
Terza persona morta (o quarta?) dopo l’utilizzo della pistola taser
in poche settimane
TASER : E NON SAI CONTRO CHI SPARI !
Il taser è un crimine di pace !
Il nostro punto di vista sulla pistola taser lo abbiamo già detto in una udienza penale
di Bologna contro un giovane attivista ecologista che lo ha “provato” sulla sua pelle;
ci aspettavamo che il tribunale deferisse la questione dell’uso del taser ad una
istanza come la corte costituzionale; anzi il procedimento si è concluso con la
condanna dell ’attivista ecologista piuttosto che con osservazioni critiche nei
confronti dello “ stato” la cui condotta dunque non è stata sfiorata da eventuali
dubbi del giudice;
ora in poche settimane si ha notizia di tre morti dopo l’uso del taser (Olbia, Genova,
Reggio Emilia) ma è possibile che i morti siano stati quattro (torneremo su questo);
ovviamente volendo affrontare come si suol dire “scientificamente” la questione non
possiamo confondere la successione cronologica con un nesso eziologico;
l’ultimo decesso è quello avvenuto ieri mattina a Reggio Emilia ; è morto un uomo di
41 anni ; i commenti sono i “soliti” ; i “sindacati” di polizia si sono sbilanciati nella
solita difesa d’ufficio degli operatori ma non hanno ben compreso che va messa in
discussione anche, o meglio soprattutto, la condotta di tutta la organizzazione e non
del singolo operatore che certo può usare il taser in maniera diversa da caso a caso
ma che ha ricevuto in mano , di fatto, uno strumento che egli è indotto, o meglio
costretto, ad usare al buio;
il “dibattito” si era aperto recentemente dopo i fatti di Olbia e di Genova e pareva
“chiuso”; infatti in Italia si “discute”, per modo di dire, sempre il “giorno dopo” e la
discussione viene riaperta, dopo chiusure sommarie, solo se “ci scappa di nuovo il
morto”; ma le cose, dall’udienza del settembre 2024 per il processo contro l’attivista
ecologista di Bologna, non sono cambiate se non per la crescita del numero dei
morti : agli operatori del cosiddetto “ordine pubblico” è stato messo in mano uno
strumento che essi devono necessariamente usare al buio su persone che fanno da
bersaglio e delle cui vulnerabilità essi (gli operatori)non sanno nulla;
è come usare un mezzo di contrasto radiologico senza aver fatto la anamnesi
relativa a eventuali condizioni di sensibilità !
La procura di Reggio Emilia fa sapere che le indagini procedono serratissime e
segrete; si vedrà: intanto certi dati relativi agli eventi mortali di Olbia e Genova sono
arrivati immediatamente e sono stati commentati da un sindacato dei carabinieri
evidentemente autodichiaratosi medico-legale honoris causa;
dopo Olbia e Genova sulla base di dati emersi dalla autopsia e (dobbiamo supporre)
divulgati ma interpretati male qualcuno non solo ha “assolto” la pistola taser ma ha
addirittura intimato noi critici a “chiedere scusa” per aver definito questo mezzo
“MEZZO DI TORTURA” ; ovviamente la definizione non è stata proposta da noi ma da
altra fonte; tuttavia le notizie diffuse relative ai riscontri autoptici confermano quello
che è stato sostenuto nella deposizione del settembre 2024 presso il tribunale
penale di Bologna : le notizie diffuse (non esisteva il segreto istruttorio?) e
commentato da autoproclamati medici legali CONFERMANO CHE L’USO DELLA
PISTOLA TASER SU PERSONE DI CUI NON SI CONOSCE LA ANAMENSI CLINICA E’ UN
INTERVENTO AL BUIO E QUINDI ESATTAMENTE UN CRIMINE DI PACE COME LO
DEFINIREBBE FRANCO BASAGLIA
Piuttosto che un crimine preterintenzionale è un crimine preterintenzionale con
previsione: infatti viene usata proprio ai danni di una ristretta coorte di persone
potenzialmente vulnerabili perché portatori di cardiopatie o assuntori di sostanze
farmacologiche (illegali o legali) i cui effetti collaterali possono entrare in sinergia
con gli effetti collaterali della pistola taser; gli effetti collaterali possono potenziarsi
a vicenda ; occorre “taser” come causa ma anche come concausa di morte !
Gli effetti collaterali sono poi “solo” fisici/somatici o la pistola taser può avere anche
effetti psicotraumatici ? la letteratura scientifica propende per il sì e si tratta di una
risposta angosciante di cui terranno certamente conto gli inquirenti che si stanno
occupando del “suicidio” del giovane (diciassettenne)detenuto nel carcere minorile
di Treviso; non basta la frase di circostanza pronunciata il “giorno dopo” ; “questa
morte è un fallimento …”
in relazione a questo luttuoso evento di Treviso abbiamo ipotizzato che i recenti
eventi mortali “post-taser” potrebbero essere stati non tre ma quattro;
pare invece che “se la sia cavata” , per così dire, quella persona (anche in questo
caso un immigrato) bersaglio del taser a Rioveggio di Monzuno ; “pare” perché gli
effetti acuti sono stati ovviamente meno drammatici ma occorrerà approfondire (per
tutte le persone /bersaglio) anche la questione di eventuali postumi meno acuti e
meno letali.
In questo contesto il signor ministro Piantedosi si presenta a Bologna “offrendo”
taser ai vigili urbani e criticando la “resistenza” (almeno su questo!) del sindaco della
città .Ha offerto anche un CPR specializzato…ma di questo parleremo domani
Attenzione : la stessa produzione dell’oggetto taser comporta rischi; quel che si
produce si vende, è la logica del mercato : la pistola taser è stata riscontrata in
dotazione anche a un gruppo di “ragazzini” alla stazione di Imola ! Per non parlare
della “criminalità organizzata.
Occorre voltare pagina: un altro “ordine pubblico” è possibile !
La pistola taser va messa immediatamente fuori uso, non a favore delle pallottole
ma a favore di metodi e procedure a tasso di violenza tendente allo zero e alla
prevenzione delle condizioni di disagio e di scompenso.
Vito Totire, portavoce Centro per l’alternativa alla medicina e alla psichiatria Francesco Lorusso