di Giancarla Codrignani, politologa e giornalista, già docente e parlamentare
| Italia/Palestina: Visita di Abu Mazen a Roma. Dai notiziari sembra che sia venuto in Italia per vedere il Papa. Ma è andato anche al Quirinale e a Palazzo Chigi. La presidente ha confermato la disponibilità a ricostruire e a riconoscere lo Stato palestinese. Mattarella ha espresso critiche e riconoscimenti in termini di impegni da assumere fino in fondo. La risposta di Abu Mazen è stata in sintonia: apprezzando il sostegno reale dell’Italia la sollecita ad accelerare il riconoscimento. “Non siamo per la violenza e abbiamo chiesto a Hamas la liberazione degli ostaggi….Una volta che sarà avviata la soluzione dei due Stati e due popoli chiederò ai Paesi arabi e musulmani di riconoscere lo Stato di Israele”. Zohran Kwane Mamdani è sindaco di NY. Fino a un mese fa sconosciuto: una campagna organizzata con buona tempestività e buonissimi mezzi. Il mezzo più importante lui stesso: capacità di fare vanto delle caratteristiche negative, nero, musulmano, socialista. I toni alti dell’autopresentazione e degli obiettivi: congelare gli affitti a canone stabilizzato, promulgare l’assistenza all’infanzia universale, autobus gratuiti e supermercati gestiti dal Comune. Italia/Elezioni Regionali: non abbiamo candidati tipo Mamdani, ma qualcuno ci deve spiegare perché, tranne i pettegolezzi competitivi, non si sia continuato a parlare di queste elezioni per recuperare l’elettorato con qualche impegno politico più o meno serio… Italia/Bilancio. Non l’opposizione, ma Bankitalia e Istat denunciano che “la manovra aiuta i più ricchi”. Infatti il taglio dell’Irpef è un beneficio di 23 euro all’anno per gli operai, 408 per i dirigenti. Referendum/Preparazione: a Matteotti, Calamandrei, Chiaromonte, Terracini, Moro, Giovanni Falcone forse non dispiaceva la separazione delle carriere dei magistrati. Anche il Pd in altri tempi. E allora? Appunto il contesto va considerato. Italia/Sicurezza: un ladro viene ucciso da un agente e Meloni – la presidente del governo! – intona il peana: la difesa è “sempre” legittima. Quando c’è il morto la “legittima difesa” è una presunzione del reato. Europa/Anidride Carbonica: non era previsto, ma c’è stato un accordo per ridurre del 90% le emissioni entro il 2040. Il più sarà – come sempre – applicare la norma: forse un aiuto verrà dalle imprese (gli industriali hanno già chiesto di tornare al green di Draghi), impegnate ormai tutte non solo sui principi, ma per il mantenimento degli interessi già impegnati che sono comunque per il bene comune. Nucleare/I Signori del mondo: Trump “Adesso riprendo i test nucleari!”. Putin: “Allora anche noi!” Italia/Libia: sberla sul piano della giurisprudenza. La Corte libica ha ordinato l’arresto per omicidio e torture del generale Almasri che noi avevamo onorato dell’aereo di stato per riportarlo illegalmente in patria nonostante i crimini noti e la denuncia Cpi. I giuristi libici non hanno detto se lo estraderanno per consegnarlo alla Cpi, ma l’Italia rischia grosso “ha violato i suoi obblighi internazionali e lo ha fatto consapevolmente. Israele/Abusi: l’avvocata dell’esercito che ha denunciato gli abusi su un detenuto palestinese è stata arrestata e accusata di fuga di notizie e tradimento. I medici per quel che ne sanno confermano le sevizie, le lesioni non potevano essere autoinflitte e, nelle immagini del video di sorveglianza pubblicato dalla perseguitata avvocata militare Yifat Tomer-Yerushalmi, le torture sono state anche sessuali. Si è dovuto intervenire in chirurgia d’urgenza perché una lama aveva forato l’intestino. Israele assolutamente fuori dallo Stato di diritto. Il 3 novembre 2025 crolla a Roma la medievale Torre dei Conti. Estratto dalle macerie, un lavoratore romeno muore. Si tratta del 663esimo incidente mortale di lavoratori nel nostro paese. Tre al giorno. Morta Laura Braghetti, terrorista che fu carceriera di Moro e uccise Bachelet, sempre carcerata, mai pentita. Dietro le sbarre divenne amica di Francesca Mambro e insieme pubblicarono un libro. Scelte inaccettabili: uguali a destra o a sinistra, la lotta alle istituzioni democratiche con finalità eversive della democrazia e adottando la violenza come metodo rende inaccettabile qualunque tentativo di difesa. Il governo – il cul consenso popolare si regge tutto sulla contestabile presidente – ha una qualche solidità oltre al calabrache nei momenti del voto in aula? Crosetto, ministro della difesa, parla di ansia di essere circondato da persone che non capiscono che i tempi sono molto difficili, oppure lo capiscono e speculano sulla sicurezza dei nostri figli per quattro voti in più. Valutate voi! Stati Uniti d’America: stato di salute. 1) dollaro in crisi rispetto all’euro (e gli europei debbono pagare Trump per aiutarlo), 2) Usa/Senato: il Senato boccia la risoluzione per vietare attacchi in Venezuela senza l’ok del Congresso, 3) In Usa un milione di occupati in meno: l’anno dei licenziamenti, dei voli bloccati a NY. Stati Uniti: morto Dick Cheney, il repubblicano responsabile delle guerre di George W.Bush e di Guantanamo. Un falco. Oggi sosteneva la figlia parlamentare che aveva chiesto l’inpeachement di Trump dopo l’assalto a Capitol Hill. Il vecchio falco definiva Trump un codardo, la più grande minaccia della repubblica, abbracciò Nancy Pelosi (che non si ripresenta salutata da Trump come malvagia e corrotta) e ha dato la firma per Kamala Harris. Mohammad Bin Salman andrà a Washington. Comprerà caccia stealth. Ha evidentemente grosse aspirazioni per il mondo arabo. Trump pensa di sfruttarlo perché conosce solo il lato portafoglio. Ma potrà avere sorprese. Intanto il dollaro è debole sull’euro…. Polonia e Gran Bretagna: vittima la prima di attacchi elettronici che bloccano i pagamenti e si appropriano dei dati. Il Regno Unito aggiorna la propria strategia di difesa cognitiva con il Resist 3, il framework del Government Communication Service cheridefinisce la comunicazione pubblica come pilastro della sicurezza democratica. Cina/Coree: Seul ha chiesto aiuto a Xi per far tornare Pyongyang ai negoziati. Questione che resta interessante. Infatti la Corea del Sud – governa Lee Jae-myung cin i democratici, dopo le gravi turbolenze in Parlamento e l’enpeachment del presidente – ha contestato i dazi al 50% perché gli Stati Uniti non possono accusarla di essersi arricchita “a spese degli Stati Uniti” e che debba restituire il favore, Trump voleva che compersse gas americano per 100mld, creasse un fondo d’investimento da 350 miliardi di dollari per la cantieristica navale, l’energia nucleare e altri settori manifatturieri, con la pretesa che il settore pubblico statunitense riceva il 90% del ritorno sugli investimenti. Un duro negoziato di Seul ha portato a un risultato relativamente equo a dimostrazione che gli Stati Uniti non possono imporre unilateralmente le loro condizioni. il contesto si è aperto anche – oltre ai rapporti con Usa e, in particolare con l’ex-occupante storico Giappone – alla gestione delle complesse dinamiche tra Cina, Russia e Corea del Nord. gli interessi Est/Ovest non hanno mai permesso di affrontare i problemi veri del 35° parallelo che concluse la guerra infelice degli anni Cinquanta. Sahara Occidentale, il consiglio di sicurezza approva risoluzione per autonomia sotto la sovranità marocchina, Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato una risoluzione, promossa dagli Stati Uniti, che indica quella dell’autonomia sotto sovranità marocchina come la «soluzione più fattibile» per il Sahara Occidentale. Il documento, che parla anche di «autodeterminazione del popolo saharawi», invita le parti — Marocco e Fronte Polisario — a negoziare e rinnovare per un altro anno la missione di pace, Minurso. Tanzania elezioni contestate. Ovviamente. Vinte dal Partito della rivoluzione con oltre il 97%. Esagerati! Poi la colpa è dei giovani e dei movimenti. Vogliono cambiamenti… Spagna/Francia: i ritardi. Sanchez concede la cittadinanza a 171 parenti di antifascisti stranieri (48 italiani) che combatterono contro Franco nella guerra civile. Macron promuove generale il traditore Dreyfus. E’ morto Forattini, il più grande dei vignettisti storici. Repubblica pubblica la più memorabile: l’autore con le mani tiene i fili del burattinaio. Da una parte pendono Fanfani e Craxi, dall’altro Andreotti e Luciano Lama. Quatto quatto Scalfari si porta via un Berlinguer svenuto. Vignetta 1 e 2 di ellekappa Totò Cuffaro, tornato ai metodi corruttivi dopo la condanna a 5 anni, tutti scontati in carcere ellekappa: “gli appalti truccati di Totò Cuffaro” e l’amico: “Cuffaro chi? Quello che faceva da ponte tra Salvini e la Sicilia?”…. Vignetta di bilancio Meloni. “i poveri debbono essere poveri e i ricchi ricchi… sennò se crea confusione”. ****** Approfondimenti 1) IL 4 NOVEMBRE: 1966/2025 Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate Una data che mi riguarda: nel 1966, per aver firmato un volantino distribuito in Piazza Maggiore contro “l’inutile strage del 1915-1918”, sono stati denunciati per vilipendio alle Forze armate alcuni attivisti dell’antimilitarismo bolognese e c’ero anch’io. Gli “attivisti” erano in realtà giovani liceali che si erano posti il problema della cartolina precetto che li destinava per un anno al servizio obbligatorio di leva e avevano voluto approfondire il valore e le condizioni dell’obiezione di coscienza. Li incontravo in un’aula ospitale della chiesa protestante. Il processo si risolse nel modo più costruttivo per l’intervento del pretore che per “declaratoria immediata” chiarì che il contenuto del foglio incriminato stava scritto nei testi di storia. Allora la data celebrava l’Anniversario della Vittoria della prima guerra mondiale che in realtà era stata una sconfitta: crisi economica colossale, lutti per i 600mila caduti, la cura di altrettanti mutilati. I reduci disoccupati. I lavoratori delle fabbriche del Nord orientati a “fare come in Russia” con grande preoccupazione della gente del resto del paese, Giolitti faceva quel che poteva, ma avanzavano le “squadracce” del fascismo che bruciavano le Camere del Lavoro e le sedi socialiste. Nel ’21 il partito Socialista si spacca, nasce il Partito Comunista d’Italia e l’anno dopo Mussolini marcia su Roma. Solo dopo vent’anni e una seconda guerra mondiale, la Liberazione e il rientro dell’Italia tra gli Stati di Diritto i giovani protestavano: “non festa, ma lutto”. Ma nel 1966 l’obiettore era accusato di viltà e di tradimento. I padri di famiglia erano convinti che un anno di disciplina “rendeva uomini” i figli maschi. Quando uno si autodenunciava finiva in fortezza. I cappellani militari portarono in tribunale don Milani e p. Balducci, preti antimilitaristi. La resistenza degli obiettori e i giornalisti che seguivano i processi portò alla conoscenza del paese il problema: furono presentate in Parlamento proposte per una legge che equiparasse il servizio civile a quello militare (ci si arrivò solo per merito della Corte costituzionale) e un gruppetto di parlamentari (anch’io per la Sinistra Indipendente) ne seguì negli anni i lavori faticosamente: si sciolse il Parlamento e Cossiga non volle firmare la nuova legge che avrebbe avuto anche il mio nome. L’obiezione divenne un diritto e nessuno andò più in carcere. Anche perché ormai quasi ovunque era finita la coscrizione obbligatoria e quella del militare era diventata una professione: anche il soldato è un dipendente dello Stato come l’insegnante o il medico del Ssn. Non finirono i problemi delle associazioni che curavano il servizio civile e l’applicazione del volontariato con gli enti locali. Un nuovo antimilitarismo rimase un principio fondativo del Movimento Nonviolento che comunque ha mantenuto rapporti con il ministero con cui riuscì a proporre interventi di educazione. Ero stata eletta presidente della Lega degli obiettori, anche se non mi riuscì mai di persuadere che la migliore alleanza per obiettori e nonviolenti erano le donne. Ma ormai la problematica era soprattutto culturale. Adesso in Europa, anche in Italia, sono stati votati i partiti nazionalisti e si è tornati dentro la logica delle guerre: nei paesi nordici è ricomparso l’obbligo della sicurezza e della difesa territoriale: torna il dubbio che qualche obiezione potrà tornare di moda. Su richiesta di Mattarella il 4 novembre (che era stato giorno festivo fino al 1977) nel 2024 divenne Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Quest’anno il Presidente della Repubblica ha definito la data momento di ricordo e di espressione della riconoscenza del Paese per quanto i cittadini in uniforme fecero, combattendo per fare dell’Italia una Nazione indipendente e libera, ispirata a valori democratici e di pace. Prezioso l’intervento delle nostre Forze Armate su mandato della comunità internazionale, in soccorso a popolazioni e in contesti dove è stato urgente operare per la pace. Oggi nuovi conflitti si sono affacciati in Europa e nel Mediterraneo, interpellando la cornice di sicurezza costruita nel dopoguerra e le istituzioni poste a suo presidio. Il pericolo di allargamento del sanguinoso conflitto scatenato dalla aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa impone grande attenzione e un impegnativo sforzo di adattamento dello strumento militare, per la creazione di una comune forza di difesa europea che, in stretta cooperazione con l’Alleanza Atlantica, sia strumento di sicurezza per l’Italia e l’Europa. In questa giornata, un commosso pensiero va a coloro che sono caduti, sacrificando le loro vite per l’Italia. È un sentimento che richiama soprattutto le giovani generazioni, affinché siano consapevoli della necessità di impegno a difesa dei valori della nostra Costituzione. (GC) 2) LA TELEVISIONE SECONDO PASOLINI (da contestualizzare, ma è successo che la gente si è chiusa negli appartamenti e ha abbandonato le serate in sezione o a dire il rosario in parrocchia: i politici non hanno pensato altre occasioni per stare insieme. Siamo finiti a votare secondo i social e ad arricchire Bezos o Zuckenberg ad ogni clic consegnandogli per giunta i dati GC) Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata….. i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane….. Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria)…..i sottoproletari, fino a pochi anni fa, rispettavano la cultura e non si vergognavano della propria ignoranza. Anzi, erano fieri del proprio modello popolare di analfabeti in possesso però del mistero della realtà. Guardavano con un certo disprezzo spavaldo i “figli di papà”, i piccoli borghesi, da cui si dissociavano, anche quando erano costretti a servirli. Adesso, al contrario, essi cominciano a vergognarsi della propria ignoranza: hanno abiurato dal proprio modello culturale (i giovanissimi non lo ricordano neanche più, l’hanno completamente perduto), e il nuovo modello che cercano di imitare non prevede l’analfabetismo e la rozzezza. I ragazzi sottoproletari – umiliati – cancellano nella loro carta d’identità il termine del loro mestiere, per sostituirlo con la qualifica di “studente”. Naturalmente, da quando hanno cominciato a vergognarsi della loro ignoranza, hanno cominciato anche a disprezzare la cultura (caratteristica piccolo borghese, che essi hanno subito acquisito per mimesi). Nel tempo stesso, il ragazzo piccolo borghese, nell’adeguarsi al modello “televisivo” – che, essendo la sua stessa classe a creare e a volere, gli è sostanzialmente naturale – diviene stranamente rozzo e infelice. Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati. La cultura che essi producono, essendo di carattere tecnologico e strettamente pragmatico, impedisce al vecchio “uomo” che è ancora in loro di svilupparsi. Da ciò deriva in essi una specie di rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali. La responsabilità della televisione, in tutto questo, è enorme. (Pierpaolo Pasolini, “Corriere della Sera”, 9 dicembre 1973. |
(Visited 26 times, 1 visits today)