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            Michela Marzano “ Qualcosa che brilla”

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Recensione di Marina Cagossi, bibliofila

Il romanzo racconta la storia di adolescenti attraverso la loro stessa voce.

I giovani di oggi ci stanno dicendo “ guardami, ascoltami e non mi cancellare”.

La generazione Z è un po’ sacrificata da una situazione storica, il periodo del covid ha fatto perdere le relazioni tra 4 mura con adulti incapaci di nominare un angoscia che avevano gli adulti stessi.

“Andrà tutto bene”

“Dopo saremo migliori”

Nulla di questo è stato vero, anzi, al rientro a scuola i ragazzi hanno manifestato sintomi per aver passato momenti, appunto, con adulti incapaci di vederli e ascoltarli.

Il crescere è sempre stato complicato, si comincia a cambiare, “chi siamo”, “cosa vogliamo”, e “dove vogliamo andare”,

Per poter crescere i ragazzi hanno necessità di figure di riferimento per vedere cosa volere e cosa no.

Quindi occorrono figure credibili, siano essi genitori o insegnanti, e se non le trovano si rivolgono ai social, tipo gli influencer.

Le storie narrate nel libro partono dal bisogno di sentirsi capiti e costruirsi un futuro, di fronte ad una società che non li calcola e non li ascolta, ma spesso e piuttosto li critica.

I giovani sanno cos’è il sacrificio perché vedono gli adulti e il futuro dipenderà da ciò che faremo e da quello che gli permetteremo di fare.

I giovani vanno ascoltati perché ascoltarli vuol dire fare spazio alle nostre verità.

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