
COME PREVENIRE E CURARE L’OSTEOPOROSI
INTERVISTA ALLA DR.SSA FEDERICA GUARALDI (*)
di Giuseppe Vinci, presidente dell’Accademia dei semplici, “Sic et simpliciter”, Bologna
D. Dottoressa Guaraldi potrebbe spiegarci in termini semplici cos’è l’osteoporosi?
R. L’osteoporosi è una malattia “silenziosa” che rende le nostre ossa più deboli e più inclini a rompersi, anche a seguito di traumi minori che normalmente non causerebbero una frattura. Pensate alle ossa come a una spugna, dove in una persona sana la spugna è densa e resistente. Nell’osteoporosi, la spugna diventa più porosa, con buchi più grandi, perdendo la sua robustezza. Questo aumenta il rischio di fratture soprattutto a livello della testa del femore, della colonna vertebrale e, in particolari situazioni, del polso, seppure tutte le ossa possano essere interessate in situazioni più avanzate.
D. Dottoressa Guaraldi quali sono i principali fattori di rischio dell’osteoporosi?
R. Esistono diversi fattori di rischio. Alcuni sono non modificabili: a) l’età avanzata (il rischio aumenta con l’età); b) la menopausa (le donne sono nettamente più colpite); c) la storia familiare di osteoporosi; d) l’etnia (più comune nelle persone di origine caucasica e asiatica). Altri fattori, invece, sono modificabili e su questi possiamo intervenire: e) scarso apporto di calcio e vitamina D, quest’ultima sintetizzata dal nostro organismo durante l’esposizione al sole; f) stile di vita sedentario; g) il fumo e l’eccessivo consumo di alcol; h) l’uso prolungato di alcuni farmaci (in primis i cortisonici, ma anche gli inibitori di pompa protonica (PPI), ampiamente utilizzati per il trattamento di reflusso e altre patologie gastroesofagee; gli immunosoppressori, utilizzati per il trattamento di patologie autoimmuni e nei pazienti trapiantati; il metotrexato, utilizzato in numerose malattie reumatologiche; gli analoghi del GnRH, utilizzati nel trattamento del carcinoma prostatico e nell’endometriosi; gli inibitori dell’aromatasi, utilizzati nel trattamento del carcinoma mammario; gli antiepilettici; gli antiretrovirali, utilizzati principalmente nel trattamento dell’HIV; i) alcune malattie croniche (malattie infiammatorie intestinali, reumatiche, iperparatiroidismo, ipertiroidismo e insufficienza renale).
D. Dottoressa Guaraldi qual è il legame tra menopausa e osteoporosi?
R. Durante la menopausa, sia fisiologica che indotta da farmaci, c’è un calo drastico dei livelli di estrogeni, ormoni femminili che svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della densità ossea. Quando i livelli di estrogeni diventano insufficienti, il riassorbimento osseo supera la formazione di nuovo tessuto osseo, portando a una progressiva perdita di massa ossea, in particolare a livello femorale, responsabile di aumento netto del rischio di frattura spontanea o per minimi traumi.
D. Dottoressa Guaraldi come si diagnostica l’osteoporosi e quali sono gli esami principali da fare?
R. La diagnosi si basa principalmente sulla densitometria ossea (DEXA) o MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), che misura la densità minerale ossea o BMD, in siti specifici come la colonna lombare e il femore. È un esame rapido, indolore e con una minima esposizione a radiazioni. È fondamentale considerare la storia familiare e clinica del paziente per individuare eventuali fattori di rischio, ed eseguire esami del sangue e delle urine mirati ad indagare il metabolismo calcio-fosforico e il turnover osseo, e, in caso di elementi clinici suggestivi, procedere con esami di laboratorio e di diagnostica per immagini mirati a identificare una patologia sottostante.
D. Dottoressa Guaraldi come si cura l’osteoporosi?
R. L’obiettivo del trattamento è prevenire le fratture. Le opzioni includono sia interventi sullo stile di vita che terapie farmacologiche. Sul fronte dello stile di vita, è fondamentale un’alimentazione ricca di calcio e vitamina D, una regolare attività fisica (soprattutto esercizi di carico, l’eliminazione del fumo e la moderazione nel consumo di alcol) ed un’adeguata esposizione solare (sempre con adeguata protezione). Per quanto riguarda i farmaci, ne esistono diverse classi. I bisfofonati rappresentano la prima scelta di trattamento. Di più recente introduzione, seconda scelta di trattamento, sono denosumab, teriparatide, abaloparatide, raloxifene e romosozumab che, attraverso diversi meccanismi cellulari, bloccano il riassorbimento e/o stimolano la nuova produzione di osso. La scelta del farmaco dipende da vari fattori, come la gravità dell’osteoporosi, la risposta ad eventuali precedenti trattamenti, l’età del paziente e altre condizioni mediche.
D. Dottoressa Guaraldi è possibile prevenire l’osteoporosi?
R. Assolutamente sì. La prevenzione è fondamentale e dovrebbe iniziare fin da giovani per garantire il raggiungimento di un adeguato ‘picco di massa ossea’, quindi il suo mantenimento. I consigli chiave sono: a) assicurare un adeguato apporto di calcio e vitamina D con la dieta (es., latticini, cereali integrali, legumi, verdure a foglia, pesce azzurro, acque vulcaniche) e l’esposizione solare, eventualmente supplementando con integratori. b) Praticare attività fisica regolarmente per garantire uno stimolo meccanico che sollecita le ossa a crescere e mantenere densità e compattezza. c) Evitare fumo e ridurre consumo di alcol. d) Mantenere un adeguato peso corporeo e massa magra. e) Per le donne in menopausa, discutere con il medico le strategie preventive e l’opportunità di screening. f) Prevenire le cadute.
D. Infine, Dottoressa, cosa suggerisce ai nostri soci riguardo l’osteoporosi?
R. Il messaggio più importante è che l’osteoporosi è una malattia asintomatica fino a che non si verifica una frattura. Non è una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. Parlatene con il vostro medico, soprattutto se avete fattori di rischio. E’ fondamentale cercare di prevenirla e, quando non possibile, diagnosticarla e curarla tempestivamente per prevenire le fratture e mantenere una buona qualità di vita. Non aspettate che sia troppo tardi!
* Specialista in Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Ricambio. Inoltre, è Specialista in Endocrinologia Pediatrica e Auxologia ed è Responsabile Medico della Pituitary Unit, Centro di Riferimento Regionale per la Diagnosi e il Trattamento delle Patologie Ipotalamo-Ipofisarie, presso IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna. Il motto della Dottoressa Guaraldi è quello di Oscar Wilde: “La salute è il primo dovere della vita”.