di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma
I premi ENI Award consegnati di recente ai migliori giovani innovatori sono stati l’occasione per avere un panorama delle direzioni verso cui la ricerca procede,con partcolare riferimento ad energia ed ambiente.Il premio non è solo un riconoscimento,è un messaggio a credere nel futuro.Dalla sua istituzione nel 2008 le candidature al premio,giunto alla 17ma edizione,sono state più di 11000.Lo stoccaggio energetico uno dei punti chiave della olistica energetica, e al centro della ricerca premiata condotta da Jeff Dahn ed incentrata sull’applicazione di nuovi materiali alle battene al litio per allungarne la vita e ridurne il riciclo precoce,soprattutto in Paesi a climi caldi.Al tema dello stoccaggio energetico è stato anche dedicata la ricerca,premiata anch’essa,di Lyderc Bocquet,con una proposta rivoluzionaria basata sulla raccolta dell’energia osmotica che si ricava sulla base della differenza di salinità fra acqua di mare ed acqua dolce.Si tratta d una forma di energia completamente rinnovabile,esente da emissioni di CO2 ed altri gas serra,non intermittente e disponibile mondialmente.A Philppe Clais è stato assegnato il premo per la salvaguardia e l’uso sostenbile delle risorse naturali:è lo stesso ecosistema che può fungere a livello.mondiale e regionale da regolatore assorbendo carbonio e contribuendo così alla mitigazione dei cambiamenti climatici.
Virginia Venezia e Maria Basso,rispettivamente Università di Napoli e di Padova,hanno ricevuto il premio riservato ai dottori di ricerca italiani.La Basso ha svolto studi per affrontare 2 problem del ns tempo,la carenza di acqua ed i consumi energetici eccessivi:ne escono proposte per l’applicazione di nuovi materiali e nuove strutture,a partire dalle finestre ntelligenti termocromiche ed i collettori di acqua da aria umida (consonanza con uno degli obbiettivi della ricerca che è valsa il recente premio Nobel per la Chimica 2025).Virginia Venezia ha invece sviluppato strategie innovative per la valorizzazione di biomasse di scarto in materiali multifunzionali combinando i materiali ibridi tecnologicamente avanzati da utilizzare negli imballagg alimentari e nel recupero di metalli nobili da rifiuti elettronici:sullo sfondo i principi dell’economia circolare.Una sessione degli ENI AWARD era dedicata a ricercatori africani fra i quali è emersa la candidatura di due ricercatori rispettivamente della Costa di Avorio e di Egitto le cui ricerche sono state rispettivamente dedicate alla valorizzazione dei rifiuti agricoli,in particolare della melassa da canna da zucchero e della coltura del tabacco prr produrre una bioplastica,costituita dall’acido polilattico facilmente biodegradabile ed al trattamento delle acque reflue in Egitto per rimuovere metalli tossici ed antibiotici.Premiati anche alcun team ENI in concorso.Così è stata premiata una ricerca dedicata al processamento in tempo reale dell’imaging acustico mediante algoritmi di visione intelligente per la rilevazione,localizzazione e caratterizzazione autonoma di anomalie sottomarine;ancora ENI è la ricerca premiata per proporre una soluzione tecnologica innovativa per la produzione di biobenzina,con una riduzione delle emissioni di CO2 lungo il ciclo di vita fra l 60 e l’80% rispetto alla.benzina tradizionale da fonte fossile.Sempre ENI i vincitori di un premio ad un progetto di modello di ottimizzazione per la decarbonizzazone in sistemi multienergetici complessi.Premiate anche 3 start up per progetti sul recupero di biogas dalle discariche,sulla valorizzazione delle comuntà ed economie indigene,sui rischi fisici da cambiamenti climatici(alluvioni,ondate di calore,siccità)
Il documento che assegna i premi conclude con una considerazione ampiamente condivisibile:la sfida più attuale della chimica è la scalabilità dei processi innovativi,dal laboratorio all’innovazione industriale di processo e di prodotto