
| di Giancarla Codrignani, politologa e giornalista, già docente e parlamentare Gaza sta bruciando e mezza città è occupata dai carri armati e dall’Imd. Dove sono gli arabi? Dov’è il riconoscimento dello “stato Palestinese? Gli Usa a Netanyhau: sostegno incrollabile ai piani per la Striscia. Non è solo la fine. E’ la fine dell’ipocrisia dei governi che hanno sempre pensato che andava a finire così (magari senza genocidio). Infatti il ministro israeliano si rallegra: “la spartizione di Gaza una miniera d’oro”. Alla faccia dell’Esodo di Mosè. ****** Avraham Burg, ex-presidente del Parlamento israeliano: Il posto di Netanihau è al Tribunale dell’Aia, come i tiranni criminali. Il dolore dei buoni impedisce di offendere tutti gli israeliani e tutti gli ebrei. ****** L’Ucraina non brucia (non c’è paragone possibile), ma riusciamo a scaldarne la temperatura e con una solidarietà (negata ai palestinesi, questo sì) per gli ucraini lasciamo che la Nato si faccia carico dei 40mila soldati trasferiti sulla frontiera polacca e sfidiamo la Russia che tutti i cronisti definiscono in declino, ma non più degli Usa e pieni di nucleare. Siamo politicamente immaturi? ****** Avvertimento di Putin: settecentomila russi sono schierati al fronte. Dietro il nucleare. Chi “può” vincere? ****** In primo piano: Si tratta dell’impero digitale: oggi i dati europei sono raccolti tutti in server di proprietà americana per qualunque attività pubblica o privata, di qualunque interesse a attività, sotto sovranità americana. L’Europa non sembra avere la forza di togliersi un cappio dal collo. ****** Primo piano bis: Papa Leone XIV: ai capitoli generali e assemblee di congregazioni e istituti religiosi, titolo Osservatore Romano. “L’obbedienza scuola di libertà per insegnare al mondo il valore del sacrificio”. QUESTA POI NO! (sarà mica un’infiltrazione curiale?) ****** Un giovane dello Utah, terra dei mormoni, si è imprevedibilmente fatto terrorista e ha ucciso Charlie Kirk, attivista trumpiano perché ritenuto fascista. Il proiettile recava inciso “bella ciao”. La giovane vedova trascende (non potete immaginare cosa avete scatenato). Trump ne ha approfittato subito: pena di morte! In Italia ne approfitta la Meloni contro “la sinistra” che torna a praticare il terrorismo. Speriamo che la medesima sinistra non raccolga l’alzata dei toni. Non ne vale la pena. ****** Invece ne vale la pena: possibile sentire la sfilata delle giustificazioni, dalla storia degli assassinii politici negli Usa alla difesa dei partigiani e alle colpe del terrorismo rossa! Ma da che pulpito parla la Meloni? quello del fucilatore Almirante, delle bombe del ’69 a Milano, a Brescia, del 2 agosto di quarant’anni fa a Bologna? La Meloni vada a nascondersi e stiamo attenti a non incoraggiarla perché di suo è brava, ma la violenza implicita in dichiarazioni a tutto volume (sono italiana, sono madre, sono cristiana…), tutti i camerati che sfilano in camicia nera e inneggiano al Duce e la legge sicurezza non saranno mica bei segnali? ****** Accoglienze da sovrano per Trump in Inghilterra. E se fosse un’ironica presa per i fondelli da parte di re-Carlo? Il Trump del cappellino rosso smanicato a Mar-a-Lago, strozzato in una marsina ottocento e sospinto in una carrozza delle fate dopo aver comunicato i cappelli che doveva portare la first lady con la regina Camilla? ****** Michael Walzer sostiene che nei campus universitari l’odio nasce dalla cancel culture di destra. No, caro Walzer, è nato dalla cancel culture dell’ignoranza. ****** Italia/governo: Meloni “perplessa” non vota le sanzioni a Israele. Infuriata contro l’odio che viene alimentato contro di lei. Ma ascolta i decibel con cui lo dice? Che cosa farà con il nuovo “aggiustamento” dei dazi contestato dall’Europa (speriamo). ****** Conchita de Gregorio ha ragione: ”fermiamo la violenza delle parole”. Giustamente parte da Turmp che, senza sapere nulla dell’attentatore, tuona: “pena di morte”, purtroppo ammessa nello Utah, segno del limiti di civiltà degli Usa, non solo dell’Iran. Il linguaggio dei partecipanti alla Marcia su Roma era quello delle camice nere corredate da pugnali e teschi. Steve Bannon pensa di “mandare l’Fbi a sfondare qualche porta”. Ma la violenza si generalizza dietro i richiami alla “forza”: pensiamo al turpiloquio e ai contenuti dei social, magari quello chiamato “mogli”. ****** Italia/Elezioni regionali: la Commissione Antimafia, presieduta da FdI, ha giudicato impresentabili tre candidati – due marchigiani e un valdostano – impresentabili. Appartengono alla coalizione, ma non sono FdI. ****** Italia/Scuola: il Consiglio di Stato ha bocciato la riforma Valditara. Non sono state le dimostrazioni degli insegnanti, ma bene così. Meno male! ****** Italia/lavoro (che uccide). Un commento inedito – e validissimo – sulle troppe morti di lavoratori è di un cardinale, il presidente della Cei Matteo Zuppi, non nuovo nel farsi carico delle ingiustizie del sistema: “si parla di morti “bianche”, ma c’è troppo lavoro “nero”. Magistrale. ****** Italia/Fisco=Giorgetti/Salvini:Giorgetti boccia le possibilità per il fisco di conoscere la giacenza dei conti correnti dei cittadini. La legalità, mi raccomando. ****** Europa/Osce: il traffico di esseri umani – venticinque anni dopo l’adozione del Protocollo di Palermo – è dilagante nei regni sia digitali che fisici: i criminali sfruttamo ogni crisi e vulnerabilità e le vittime affrontano barriere schiaccianti per ricevere assistenza e giustizia. “Questa netta discrepanza tra la portata del crimine e i nostri risultati limitati richiede un’azione trasformativa”. Dal vertice a Strasburgo. ****** Europa/Nato. Rutte ha spiegato: “La Nato lancerà un programma denominato Easterns entry per rafforzare la difesa del fianco orientale dell’Europa”, aggiungendo che “l’incoscienza della Russia nei cieli sta aumentando ultimamente”. L’operazione coinvolgerà un contributo congiunto degli Stati membri, con “una serie di risorse provenienti dagli alleati, tra cui Danimarca, Francia, Regno Unito, Germania e altri Paesi”. L’obiettivo ha chiarito Rutte, non è soltanto difensivo ma anche deterrente: servirà a “aggiungere flessibilità e forza alla nostra posizione e chiarire che, in quanto alleanza difensiva, siamo sempre pronti a difenderci”. Auguri! ****** Europa/Draghi: cerimonia sul rapporto-Draghi dopo un anno. L’autore è venuto giù pari: non ci sono giustificazioni per il mancato adempimento. Infatti gli 800 mld annui richiesti sono diventati 1.200. Causa lentezza: minacciata la sovranità europea; i dazi accettati secondo le indicazioni americane, l’inazione presentata come rispetto dello stato e di diritto; minacciata la competitività e la stessa sovranità europea; politica dell’auto (con 250 mln. di macchine, la co2 sfonda). Accuse meritate. Niente sblocco del voto unanime in Consiglio, meglio una coalizione di Stati e preparare paesi “volonterosi” con uso della cooperazione rafforzata senza bisogno di voto unanime ****** Italia/economia. Giorgetti onestamente frena su taglio-Irpef e rottamazione: pesano gli aiuti finanziari all’Ucraina e le spese della difesa crescenti. ****** Italia/Sostenibilità. Le Pmi (industrie) ritengono – 9 su 10 – ritengono il green un asset strategico per la competitività. Giusto, ma non senza problemi: le rinnovabili si scontrano con i giganti delle nuove tecnologie iperveloci: consumano troppa energia. ****** Sudest asiatico/pace. Al via le esercitazioni aeronavali congiunte tra Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone. Chiamate “Freedom Edge”, simulano scenari di difesa missilistica balistica e aerea. Per il Comando Indo-Pacifico americano sono “la dimostrazione più avanzata finora di cooperazione trilaterale in materia di difesa”. A parte la prevista reazione di Pyongyang, chissà gli effetti in Cina…. ****** Turchia: l’opposizione porta in piazza 50.000 persone ad Ankara alla vigilia della possibile destituzione giudiziaria della leadership del partito di opposizione per presunte irregolarità. Un “colpo di Stato” contro il Chp, in un periodo di forti tensioni, dopo l’incarcerazione e la condanna per insulti e minacce a pubblico ufficiale dell’ex sindaco di Istanbul, e oltre 500 arresti legati all’opposizione. ****** Nord Reno-Vestfalia/elezioni. Il Land più popoloso e industriale, confermano la Cdu mentre cresce l’Afd. Ha vinto la Cdu, ma i socialdemocratici dell’Spd registrano un notevole calo e l’Afd triplica i voti ed entra anche nelle elezioni comunali, conquistando l’accesso al ballottaggio. ****** Israel-Bonds (non so dove collocarli, non è solo economia). Sono titoli di stato con cui Israele finanzia la guerra: l’Irlanda li ha rifiutati, il Lussemburgo no. Sdegno nel paese e fuori, parere della Corte di giustizia. Intanto Israele tra ottobre 2024 e gennaio ’25 ha piazzato 19,4 mld in banche internazionali anche in Italia. ****** Siria: le forze armate israeliane sono entrate nel villaggio meridionale di Koudna con 15 veicoli nella Siria meridionale. Un bulldozer per effettuare scavi, spianamenti di terreni agricoli e innalzamenti di barriere è stato invece inviato nella zona orientale di Tal al-Ahmar. Lo riferisce l’emittente televisiva Al Arabiya. ****** Afghanistan: i libri scritti da donne non potranno più essere usati nelle università. I talebani hanno anche messo al bando l’insegnamento dei diritti umani e delle molestie sessuali. Lo riporta la Bbc. ****** Santificazioni. Ha fatto scalpore la vendita a caro prezzo della ciocca di capelli del nuovo santo ragazzino Carlo Acutis. Ancor più la denuncia dell’autorità giudiziaria. Il culto delle reliquie fu oggetto di denuncia dal mondo pagano che riteneva delitto disonorare i cadaveri e le tombe. Poi finì che le autorità stesse ne usavano per istituire il culto dei santi. Il Codice di diritto canonico vieta il commercio e si riserva l’uso” (dopo il Concilio). ****** Elio Vittorini. A Ortigia, la casa dove è nato ha la targa, ma il tetto è sfondato. Chi si fa carico di denunciare l’incuria della casa di uno scrittore scomodo e non conformista della famiglia progressista? Diamine, l’Osservatore Romano… ****** Vignetta ElleKappa: la Meloni seria: ”Noi non stiamo a strumantalizza’ la tragedia di Charlie Kirk” e fuori inquadratura: “Noi ce stamo a sguazzà” ElleKappa, ancora meglio: la coppia Trump-Putin. Dice Putin: “Ormai sono in guerra con la Nato”. E Trump: “Anche tu?” ****** Approfondimenti Adesso tutti a pentirsi dei danni compiuti dall’Occidente e dei disastri prodotti per sostenere i nostri interessi. Confessiamo di aver sempre sfruttato e favorito le ingiustizie ovunque nel mondo ci siamo trovati – credevamo – a cooperare, senza accorgerci di praticare la rapina, il furto, le stragi, l’aggravamento dei conflitti. Oggi nessuno osa dire che non lo sapevamo. E oggi tutti accusano le responsabilità dell’Occidente. Anche quando persone impegnate a lottare per i diritti umani e dei popoli e perfino politici che invitavano a un’austerità finanziaria che consentisse di riequilibrare il divario tra i paesi ricchi e il Sud “in via di sviluppo”. Chi sta soffrendo per Gaza – e non riesce a rimuovere l’interiore senso di inadeguatezza e di colpa – sa bene di seguire con ansia la flotilla perché la legge come il simbolo delle tante iniziative di solidarietà con il popolo palestinese a cui ha aderito, generazione per generazione, per quasi tutti i quasi ottant’anni dalla fondazione dello Stato di Israele. E’ infatti del 1948 il primo ricordo, quello dei 400 abitanti del villaggio di Deir Yassin, raso al suolo dai gruppi paramilitari sionisti che uccisero e, poi, provocati alla guerra, costrinsero all’esodo della Nakba i palestinesi. A cui non era andato alcun riconoscimento istituzionale. Non c’era, né si sa se ci sarà mai, uno Stato di Palestina, anche se, al vertice dell’ipocrisia storica, alcuni governi europei ne hanno avanzato, oggi, il riconoscimento. Eravamo, siamo occidentali. Le autorità che allora, dopo la seconda guerra mondiale, vollero rendere agli ebrei un radicamento istituzionale nei luoghi della loro tradizione storica, una restituzione di vita al popolo violato dalla shoà, non seppero tracciare un analogo confino per delineare uno spazio istituzionale dovuto agli abitanti legittimi del luogo da cui dovevano andarsene per fare largo agli insediamenti di altri? Fu grande il valore simbolico di Israele per quanti sentivano le colpe del nazi-fascismo nei confronti dei popolo che, originariamente mediorientale, era stato per secoli oggetto di razzismo e persecuzione ed era stato sterminato da Hitler, ma era anche un popolo affine agli occidentali bianchi più che al mondo arabo/islamico. Infatti, il nuovo Stato crebbe simile ai nostri. E giustamente mettiamo dentro alla caterva delle colpe dell’Occidente anche la contraddizione di sentirsi complici involontari per essere stati nazifascisti. Considerazioni possibili su un passato che non cambia, mentre molte critiche vengono rivolte alle responsabilità della storia. Ma se teniamo lo sguardo rivolto alla realtà dobbiamo dire che chi protesta consapevole del sistema capitalistico, sfruttatore, oppressore, corruttore, non ne assume intera la responsabilità: l’Occidente non è univoco. È l’Europa che ha costruito i diritti, a partire dall’habeas corpus fino alle costituzioni democratiche, alla carta dell’Onu, alle Convenzioni internazionali, la Corte Penale Internazionale. Il cittadino protesta perché ha coscienza dei diritti, propri e altrui. E sa che l’uguaglianza è universale, anche se c’è chi vuole esseere “più uguale”. Residui di vizi insopprimibili, egoismo, avidità, paure ripetono le tragedie mai uguali del passato. Dopo due guerre mondialiabbiamo recitato il mai più, fondato l’Onu e dal 1945 rimosso la guerra che – lasciata attiva in paesi lontani dal nostro interesse, è tornata. A prescindere dal tentativo di definirla diritto dei popoli. Quindi piano con le accuse all’Occidente: la storia non è l’elenco delle malefatte o della perfetta iniquità umana. La storia elenca date di guerre e trattati di pace. Che spesso il popolo aveva ricusato, poi costretto ad ubbidire a chi comanda. Per interrompere la catena di morte è necessario non perdere di vista i diritti, oggetti fragili da difendere con la politica, la diplomazia, il negoziato. GC |
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