Vai al contenuto

LAVORO IN AGRICOLTURA E “LAVORO ISOLATO”: FERMIAMO LA STRAGE! LA CARTA DI BERTINORO

  • di

LAVORO IN AGRICOLTURA E “LAVORO
ISOLATO”: FERMIAMO LA STRAGE!
Carta di Bertinoro numero 1
L’11 gennaio 2023 presso il Circolo culturale La Rimbomba di Bertinoro si è tenuto un seminario
sul tema delle morti sul lavoro a cui hanno partecipato diverse persone (lavoratori, operatori
sanitari e dell’informazione, giuristi, sindacalisti) interessate a realizzare una concreta strategia di
prevenzione.
Il convegno seminariale, come da programma, si è concentrato su quegli eventi mortali che spesso
non sono inclusi nelle statistiche ufficiali, anche perché riguardano lavoratori che non usufruiscono
di particolari tutele assicurative; parliamo di eventi luttuosi che si verificano nel comparto
agricoltura, riguardano molto spesso (non sempre) persone in età avanzata e che molto
frequentemente operano in condizioni di isolamento lavorativo. Le attività all’origine di questi
eventi sfuggono quasi sempre, per vari motivi, alle attività di vigilanza degli organi ispettivi.
Con la presente Carta di Bertinoro, con questo nostro appello proponiamo dunque l’avvio di una
campagna di indagine e di intervento che tenga conto delle specifiche condizioni materiali di
questo comparto. Questa campagna deve prevedere le seguenti attività:

  • Il prosieguo di iniziative analoghe al seminario di Bertinoro che ha visto la partecipazione attiva di
    vari soggetti istituzionali e non, che potrebbero sviluppare in futuro significative sinergie nel campo
    della prevenzione nel lavoro agricolo e nel “lavoro isolato” in generale e comunque nella
    prevenzione della salute occupazionale in senso lato; sono giunte informazioni importanti anche da
    soggetti che non hanno potuto partecipare fisicamente al seminario ma che ne condividono le
    finalità (per esempio a proposito di alcune attrezzature “a rischio” utilizzate in agricoltura in regioni
    meridionali).
  • Considerata la peculiarità delle questioni discusse (lavoratori anziani, lavoro in solitario, attività in
    proprio senza lavoratori dipendenti e senza particolari coperture assicurative, condizioni di
    marginalità territoriale) che rendono difficile l’intervento ispettivo tradizionale più facilmente
    agibile per le aziende di grandi dimensioni e più “visibili” nel territorio, è necessario avviare
    procedure specifiche per l’individuazione e per l’abbattimento dei rischi.
  • Le procedure specifiche devono prevedere:
    a) cooperazione e sinergia tra sindaci, Ausl, Ispettorato del lavoro, associazionismo, sindacati, per la
    ricerca attiva delle situazioni che necessitano di interventi di prevenzione e bonifica dei rischi
    (trattori, macchine agricole, attrezzature, vigilanza sulla idoneità psico-fisica con particolare
    Questo nostro appello viene inviato:
    riferimento alla età, al genere e al paese di
    provenienza); la ricerca attiva (indagine ed
    intervento) potrebbe/dovrebbe essere preceduta
    da una istruttoria pubblica sul tema indetta dal
    sindaco nel suo ruolo di autorità sanitaria locale;
    b) il supporto tramite eventuale consulenza
    gratuita fornita dai Comuni e dagli organi ispettivi
    per l’individuazione e la bonifica dei rischi;
    c) la fornitura di supporto economico agli
    interventi di bonifica e alla dotazione di
    strumenti anche di prevenzione secondaria
    (fornitura di sensoristica modello “uomo a terra”,
    ovviamente estensibile dal lavoro agricolo al
    “lavoro in solitario” in genere); l’adozione anche
    solo di mezzi di prevenzione secondaria, se fosse
    stata più tempestiva, avrebbe comportato, negli
    ultimi anni, una considerevole riduzione di eventi
    mortali; infine: i fattori di rischio da “Intercettare”
    devono essere anche quelli “ambientali” presenti
    nel territorio (ricordiamo la recente morte di due
    lavoratori immigrati per intossicazione da ossido
    di carbonio nella nota baraccopoli di Borgo
    Mezzanone in provincia di Foggia).
    Auspichiamo infine che almeno parte dei
    finanziamenti europei per l’agricoltura (circa 95
    milioni di euro, di cui si è avuta notizia nelle
    scorse settimane) sia finalizzata anche alla
    crescita delle condizioni di sicurezza di lavoratrici
    e lavoratori.
    La presente Carta di Bertinoro sul lavoro in
    agricoltura e sul “lavoro isolato” propone
    pertanto
    L’AVVIO DI UNA CAMPAGNA NAZIONALE DI
    PREVENZIONE A SOSTEGNO DI UN’AREA DI
    SOGGETTI PARTICOLARMENTE FRAGILI (PER
    MARGINALITA’ DEL CONTESTO LAVORATIVO,
    PER ETA’, PER CONDIZIONI DI LAVORO IN
    SOLITARIO, PER ESPOSIZIONE A EVIDENTI E
    GRAVI RISCHI NON BONIFICATI) DA
    CONDURRE CON LA RICERCA ATTIVA DELLE
    SITUAZIONI DI RISCHIO CHE PASSI
    ATTRAVERSO LA CONVOCAZIONE DI
    ISTRUTTORIE PUBBLICHE COMUNALI
    PRECEDUTE E SEGUITE DA ORDINANZE
    SINDACALI FINALIZZATE ANCHE AD
    INDAGINI CONOSCITIVE (censimento dei
    trattori, delle attrezzature e di tutti gli altri fattori
    di rischio).
    • all’ANCI – ASSOCIAZIONE NAZIONALE
    COMUNI ITALIANI, con l’auspicio che non
    risponda col “silenzio” come ha fatto rispetto al
    nostro recente appello per una azione di
    contrasto all’uso e alla produzione di fuochi
    artificiali; un “silenzio” che purtroppo ha
    contribuito all’inquinamento e alla crescita del
    numero dei feriti;
  • in particolare ai sindaci di Comuni italiani in cui
    risultano essersi verificati eventi critici o mortali
    (gli ultimo eventi si sono verificati a Falconara
    Albanese, Montescudo, Cesena, Licata, Cessalto,
    Barberino del Mugello;
  • agli organi di vigilanza
    • alle associazioni di categoria
    • alle associazioni di volontariato
    • alle organizzazioni sindacali
    • al governo attualmente in carica.
    Sottolineiamo che diversi anni fa fu inviata (dalla
    Rete per l’ecologia sociale e dall’associazione
    Salute pubblica di Brindisi) una proposta alla
    Regione Puglia per il monitoraggio e la vigilanza
    in agricoltura e in altri comparti lavorativi a
    rischio, previa costituzione di una èquipe che
    (nell’ipotesi formulata) avrebbe dovuto effettuare
    una ricerca attiva nel territorio; la proposta non
    registrò nessun segnale di attenzione; qualche
    anno dopo la Magistratura ha però dovuto
    prendere atto e condannare per reati di “omicidio
    colposo e riduzione in condizioni di schiavitù”
    accertati nel comparto agricolo; certamente
    quella proposta non avrebbe “risolto tutto” ma
    era pur sempre una ragionevole proposta,
    rimasta inascoltata, di una strategia di
    prevenzione.
    Auspichiamo che questa volta ci sia una maggiore
    attenzione, da parte di tutti, alle proposte della
    presente Carta di Bertinoro – Lavoro in
    agricoltura e lavoro isolato.
    Primi firmatari:
  • Vito Totire, medico del lavoro, coordinatore
    Rete Nazionale Lavoro Sicuro
    • Davide Fabbri, blogger indipendente,
    presidente del Circolo culturale La Rimbomba di
    Bertinoro, referente della provincia di Forlì
    Cesena della Rete Nazionale Lavoro Sicuro
  • Daniele Barbieri, giornalista e blogger
    • Savio Galvani, referente della provincia di
    Rimini della Rete Nazionale Lavoro Sicuro
    Si raccolgono le adesioni ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
    Davide Fabbri – Telefono e Whatsapp 333.1296915 – email: davidefabbriblogger@gmail.com
    Vito Totire – Telefono e Whatsapp 333 4147329 – email: vitototire@gmail.co
(Visited 42 times, 1 visits today)

Lascia un commento