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LA VIOLENZA DOMESTICA NEL CODICE PENALE TRA VESSAZIONI E TUTELA GIURIDICA

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LA VIOLENZA DOMESTICA NEL CODICE PENALE
TRA VESSAZIONI E TUTELA GIURIDICA
di Giuseppe Vinci, presidente dell’Accademia dei Semplici, Bologna
PREMESSA. Il feomeno della violenza domestica, un tempo relegato alla sfera privata e
spesso ignorato, ha acquisito negli ultimi decenni una crescente visibilità e una maggiore
tutela nel sistema giuridico italiano. L’evoluzione del Codice penale in materia di violenza
domestica è un lungo e complesso viaggio, che testimonia un cambiamento radicale nella
percezione sociale e legale di questo crimine.
LESIONI FAMILIARI E VIOLENZA DI GENERE. Per molti anni, la violenza domestica
veniva trattata come una semplice “lesione” o “percosse”, senza tenere conto del contesto
relazionale e della condizione di vulnerabilità della vittima. L’art. 582 c.p. (lesioni personali)
e l’art. 581 c.p. (percosse) erano le uniche norme applicabili, ma non erano sufficienti a
cogliere la gravità del reato. La violenza domestica non è un singolo atto isolato, ma un ciclo
di abusi, che si manifesta attraverso atti fisici, psicologici, economici e sessuali.
MALTRATTAMENTI CONTRO FAMILIARI E CONVIVENTI. Una svolta fondamentale è
stata l’introduzione dell’art. 572 c.p. (maltrattamenti contro familiari e conviventi). Questa
norma, modificata e aggiornata nel tempo, punisce chiunque “maltratta una persona della
famiglia o convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni
di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o
di un’arte”. La formulazione dell’articolo è ampia e copre una vasta gamma di
comportamenti, come le violenze fisiche, le minacce, le ingiurie, l’umiliazione, le privazioni,
e la violenza psicologica.
VIOLENZA PSICOLOGICA E VESSAZIONE MORALE. Il “delitto di maltrattamenti” ha
avuto il merito di riconoscere la rilevanza penale della violenza psicologica, un aspetto
spesso sottovalutato, ma che può avere conseguenze devastanti sulla salute mentale e
sulla dignità della vittima. L’art. 572 c.p. ha permesso di perseguire comportamenti che non
causano lesioni fisiche, ma che costituiscono una vera e propria “vessazione morale”, come
l’isolamento sociale, l’umiliazione, le minacce, il controllo coercitivo e la manipolazione
psicologica.
IL CODICE ROSSO. La legge n. 69/2019, è una riforma storica per la tutela delle vittime,
nota come “Codice Rosso”, ha segnato una tappa cruciale nella tutela delle vittime di
violenza domestica.
Questa riforma ha introdotto una serie di norme finalizzate a rendere più rapida ed efficace
la risposta del sistema giudiziario, con l’obiettivo di “salvare” le vittime in pericolo. Le
principali novità del Codice Rosso sono:
 Accelerazione delle indagini: la polizia giudiziaria deve comunicare immediatamente la
notizia di reato al pubblico ministero, che deve sentire la vittima entro 3 giorni dalla
denuncia.
 Novità sui reati di stalking e revenge porn: l’art. 612-bis c.p. (stalking) e l’art. 612-ter
c.p. (revenge porn) sono stati modificati e le pene sono state inasprite.
 Aumento delle pene: le pene per i reati di violenza domestica sono state inasprite, con
l’obiettivo di garantire una maggiore deterrenza.
 Azione d’ufficio: per alcuni reati, come il revenge porn, la querela non è più necessaria,
e il procedimento può essere avviato d’ufficio.
 Rafforzamento delle misure cautelari: sono state rafforzate le misure cautelari a tutela
della vittima, come l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento.
CONCLUSIONI. Nonostante i progressi compiuti, il fenomeno della violenza domestica
resta una piaga sociale, che richiede un impegno costante e una collaborazione tra le
istituzioni, le forze dell’ordine, i centri antiviolenza e la società civile. L’evoluzione del Codice
penale è un passo importante, ma non è sufficiente a sradicare un problema così
complesso. La tutela giuridica deve essere accompagnata da una maggiore
sensibilizzazione, una formazione adeguata delle forze dell’ordine e dei magistrati, e un
sistema di supporto per le vittime. La violenza domestica non è un “affare di famiglia”, ma
un crimine che mina i diritti umani fondamentali e la dignità della persona. Il Codice penale,
con le sue recenti riforme, ha ribadito con forza questo principio, offrendo alle vittime uno
strumento di tutela e di riscatto, ma il vero trionfo sarà quando la violenza domestica non
sarà più una notizia di cronaca, ma un ricordo del passato.

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