Suicidio: 11 casi al giorno in Italia, giovani più vulnerabili. Ecco i campanelli d’allarme. Elisa Fazzi (Sinpia): intercettare precocemente il disagio con reti di sostegno efficaci. Oltre 3mila richieste a Telefono Amico Italia nei primi mesi 2025
di Ernesto Diffidenti 10 settembre 2025
I punti chiave
L’autolesionismo colpisce in Europa circa 1 adolescente su 5 e, insieme all’ ideazione suicidaria e ai tentativi di suicidio, è oggi tra le cause più frequenti di accesso in urgenza ai servizi di Neuropsichiatria infanzia e adolescenza. Un concetto distinto è quello di parasuicidalità: comportamenti autolesivi intenzionali privi di una reale volontà di morire, nei quali l’eventuale esito letale è accidentale. Le forme più comuni di autolesionismo non suicidario includono diversi tipi di lesioni corporee, tra cui tagli, ustioni ed escoriazioni anche di vario grado, spesso ripetitive, il tagliarsi con oggetti affilati (coltelli, lamette, aghi, temperini), bruciarsi la pelle (spesso con sigarette) o marchiarsi con oggetti roventi. Questi comportamenti risultano particolarmente diffusi tra adolescenti e giovani adulti e, sebbene suicidalità e autolesionismo non suicidario siano fenomeni distinti, tra i due esiste una correlazione. Le persone che adottano comportamenti autolesivi, infatti, hanno una probabilità quattro volte maggiore di tentare il suicidio nel corso della vita.
La patologie psichiatriche e le crisi evolutive
E’ indubbio che un maggior rischio di comportamenti suicidari sia riscontrabile in diverse patologie psichiatriche dalla depressione ai disturbi bipolari, disturbi di personalità (in particolare borderline e narcisistico), disturbo d’ansia generalizzata e attacchi di panico. “Ma non è raro in adolescenza – prosegue Borgatti – imbattersi in ragazzi che, pur non manifestando alcun tipo di disturbo psichiatrico evidente, stiano attraversando una profonda crisi nel loro percorso evolutivo che genera un dolore psichico intollerabile tanto da far apparire la morte come l’unica possibile soluzione. Questa assoluta mancanza di speranza per un domani migliore, il sentimento di “assenza di speranza” come perdita di fiducia nella possibilità di risolvere i problemi, e l’adozione di uno stile di difesa evitante, sono mediatori cruciali del suicidio adolescenziale”.
“Negli ultimi anni si è assistito ad una significativa anticipazione di questo tipo di comportamenti, per cui già nella preadolescenza possono manifestarsi i primi attacchi al corpo e/o pensieri negativi anche di matrice anti-conservativa. Avanzare delle proposte terapeutiche che consentano di porre una sensibile attenzione verso le nuove generazioni, affrontando e costruendo precocemente adeguate capacità di tolleranza emotiva, solide esperienze di auto-efficacia personale e competenze relazionali significative, può modificare molte traiettorie psicopatologiche. Sviluppare il senso di appartenenza alla vita di un giovane significa fornire risposte autentiche alle famiglie, investire sulla scuola, e oggi, diffondere politiche di supporto anche nel mondo del web. Per poterli raggiungere tutti, nessuno escluso”.
Anche per questo “è fondamentale oggi investire nei servizi territoriali ed ospedalieri di neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza da troppo tempo sottodimensionati, in termini di personale, risorse e strutture adeguate, per intercettare in tempo situazioni di sofferenza creando, al tempo stesso, una cultura del dialogo, dell’ascolto e della vicinanza per poter intervenire con efficacia”.
Telefono Amico Italia: oltre 6.700 richiesto di aiuto nel 2024
La criticità del fenomeno è confermata anche da Telefono Amico Italia che ha presentato nella Sala Caduti di Nassirya del Senato in occasione della Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio, su iniziativa del senatore della Repubblica Guido Quintino Liris, i dati 2024. Ebbene, sono state oltre 6.700 le persone che hanno chiesto supporto perché attraversate dal pensiero del suicidio e nei primi sei mesi dell’anno in corso sono state già registrate più di 3.000 richieste di aiuto: un numero che fa presagire, anche per il 2025, un bilancio annuale altrettanto grave. Per Cristina Rigon, presidente dell’organizzazione di volontariato che da quasi 60 anni attraverso una helpline anonima e gratuita offre ascolto e supporto a chi vive momenti di difficoltà o malessere emozionale, è necessario attivatare l’istituzione di un numero di pubblica utilità 24/7 per la prevenzione del suicidio, avviare un Piano Nazionale con azioni coordinate tra scuola, sanità, lavoro e forze dell’ordine, lanciare una campagna nazionale anti-stigma e informativa, mettere a punto protocolli clinici nei pronto soccorso e nei centri di salute mentale per identificazione precoce, valutazione, gestione e follow up delle persone affette da comportamenti suicidari, nonché coinvolgere le realtà del Terzo Settore nei tavoli decisionali.