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ATTENTI AL “D.A.SPO.”

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ATTENTI AL “D.A.SPO.”
di Giuseppe Vinci, presidente dell’Accademia dei semplici, Bologna
Il “D.A.SPO.” è l’acronimo di “Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive” ed è una
misura di prevenzione atipica introdotta nel nostro ordinamento con la legge del 13 dicembre
1989 n. 401, per contrastare il fenomeno della violenza negli stadi.
LE FINALITA’ DEL DASPO. La principale finalità del DASPO è quella di prevenire
aggressioni e disordini durante gli eventi sportivi, proteggendo sia i partecipanti che gli atleti
da comportamenti pericolosi.
Il DASPO AMMINISTRATIVO. È un provvedimento di natura preventiva, basato su elementi
indiziari di pericolosità sociale e può essere emesso dal Questore nei confronti di soggetti
ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico
Il DASPO GIUDIZIARIO. È una misura accessoria a una condanna per reati specifici
commessi in occasione di eventi e l’autorità giudiziaria lo può disporre con una sentenza di
condanna.
LA DURATA DEL DASPO. Il DASPO può avere una durata variabile, a seconda che sia
disposto dal questore o dall’autorità giudiziaria. Dal questore può essere disposto per un
periodo di tempo che va da un anno a cinque anni, mentre l’autorità giudiziaria lo può
disporre per un periodo che va da due a otto anni.
L’ESTENSIONE DEL DASPO. Il DASPO è stato esteso ad altri contesti, come il “DASPO
URBANO”, che consiste in un divieto di accesso a determinate aree urbane. È una misura
di prevenzione che permette ai sindaci, con il supporto del Prefetto, di vietare l’accesso a
specifiche aree urbane a persone che con le loro condotte limitano la libera fruizione di
luoghi pubblici.
IL DASPO URBANO. È uno strumento giuridico introdotto nell’ordinamento italiano con
l’obiettivo di migliorare la sicurezza e il decoro delle città. Questa misura, spesso oggetto di
dibattito, mira a contrastare fenomeni di degrado urbano, microcriminalità e comportamenti
incivili che compromettono la vivibilità degli spazi pubblici. Il DASPO urbano, approvato con
Legge n. 48 del 2017, consente ai sindaci di allontanare da determinate aree della città
(stazioni, piazze, parchi, monumenti, eccetera) persone che adottano condotte che
ostacolano la libera accessibilità e fruizione degli spazi pubblici, o che pregiudicano il decoro
urbano.
L’APPLICAZIONE DEL DASPO URBANO. Le condotte che possono determinare
l’applicazione del DASPO urbano sono: * Bivacchi e stazionamenti molesti (Occupazione
abusiva di spazi pubblici, spesso associata a consumo di alcol o sostanze, che crea disagio
e degrado); * Comportamenti incivili (Urinare o defecare in luoghi pubblici, imbrattare muri,
abbandonare rifiuti, arrecare disturbo alla quiete pubblica); * Attività illecite o abusive
(Commercio abusivo, mendicità molesta, attività di parcheggiatore abusivo); * Violazioni di
regolamenti comunali (Norme relative al decoro, all’igiene o all’utilizzo degli spazi pubblici).
L’ORDINANZA DASPO. L’applicazione del DASPO avviene attraverso un’ordinanza del
Sindaco, su segnalazione delle forze dell’ordine. La durata del divieto può variare da 48 ore
a diversi mesi, a seconda della gravità della condotta e della recidiva. In caso di violazione
del DASPO, sono previste sanzioni pecuniarie e, nei casi più gravi, anche la denuncia
penale.
LE CRITICHE SUL DASPO URBANO. Il DASPO urbano è stato e continua a essere
oggetto di critiche e dibattito sul Rischio di discriminazione, sulla Limitazione delle
libertà personali, sulla Efficacia a lungo termine, sulla corretta Applicazione e garanzie
procedurali. Se da un lato è innegabile la necessità di garantire l’ordine e il decoro nelle
città, dall’altro è fondamentale che strumenti come il DASPO siano applicati con equilibrio e
rispetto dei diritti fondamentali, evitando derive che possano alimentare marginalizzazione
e ingiustizie sociali. La sua efficacia e la sua legittimità dipenderanno in larga misura dalla
capacità di bilanciare le esigenze di ordine pubblico, con la tutela dei diritti e delle libertà
individuali, promuovendo al contempo politiche sociali che affrontino le radici del disagio e
del degrado.
L’EVOLUZIONE NORMATIVA DEL DASPO. Nel corso degli anni, anche a seguito di
episodi di violenza, la normativa sul DASPO è stata più volte modificata e rafforzata.
L’introduzione di nuove fattispecie, l’aumento delle pene per la violazione del divieto e
l’ampliamento dei poteri delle forze dell’ordine hanno contribuito a rendere il DASPO uno
strumento più incisivo. L’efficacia dI DASPO ha contribuito a ridurre il numero di incidenti e
a isolare i soggetti più violenti, anche se alcuni sollevano dubbi sulla sua applicazione,
evidenziando il rischio di un uso eccessivo o arbitrario, soprattutto per quanto riguarda il
DASPO AMMINISTRATIVO.

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