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Ancora una volta una strage operaia…non dimenticare!

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Non dimenticare la strage operaia di Brandizzo del 30 agosto 2023
Ancora una volta si è verificata una strage operaia con cinque morti e con conseguente impagabile
dolore per i familiari e i compagni di lavoro ; nonostante la propaganda padronale sulla
prevenzione che sarebbe addirittura garantita o agevolata dalle nuove tecnologie e persino dalla
cosiddetta intelligenza artificiale quando invece vengono quasi sistematicamente eluse le più
elementari norme di prevenzione e sicurezza che sono dettagliatamente prescritte in Italia fin dai
decreto degli anni cinquanta del secolo scorso (DPR 303/1956 e DPR 547/1955); troppo spesso o
quasi sempre lungo la catena di appalti e subappalti , catena funzionale al profitto economico, la
sicurezza di “disperde” e quindi arrivano puntualmente morti e stragi; alcuni economisti “ingenui”
o servi del padrone (a seconda dal caso) vagheggiano la ipotesi che investire in prevenzione
“conviene”; loro “ragionano” in dollari e sostengono che un dollaro investito nella prevenzione ne
fa risparmiare 6; in buona o in malafede “trascurano” il fatto che il padrone non investirà mai un
dollaro se i 6 dollari guadagnati non tornano nelle sue casse; in sostanza il sistema economico
capitalstico macina profitti privati e produce oneri pubblici scaricando sul sociale i costi dei danni
alla salute e all’ambiente; per questo muoiono operai che si sarebbero salvati con una “banale”
maschera antigas che costa solo poche decine di euro (come è successo da Casteldaccia a
Venezia…)
Fin dalla nascita della RETE (26 maggio 2022) abbiamo sostenuto che , certo, occorre potenziare la
vigilanza ispettiva pubblica ma abbiamo detto che il fattore determinante è e sarà lo spostamento
dei rapporti di forza tra capitale e lavoro; il percorso verso la vera prevenzione è la ASSEMBLEA DI
GRUPPO OPERAIO OMOGENEO che valuta i rischi col supporto di tecnici di fiducia dei lavoratori e
che è in grado di vagliare criticamente i DDVVRR dei padroni (documenti di valutazione del rischio
spesso sfasati e inattendibili o, a volte, validi ma “sconosciuti” ai lavoratori e destinati a “rimanere
nei cassetti”; piuttosto , spesso, il DVR da strumento di obiettiva del rischio, per la sua lacunosità
(essendo redatto unilateralmente dal padrone) funziona persino da alibi per supportare il
disconoscimento della causa lavorativa dell’evento acuto o della malattia professionale (con la
partecipazione attiva, in chiave “negazionista” dell’Inail) . COSA SAREBBE SUCCESSO SE QUALCHE
MESE PRIMA I LAVORATORI DEL CANTIERE DI BRANDIZZO AVESSERO TENUTO UNA ASSEMBLEA
DI GRUPPO OMOGENEO CON LA PARTECIPAZONE DI TECNICI DI LORO FIDUCIA DELLA SANTA’
PUBBLICA? La risposta a questa domanda è semplice: le lacune della organizzazione del lavoro
sarebbero emerse e sarebbero state bonificate con prescrizioni vincolanti da parte degli organi
ispettivi;
LA STRAGE NON SI SAREBBE VERIFICATA !
Pur non potendo essere presenti fisicamente domani a presidio indetto dai promotori (sindacati di base e altre associazioni) saremo
presenti emotivamente col pensiero e col rispetto dovuto alle vittime della incuria e del profitto.
Abbiamo peraltro assunto la tutela legale e medico-legale dei familiari del lavoratore morto nel cantiere ferroviario di Macerata il 5
luglio 2025 e auspichiamo una sempre maggiore sinergia con tutti i soggetti sinceramente impegnati a fermare la strage sul lavoro
che continua, pare, inarrestabile, nonostante i bei discorsi del “giorno dopo” puntualmente recitati dalle “istituzioni”.
Vito Totire, portavoce della RETE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 40122 Bologna
29-8-2023

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