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COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE SULLA SICUREZZA

  • di

di Giuseppe Vinci, presidente dell’ ACCADEMIA DEI SEMPLICI “Sic et simpliciter”
Bologna
COSA PREVEDE, LA NUOVA LEGGE SULLA SICUREZZA
PREMESSA. Il DL 11 aprile 2025, n. 48 afferente “Disposizioni urgenti in materia di
sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di
ordinamento penitenziario”, entrato in vigore il 12/04/2025 è stato convertito in L. 9 giugno
2025, n. 80 a seguito della pubblicazione sulla G.U. 09/06/2025, n. 131. La norma
rappresenta un intervento normativo di ampia portata nel settore della sicurezza pubblica.
LA NUOVA LEGGE. Il nuovo provvedimento legislativo, noto come “Decreto Sicurezza”, è
formalmente entrato in vigore con Legge 9 giugno 2025, n. 80, recante “disposizioni
urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di
vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario”. La nuova legge ha introdotto
significative modifiche al quadro normativo italiano, generando un ampio dibattito tra forze
politiche, operatori del diritto e delle associazioni interessate. Se da un lato l’obiettivo
dichiarato è quello di rafforzare gli strumenti di contrasto alla criminalità e garantire maggiore
protezione alle forze dell’ordine, dall’altro le modifiche introdotte hanno generato un acceso
confronto sulla loro effettiva necessità e sul potenziale impatto sui diritti e le libertà
fondamentali. Il dibattito è destinato a proseguire, con l’attenzione rivolta alle eventuali
evoluzioni giurisprudenziali.
LE PRINCIPALI NOVITA’. La nuova legge n. 80 del 2025, introducendo nuove fattispecie
di reato, inasprendo sanzioni esistenti e prevedendo nuove misure in materia sia di ordine
pubblico, sia di contrasto alla criminalità. In particolare, tra le disposizioni più rilevanti si
segnalano:
a) Lotta al terrorismo e alla diffusione di contenuti illeciti: Vengono introdotte nuove
fattispecie di reato, come la detenzione di materiale con finalità di terrorismo e la
diffusione online di istruzioni per compiere atti violenti o sabotaggi;
b) Contrasto alle occupazioni abusive: Nasce il reato di occupazione arbitraria di
immobile destinato a domicilio altrui, con pene fino a sette anni di reclusione ed è
prevista la possibilità per la polizia giudiziaria, di disporre il rilascio immediato
dell’immobile occupato, anche senza mandato del giudice, in caso di occupazioni
illegittime;
c) Inasprimento delle pene per reati contro le forze dell’ordine e disordini: è stata
introdotta un’aggravante specifica per violenza o resistenza contro agenti di polizia
giudiziaria e di pubblica sicurezza, estesa anche alle lesioni lievi. Inoltre è prevista la
reclusione da 1 a 5 anni (o 1 a 4 anni nei CPR) per chi partecipa con violenza,
minaccia o resistenza all’autorità in rivolte carcerarie o nei centri per migranti, con
pene fino a 18 anni in caso di morte o lesioni gravi;
d) Trasformazione in reato penale dell’impedimento alla libera circolazione su strada
o ferrovia con il proprio corpo, con pene più severe se il blocco è organizzato da più
persone;
e) Estensione dell’arresto in flagranza differita al reato di lesioni personali gravi o
gravissime a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, commesso in
occasione di manifestazioni;
f) Misure a tutela delle forze dell’ordine: Previsione di stanziamento di fondi per
coprire fino a 10 mila euro di spese legali degli agenti coinvolti in procedimenti penali
legati al loro servizio. Agli agenti di pubblica sicurezza è consentito portare armi
private fuori servizio senza licenza specifica;
g) Lotta all’accattonaggio e alla truffa: Inasprimento delle pene per chi impiega minori
nell’accattonaggio (fino a 5 anni di reclusione) e per le truffe commesse in aree
pubbliche o su mezzi di trasporto, con l’arresto in flagranza per la truffa con
l’aggravante dell’abuso di minorata difesa;
h) Disposizioni sull’ordinamento penitenziario: Modifiche riguardanti il differimento
della pena per le mamme detenute (da obbligatorio a facoltativo) e la possibilità di
assumere in apprendistato professionalizzante condannati e internati ammessi alle
misure alternative alla detenzione e i detenuti assegnati al lavoro all’esterno;
i)
Modifiche al Codice Antimafia: Rafforzamento delle misure di prevenzione
patrimoniali e della trasparenza nella gestione dei beni sequestrati e confiscati.
IL DIBATTITO E LE CRITICITA’. La nuova legge Sicurezza 2025 ha suscitato un acceso
dibattito e numerose critiche da parte di opposizioni, operatori del diritto, associazioni
umanitarie e organismi internazionali. Per quanto possibile si riportano di seguito le principali
preoccupazioni che si conoscono:
Deriva repressiva e compressione delle libertà individuali: Molti critici
sostengono che il provvedimento adotta un approccio eccessivamente punitivo,
minando l’equilibrio tra sicurezza e diritti fondamentali. Si teme un rafforzamento del
potere discrezionale delle forze dell’ordine e una potenziale criminalizzazione del
dissenso, in particolare per quanto riguarda le manifestazioni pubbliche;
Tutela dei minori e delle madri detenute: La facoltatività del differimento della
pena per le madri con figli piccoli ha sollevato dubbi sul rispetto dei diritti dei minori
e sul loro benessere, considerando gli effetti traumatici del carcere sui bambini;
Estensione delle garanzie funzionali per l’intelligence: L’ampliamento della
sfera della non punibilità per gli operatori dei servizi segreti, anche in relazione a
reati di grave allarme sociale, è stata vista come una deroga pericolosa ai principi
dello Stato di diritto;
Situazione carceraria: Nonostante alcune disposizioni sull’ordinamento
penitenziario, l’Unione Camere Penali italiane ha espresso preoccupazione per la
situazione delle carceri;
Compatibilità costituzionale: È forte l’attesa per un possibile intervento della Corte
costituzionale, per verificare la compatibilità di alcune norme con i principi della
Costituzione italiana.
CONCLUSIONI. Il Decreto Sicurezza 2025 rappresenta un intervento normativo di ampia
portata nel settore della sicurezza pubblica. Se da un lato l’obiettivo dichiarato è quello di
rafforzare gli strumenti di contrasto alla criminalità e garantire maggiore protezione alle forze
dell’ordine, dall’altro le modifiche introdotte hanno generato un acceso confronto sulla loro
effettiva necessità e sul potenziale impatto sui diritti e le libertà fondamentali. Il dibattito è
destinato a proseguire, con l’attenzione rivolta agli effetti concreti dell’applicazione della
legge e alle eventuali evoluzioni giurisprudenziali.

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