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La storia di Leonard Peltier non è ancora finita

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La storia di Leonard Peltier non è ancora finita

L’attivista nativo americano ha trascorso quasi cinquant’anni in prigione per l’omicidio di due agenti dell’FBI che ha sempre affermato di non aver commesso.

A gennaio 2025, Joe Biden ha commutato la pena in arresti domiciliari e Peltier è tornato a casa, nella riserva indiana di Turtle Mountain, nel North Dakota.

Una delle prime cose che ha detto al giornalista del New Yorker che l’ha intervistato, ricordando gli Anni Sessanta e Settanta del 1900, è stata: “Eravamo in guerra”. Nel 1972, Peltier si unì all’American Indian Movement, che sosteneva l’autonomia politica e culturale dei nativi americani e chiedeva l’abrogazione della legislazione sulla cessazione del valore dei trattati federali e il rinnovo dei rapporti con le tribù basati su di essi. Dopo la clamorosa protesta fel 1972 definita il Sentiero dei Trattati Infranti, l’FBI adottò tattiche di guerra contro l’AIM. Nel 1973, il governo federale condusse un assedio di settantuno giorni contro centinaia di membri dell’AIM e dissidenti oglala che si erano asserragliati a Wounded Knee, nella riserva di Pine Ridge (il luogo del massacro del 1890 da parte dell’esercito), per protestare contro un governo tribale dispotico guidato da Dick Wilson. La violenza nella riserva non fece che aumentare in seguito all’occupazione. Ci furono pestaggi e omicidi durante quello che fu soprannominato il Regno del Terrore. Nella primavera del 1975, Peltier si era accampato nella riserva di Oglala, offrendo protezione agli anziani. Il 26 giugno 1975, gli agenti FBI Williams e Coler si trovavano nella riserva per notificare mandati di cattura per rapina e aggressione, entrarono nella proprietà di Jumping Bull senza identificarsi e ne seguì una sparatoria in cui morirono i due agenti e un nativo. Dei tre accusati, Bob Robideau e Dino Butler, furono arrestati negli Stati Uniti, processati per primi e assolti per legittima difesa; Peltier fu arrestato in Canada, fu processato separatamente, diversi mesi dopo, una giuria composta esclusivamente da bianchi lo condannò per due capi d’accusa di omicidio.

Il provvedimento di “Executive Clemency” firmato da Biden è il risultato di decenni di lavoro del “Leonard Peltier Official Support Group”: www.freeleonardpeltiernow.org e di organizzazione di base internazionali e anche italiane per mostrare le prove della sua innocenza e accentuare il suo ruolo di prigioniero politico. Peltier si è sempre dichiarato innocente e le prove raccolte negli anni dai suoi avvocati lo dimostrano, ma non hanno premesso una revisione del processo.

Leggi TEPEE per saperne di più, naila.clerici@soconasincomindios.it

Dr. Naila Clerici, Redazione di TEPEE, Direttrice responsabile ed editoriale

Via San Quintino 6, 10121 Torino facebook.com/pages/Soconas-Incomindios/, https://www.youtube.com/channel/UC1jno1fq2G_HnMd50IG0hww già Docente di Storia delle Popolazioni Indigene d’America, Università di Genova

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