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Abdullah al-Derazi rischia di essere messo a morte

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Abdullah al-Derazi rischia di essere messo a morte da un momento all’altro per presunti crimini commessi quando era ancora minorenne. Il giovane appartiene alla minoranza sciita del paese ed è stato condannato a morte per la sua presunta partecipazione alle proteste antigovernative del 2011 e 2012 contro il trattamento riservato dal governo alla minoranza sciita del paese. Il processo si è basato su una “confessione” estorta con la tortura. Quando Abdullah ha chiesto una valutazione medica per dimostrare le torture subite, non solo non sono state aperte le indagini, ma la Corte suprema ha confermato la sua condanna a morte senza informare le famiglie né gli avvocati.

Il 21 agosto 2025 le autorità saudite hanno messo a morte Jalal Labbad, un altro giovane condannato per presunti crimini commessi da minorenne, sollevando serie preoccupazioni per il destino di Abdullah al-Derazi.

L’uso della pena di morte contro minorenni al momento del presunto reato è strettamente vietato dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia, ratificata dall’Arabia Saudita.

Ora Abdullah ha solo una possibilità: che il Re dell’Arabia Saudita non ratifichi la condanna a morte. Firma l’appello!

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