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La crescita sociale è strettamente correlata a educazione e formazione

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di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma

La crescita sociale è strettamente correlata alla educazione e formazione.L’istruzione però è una ricchezza non disponibile per tutti.Sono 234 milioni i bambini che che non.rcevono una istruzione adeguata.Sono coinvolti in situazioni di crisi economica e non riescono ad accedere alla scuola:sfollati con

le famiglie a causa della violenza armata o dei cambiamenti climatici,vittime del pregiudizio di genere che colpisce le ragazze abitanti di aree rurali penalizzate o dei quartieri periferici delle megalopoli.Le guerre sono il primo ostacolo ad una istruzione regolare ed organizzata.Le guerre trovano terreno fertile nell’ignoranza:il pregiudizio sui cosiddett nemici,l’affidamento a più bellcosi,l’accettazione della prevaricazione come fatale.Se si riflette sul.numero delle guerre nel mondo valutate nel.numero 110,ne deriva che in 220 Paesi(ogni guerra coinvolge 2  Stati almeno) l’istruzione è in pericolo.Se poi si confronta questo numero con quello dei Paesi internazionalmente rconosciuti ci si rende volto che questi sono meno di quelli e che quindi l’istruzione manca per ben più dei 234 milioni di bambini.Il fatto che la guerra sia contraria all’educazione scolastica,e che questa possa fungere da antidoto a quella,è rappresentato dal progetto Scuola Angeli della Pace che garantisce istruzione a bambini rifugiati,purtroppo con una domanda in continua crescita ed un’offerta limitata dalle condizioni ambientali e politiche e dalla scarsità di risorse disponibili.Quest’anno Lbano,Siria,Iraq,Palestina hanno visto aumentato il numero di bambini interessati.È di certo uno dei settori per i quali le tecnologie a distanza si sono rivelate più preziose.L’ntervento educativo mira in particolare ai più fragili,quelli che non hanno mai frequentato la scuola o l’hanno abbandonata.Pet questi scattano periodi d recupero prima dell’inserimento nelle classi normali.C’e poi al contorno una riflessione da fare:l’istruzione non può prescindere dai libri,ma per un esiliato che cerca di portare con sé unpezzo della propria vita trascorsa,quanto i libri possono essere considerati beni primari?E lo stesso discorso vale per altr strumenti della istruzione,come matite,quaderni,appunti.Pur in queste difficoltà l’attività preferita a scuola da questi studenti precari sono gli esami perchè con essa salgono nell’ascensore sociale al quale tutti,specie in tempi di guerra,non vorrebbero rinunziare.

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