
ALCUNE CURIOSITA’ DI BOLOGNA
di Giuseppe Vinci, presidente dell’Accademia dei semplici, Bologna
PREMESSA. Ultimamente Bologna sta vivendo un periodo turisticamente importante, sia dal punto di vista culturale, sia dal punto di vista commerciale. La presenza dei turisti, provenienti da tutto il mondo, è aumentata vertiginosamente creando anche non pochi problemi agli abitanti del centro storico. Bologna è conosciuta, come la “Dotta” (per essere stata la prima università del mondo occidentale), “la Rossa” (per il colore dei mattoni con i quali è stata costruita e dal baluardo politico della Sinistra italiana), la “Grassa” (per la sua gastronomia). Inoltre, Bologna affascina sia per la sua storia, sia per la sua cultura e sia anche per le sue curiosità.
LE CENTO TORRI. Secondo alcuni storici, nel Medioevo Bologna era popolata da tantissime torri abitate o case-torri. Tra il XII e il XIII secolo si ritiene che il numero delle torri presenti nel panorama cittadino fossero circa un centinaio. Le case-torri oltre ad avere una funzione difensiva, rappresentavano anche un simbolo potere e di prestigio per le nobili famiglie che le costruivano e abitavano. Con il passare del tempo, molte torri sono state abbattute o abbassate, altre sono state inglobate in nuovi edifici o destinati ad altri usi. Attualmente, delle circa cento torri medievali, ne rimangono circa 22 e alcune di queste sono visitabili e le più famose, simbolo indiscusso di Bologna, sono la Torre degli Asinelli (alta 97,2 metri) e la Torre della Garisenda (alta 48 metri), meglio conosciute come le “Due Torri”. Le altre torri che è possibile visita sono: la Torre degli Azzoguidi, la Torre dei Prendiparte, Torre degli Scappi, la Torre degli Uguzzoni, la Torre dei Galluzzi, la Torre degli Oseletti, la Torre dell’Orologio (che fa parte di Palazzo d’Accursio).
IL CUORE DELLA CITTA’. Piazza Maggiore è’ il “cuore” della città, luogo di ritrovo dei cittadini e punto di ritrovo degli eventi, al centro si trova una pavimentazione sopraelevata tutta in granito bianco e rosa, nota col nome di Crescentone. Inoltre, intorno a Piazza Maggiore si ergono alcuni importanti edifici della città: a) la Basilica di San Petronio, la chiesa più importante di Bologna; b) il Palazzo del Podestà, eretto proprio difronte alla Basilica di San Petronio. c) il Palazzo D’Accursio, sede del Comune e della Torre dell’Orologio; d) il Palazzo dei Banchi, un edificio privato che guarda Palazzo d’Accursio.
LE DUE TORRI: ASINELLI E GARISENDA. La Torre degli Asinelli (alta 97,2 metri) e la Torre della Garisenda (alta 48 metri), meglio conosciute come le “Due Torri”, furono costruite rispettivamente, tra XI e il XXII secolo dalla famiglia Asinelli e la fine del XI secolo e l’inizio del XII dalla famiglia Filippo e Oddo dei Garisendi. La Garisenda pende a causa d’un cedimento del terreno avvenuto già durante la sua costruzione e le due torri sono riconosciute come simbolo di Bologna e si trovano all’ingresso dell’antica via Emilia. Una leggenda vuole che gli studenti universitari che stanno per laurearsi salgono fino in cima alla torre prima della laurea, per impedire alla sfortuna di portare a termine il percorso universitario.
LA PIAZZA DEL NETTUNO. A lato di Piazza Maggiore, fra il Palazzo del Podestà e la Salaborsa, la biblioteca principale della città, si trova la seconda piazza più famosa della città, caratterizzata dall’inconfondibile fontana del Nettuno, dio del mare, famosa per il suo dito indice. La statua, scolpita dal Giambologna nel XVI secolo è circondata da putti, delfini e sirene. posta al centro della fontana, è famosa non solo per la sua bellezza, ma anche per un curioso effetto ottico. Infatti, posizionandosi vicino all’ingresso della biblioteca Salaborsa, alle spalle del Nettuno, è possibile vedere il dito del Nettuno magicamente trasformarsi in un fallo in erezione.
LA BASILICA DI SAN PETRONIO. La Basilica di San Petronio, costruita tra il XIV° e il XVII° secolo, è la chiesa principale di Bologna ed è ritenuta una delle chiese più grandi d’Europa. La Basilica dedicata al santo patrono di Bologna, da cui prende il nome, mostra la sua facciata incompiuta, per l’assenza del rivestimento in marmo nella parte superiore. Al suo interno è possibile notare, una meridiana di 67 metri di lunghezza che attraversa il pavimento della chiesa ed è la più lunga del mondo. La meridiana fu creata nel 1657 dal Prof. Domenico Cassini, astronomo, perché era convinto che il moto dei pianeti dipendesse da quello del Sole.
LA SALA BORSA. Da Piazza del Nettuno si accede anche alla Salaborsa, la biblioteca principale della città, visitabile gratuitamente e al cui interno si trovano la splendida piazza coperta e il pavimento in cristallo sotto cui è possibile ammirare le antiche rovine romane. La pavimentazione di cristallo rivela le fondazioni di un vasto edificio destinato in epoca romana a funzioni pubbliche, luogo di incontro dei cittadini. All’interno sono stati ritrovati anche tre pozzi di acqua di falda destinati alla popolazione.
IL PALAZZO DEL PODESTA’. Il Palazzo del Podestà è caratterizzato dal Voltone interno, che si affaccia sia su Piazza Maggiore, sia su Piazza Nettuno e regge su un grande Voltone famoso per i suoi effetti acustici. Infatti, Se due persone si posizionano agli angoli opposti e sussurrano alle colonne parole o frasi, le loro voci si propagheranno lungo le pareti, permettendo di comunicare senza essere uditi da chi si trova al centro. Secondo una narrazione più accreditata, questo particolare mezzo di comunicazione servisse a far confessare i lebbrosi senza essere ascoltati dagli altri.
LA TORRE DELL’OROLOGIO. DallaTorre dell’Orologio o Torre Accursi si può godere di una bellissima vista panoramica della città, grazie a due terrazze che dominano su Piazza Maggiore. La Torre è visitabile e comprende anche l’ingresso alle Collezioni Comunali d’Arte , ventisei sale affrescate che ospitano le opere d’arte di proprietà del Comune di Bologna. La Torre dell’Orologio è un Monumento tra i più notevoli della piazza e del centro di Bologna.
IL LIBER PARADISUS. Il Liber Paradisus o Libro del Paradiso è un libro contenente il testo di legge emesso nel 1256 dal Comune di Bologna con cui si proclamò l’abolizione della schiavitù e la liberazione di 5855 servi e serve (senza distinzione di genere) della gleba il 3 giugno 1257. Per questi il comune acquistò la loro libertà, pagandola ai rispettivi padroni al prezzo di 10 lire di bolognini per i maggiori di 14 anni, più o meno il valore di mercato di un bue o di una tornatura di buona terra arativa e 8 lire per i minori, senza differenza fra servi maschi e femmine, per un totale di 54.014 lire Bolognesi. Bologna fu il primo Comune italiano (e forse fra le prime Città al mondo) ad approvare un atto che aboliva ufficialmente e con legge la servitù. Il 2025 ricorre il 768° anniversario degli atti di liberazione. Il manoscritto originale è stato scannerizzato e pubblicato online. Inoltre, nell’agosto 2008, con l’inaugurazione della nuova sede del Comune di Bologna, la piazza ad essa antistante è stata intitolata “Piazza Liber Paradisus”.
LA FINESTRELLA DI VIA PIELLA. La finestrella di Via Piella si trova sotto Porta Govese o Torresotto dei Piella, dove è possibile affacciarsi sia dalla celebre Finestrella sul Canale delle Moline, sia dal ponte sul canale che si trova sul lato opposto della finestrella. Un angolo di Bologna, dove è possibile vedere scorrere uno dei pochi tratti d’acqua che tra i primi del Novecento e il dopoguerra non fu ricoperto di asfalto. Il famoso canale delle Moline non è altro che la prosecuzione del canale di Reno.
LE TRE FRECCE. In Strada Maggiore, passate le due Torri, al numero 19, presso Corte Isolani, è possibile vedere le famose “tre frecce” conficcate sul soffitto del portico antistante l’ingresso. Si racconta che furono tre briganti a scagliare le tre frecce per colpire a morte un signorotto bolognese. Ma, in quell’istante, una donna senza veli si affacciò a una finestra e i malviventi, distratti da tale visione, sbagliarono mira e colpirono il portico.
IL PALAZZO POGGI E PANUM RESIS. Palazzo Poggi, sede del rettorato dell’Università di Bologna, in Via Zamboni n. 33, si trova una cattedra su cui dovrebbe campeggiare la scritta “Panum Resis” (il potere della conoscenza) che significa “la conoscenza sta alla base di tutte le decisioni”. L’Università di Bologna è considerata la più antica università del mondo occidentale fondata nel 1088 e Palazzo Poggi rappresenta il tempio del sapere. Costruito nel XVI secolo, è stato sede di diverse istituzioni scientifiche e culturali che ospita il Museo di Palazzo Poggi, una collezione di strumenti che raccontano l’evoluzione del sapere, dall’anatomia alla geografia, dalla fisica alla chimica.
IL PALAZZO DELL’ARCHIGINNASIO. Il palazzo dell’Archiginnasioè raggiungibile percorrendo il Portico del Pavaglione che si trova alla sinistra della Basilica di San Petronio, esattamente in Piazza Galvani n. 1. L’edificio, costruito fra il 1562 e il 1563, ha un ampio cortile interno circondato da un porticato, è il più antico dell’Università di Bologna e attualmente viene utilizzato come biblioteca universitaria. All’interno dell’edificio sono raffigurati 6000 stemmi delle famiglie nobili di studenti che hanno frequentato l’università e sempre all’interno è possibile visitare il Teatro Anatomico, dove venivano tenute le lezioni di anatomia, e la sala dello Stabat Mater, che ha ospitato la prima esecuzione dell’omonimo componimento di Rossini.
LA BASILICA DI SANTO STEFANO. La Basilica di Santo Stefano è un complesso religioso chiamato anche le “ Sette Chiese ”. È un complesso sorprendente è composto da più edifici costruiti nel corso dei secoli, uno affianco all’altro, tale da formare un’unica costruzione. Le caratteristicche che sorprendono il visitatore sono stili architettonici diversi da stanza in stanza. Piccola chicca storica: parrebbe essere anche tra i luoghi più frequentati da Dante Alighieri durante il suo periodo di studio a Bologna.
LA PROTEZIONE DELLA CANAPA. Non tutti sanno cheal n. 3 di via dell’Indipendenza,la strada che si incrocia con via Ugo Bassi, Piazza del Nettuno e via Francesco Rizzoli,sul soffitto del portico, si trova con un’insolita iscrizione in latino: “Panis Vita, Canabis Protectio, Vinum Laetitia”. Una frase che significa “Il pane è vita, la canapa è protezione, il vino è gioia” e indica quanto era importante la canapa per l’economia bolognese nel Medioevo, perché era una risorsa preziosa per la produzione di tessuti e delle corde.
LA MADONNA DI SAN LUCA. Nel mese di maggio, si ripete una tradizione che riveste una particolare importanza per i bolognesi, poiché festeggiano la Madonna di San Luca trasportando la venerata icona dal monte in città, per rimanere una settimana nella Cattedrale di San Pietro. L’icona della Madonna di San Luca, raffigura una Madonna dal volto nero con il Bambino che secondo l’iconografia orientale sta a significare “colei che indica la via”. La leggenda vuole che un eremita greco in viaggio a Costantinopoli ricevette dai sacerdoti della basilica di Santa Sofia la preziosa icona della Madonna Nera, opera dell’Evangelista Luca. Sul dipinto era riportata una iscrizione che disponeva di portare l’icona sul Monte della Guardia, un colle così chiamato vicino a Bologna. Quando l’icona arrivò a Bologna i bolognesi la accolsero con grande gioia e fu portata in processione sul colle, dove sorge il Santuario di San Luca.