
MORTE A S.LAZZARO e ad Andria: SI POTEVA e DOVEVA PREVENIRE
Abbiamo sempre detto che il cordoglio del “giorno dopo” manifestato dalle istituzioni anche quando è
sincero non serve quasi a nulla.
Per l’ennesimo morto sul lavoro, questa volta a s.Lazzaro di Savena (Bologna) e anche per il “caso di Andria,
il signor Vincenzo Conversano di 59 anni , occorre fare una indagine approfondita senza limitarsi a frasi di
circostanza;
ad Andria come è noto, solo qualche giorno fa, è morto un bracciante: erano le sei del mattino; non tutto si
spiega e si previene pensando al caldo;
le ordinanze che vietano di lavorare in alcune fasce orarie sono ormai indispensabili ma non risolvono tutto
e peraltro inducono contraddizioni che non possono essere rimosse come se le ordinanze fossero bacchette
magiche; in particolare in Puglia , diversi anni fa, prima che le istituzioni si accorgessero del “caldo”
abbiamo fatto una proposta , rimasta inascoltata, su come approcciare e contenere i rischi lavorativi
presenti nei territori; non siamo stati ascoltati ma non ci consola affatto “l’avevamo detto” ; ora sappiamo
che a Molfetta è in programma una riunione dell’ordine degli ingegneri in una sala della Ausl : buon lavoro!
Auspichiamo l’avvio di un dialogo sulle nostre proposte sul lavoro in agricoltura , il lavoro “isolato” e il alvoro
a rischio in generale;
passiamo dunque a fare alcune precisazioni:
- I mutamenti climatici non sono stati causati dai lavoratori ma da un sistema
produttivo capitalistico scellerato; tuttavia lavoratori e “poveri” in generale
ne subiscono le conseguenze se pensiamo anche alla strage che si è
verificata in queste settimane di giovani annegati (troppo poveri per andare
in piscina) - Fatta questa constatazione occorre mettere in chiaro che gli effetti dei mutamenti climatici non
devono pagarla i lavoratori - Per esempio la cassa integrazione per alte temperature deve comportare SALARIO PIENO COSI’
COME DEVONO ESSERE GARANTITE AI LAVORATORI REIDRATAZIONE, PAUSE, DDPPII ADEGUATI - L’anno scorso un imprenditore del ferrarese ha lamentato il fatto che non riusciva a trovare
braccianti disponibili; qualcuno nel “palazzo” ha ascoltato? si è posto le domande necessarie? pare
di no: il bracciante dalle 12.30 alle 16 viene retribuito ? e cosa fa: aspetta sotto un albero ? va a
casa in bici e ritorna alle ore 16? - In Puglia l’anno scorso una coraggiosa giornalista free-lance ha documentato e denunciato che
nella frazione di Monopoli detta “il capitolo” (e chissà dove altro ancora) braccianti schiavizzati
lavoravano “ignari” della ordinanza del “governatore” - DOMANDE e FATTI CONCRETI RIMOSSI DALLE ISTITUZIONI
- NOI NON RIMUOVIAMO LA ANALISI DELLE CONDIZIONI MATERIALI DEI LAVORATORI E DICIAMO,
COME STIAMO RIPETENDO NELLE ASSEMBLEE OPERAIE, CHE : LE PAUSE DEVONO ESSERE
RETRIBUITE SIGNORI GOVERNATORI CHE EMANATE ORDINANZE DA SITI CON ARIA CONDIZIONATA
SENZA VIGILARE CHE VENGANO RISPETTATE E SENZA PREOCCUPARVI DEI LORO EFFETTI CONCRETI ! - arrivati a questo livello di schiavismo e di deregulation le ordinanze appaiono come un possibile
salvavita ma non si può rimuovere una domanda : il sistema imprenditoriale è così cinico e
confuso da non aver capito che la questione delle alte temperature è un fattore di rischio che
deve essere incluso nel DVR ? - Le ordinanze regionali sono state emanate perché si deve prendere atto che le cosiddette
“imprese” spesso temerarie e sempre pronte ad autocelebrarsi, non sono capaci e soprattutto non
intendono fare prevenzione , c’è quindi bisogno di ordinanze, una sorta di protesi giuridiche
istituzionali che , come si diceva prima NON SONO SUFFICIENTI A VENIRE A CAPO DEI PROBLEMI - PER VENIRE ALL’ULTIMO LUTTO DI S.LAZZARO : la causa è stata il caldo? Non bisogna approfondire
se quel lavoratore/imprenditore fosse portatore di qualche forma di vulnerabilità? Gli organi di
stampa preannunciano la effettuazione della autopsia; ne prendiamo atto: ma come per la strage di
Suviana LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO GIA’ EFFETTUATA NON CI DICE NULLA ? - Nelle assemblee operaie stiamo sostenendo che il medico aziendale deve convocare a colloquio e
visitare tutti gli operai che gli risultino a particolare rischio per ragionare con loro e col medico di
base di eventuali precauzioni da adottare oltre a quelle utili per tutti i lavoratori a prescindere da
condizioni soggettive di maggiore vulnerabilità - E veniamo al punto : Ait El Ajjam Brahim AVEVA FATTO VISITE DI IDOENITA’ AL LAVORO? La stessa
domanda ce la siamo posta per il povero bracciante morto ad Andria ; ma nel caso di Brahim la
questione potrebbe essere più complicata; può accadere che un “imprenditore” come Brahim non
abbia fatto visite di idoneità per “risparmiare”? Non sarà che questo possa avere comportato una
soluzione di continuità nella catena della sicurezza, una soluzione di continuità che è peraltro
storicamente peculiare del sistema dei sub-sub-appalti? - Che Brahim fosse un imprenditore non saremo noi a metterlo in dubbio ma non sarà uno di quei
cosiddetti “padroncini” che nella disgregazione del marcato del lavoro hanno occupato le nicchie
lasciate vuote dalla “grande fabbrica” del secolo scorso? - Il committente (comune di s.Lazzaro) non avrebbe dovuto sincerarsi del fatto che TUTTI I
LAVORATORI OPERANTI IN CANTIERE FOSSERO NELLE CONDIZIONI PSICOFOSICHE IDEALI PER
SOPPORTARE RISCHI E CARICHI DI LAVORO ? - Non se ne è occupato oggi? Non sappiamo; lo farà domani? Si vedrà
- Esprimiamo la nostra solidarietà ai familiari del povero lavoratore deceduto a siamo disponibili al
supporto, ovviamente pro bono, per eventuali questioni di copertura assicurativa.
Come RETE NAZIONALE LAVORO SICURO DAL GIORNO DELLA NOSTRA FONDAZIONE (26 MAGGIO
2022, Modena) proponiamo tre punti : - Garantire uguale speranza di vita , di salute e di benessere lavorativo a tutti/e senza alcuna
discriminazione - Intervenire il “giorno prima” e non “il giorno dopo”
- la strada maestra della prevenzione è rafforzare il potere dei lavoratori senza deleghe attraverso
la convocazione delle ASSEMBLEE DI GRUPPO OPERAIO OMOGENEO…se vogliamo davvero
fermare la strage nei luoghi di lavoro
Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAORO SICURO via Polese 30 40122 Bologna
333.4147329
Bologna, 2.7.2025