trattamento poco consono con queste responsabilità. Molte fannofatica a trovare educatori, che spesso scappano per avere un lavoro più redditizio, e ad avere una stabilità che è fondamentale per la qualità del servizio » . Zuppi si concentra poi sul problema della casa. «Se due terzi del mio stipendio li metto per la casa, finisce tutto là. E la casa — spiega l’arcivescovo — resta sempre più vuota, sempre più monolocale. Il costo dell’affitto non dovrebbe mai superare il 30% dello stipendio. A quel punto non avremmo più solo monolocali, ma qualche possibilità in più. È brutto viverci, c’è una certatristezza nel futuro coi monolocali, non si va molto lontano». Alla povertà, dice infine l’arcivescovo, « bisogna rispondere e non abituarsi o mettere nel cassetto. La povertà è cresciuta e si è cronicizzata — continua — i poveri sono figli di poveri e il meccanismo correttivo che porta all’uguaglianza non funziona. Non dobbiamo abituarci all’allarme».
Secondo il Rapporto comunque Bologna è sopra la media per la spesa sociale. Sotto le Due Torri si spendono in welfare 424 euro per abitante, quasi il triplo della media nazionale di 142 euro e ben superiore alla media regionale di 202 euro pro- capite. « Investire sullo stato sociale non è solo un dovere verso i più fragili, ma significa anche costruire società più coese», spiega Giorgio Vittadini, presidente di Fps. Secondo lo studio il 28% delle famiglie italiane con disabili è a rischio povertà, per una spesa annuale di 5.400 euro.