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Il 6 agosto 1945 la bomba atomica su Hiroshima provocò una carneficina di civili, con l’alibi di porre fine ad una guerra che durava da anni

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di Piero Sandulli, docente di Diritto Processuale Civile e Sportivo nell’Università di Roma “Foro Italico”

Il 6 agosto 1945 la bomba atomica sganciata su Hiroshima provocò una carneficina di civili, con l’alibi di porre fine ad una guerra che durava da anni. Purtroppo, non si è meditato sulle terribili conseguenze , tanto che due giorni dopo si è ripetuto il bombardamento sulla città di Nagasaki, scelta a caso e priva di ogni valenza strategica, se non quella di ingenerare una altra insensata strage.
A distanza di ottant’anni quella inutile strage sembra non avere insegnato nulla ed a guardare i telegiornali sempre più si eleva la minaccia insensata dell’uso delle armi nucleari.
Invece di recuperare la razionalità i leader politici del mondo fanno sfoggio di prove di forza, che hanno il retro gusto della idiozia.
L’unica speranza per invertire questa follia è che tutti gli uomini di buona volontà manifestino il loro dissenso come nel suo Imagine Lennon ci invitava a fare!
Cominciamo tutti a dire NO! Basta con questo modo di fare politica, basta con il personalismo della politica! Torniamo ad agire per il bene comune e non per perseguire l’effetto annuncio al quale tutti rischiamo di soccombere!
Piero Sandulli, docente di Diritto Processuale Civile e Sportivo nell’Università di Roma “Foro Italico”

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