Tumore alla stomaco: meno del 20% scoperto in fase iniziale
di Valentina Arcovio

In Italia meno del 20% dei casi è scoperto in fase iniziale, quando le possibilità di guarigione sono elevate e la sopravvivenza a 5 anni può raggiungere il 90%. Per aumentare il numero di diagnosi precoci, garantire a tutti i pazienti le terapie appropriate ed eliminare le differenze territoriali nell’accesso ai test diagnostici di immunoistochimica, fondamentali per una corretta caratterizzazione molecolare del tumore, serve un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale (PDTA) nazionale per il carcinoma gastrico, che, però, non è previsto nel recente aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Il carcinoma gastrico, a differenza del tumore del colon-retto, altra neoplasia gastrointestinale, è privo di programmi di screening che consentano una diagnosi precoce. Per questo è fondamentale migliorare il livello di consapevolezza dei cittadini sui fattori di rischio e sulle regole di prevenzione primaria, che riguardano gli stili di vita sani, in particolare la dieta corretta, fondamentale per evitare lo sviluppo della malattia. Non solo. In Italia, vivono 72.900 persone dopo la diagnosi di tumore dello stomaco. È necessario aiutarli nel difficile percorso di cura e tutelare i loro diritti.
Attenzione alta nei confronti dei fattori di rischio
L’incidenza del tumore gastrico, a livello globale, è diminuita a partire dall’inizio degli anni Novanta, grazie all’eradicazione dell’infezione da Helicobacter pylori con la terapia antibiotica. Va tenuta sempre alta l’attenzione nei confronti degli altri fattori di rischio, come il fumo, che aumenta del 40% la probabilità di sviluppare la malattia, e la dieta scorretta, cioè ricca di cibi salati e affumicati e povera di frutta fresca e verdura. Anche il sovrappeso e l’obesità svolgono un ruolo importante.
Inserire gli alimenti ai fini medici speciali nei LEA
La cura delle persone con tumore dello stomaco richiede, a partire dalla diagnosi, un approccio multidisciplinare, che può migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti. Inoltre, è importante che sia garantito un supporto nutrizionale adeguato, fondamentale per affrontare il carcinoma gastrico, prima, durante e dopo il trattamento. Ci rivolgiamo alle istituzioni perché gli alimenti a fini medici speciali siano inseriti nei LEA, cioè nell’elenco delle cure garantite a tutti i cittadini. Sono integratori che devono essere necessariamente assunti da chi è in preparazione durante la chemioterapia prima dell’intervento chirurgico o da chi lo ha appena subito. Ad oggi, l’accesso agli alimenti a fini medici speciali è ancora limitato con gravi disparità territoriali e, spesso, grava economicamente sui pazienti.
I progressi nelle terapie
Nel 2024, in Italia, sono stati stimati circa 14.100 nuovi casi di tumore dello stomaco (in diminuzione rispetto ai 15.000 nel 2023). La sopravvivenza a 5 anni raggiunge il 32%, rispetto al 25% della media europea. Inoltre, nel nostro paese, la mortalità per carcinoma gastrico negli uomini 20-49enni, in 15 anni (2006-2021), è diminuita del 38,6%. “I progressi delle terapie sono evidenti. La chirurgia rappresenta il trattamento principale ad intento curativo nei pazienti con tumore dello stomaco in stadio non metastatico. L’elevato tasso di recidive loco-regionali o a distanza dopo l’intervento chirurgico ha portato a sviluppare un approccio multimodale nella malattia operabile, basato sull’impiego della chemioterapia prima e dopo la chirurgia, che attualmente costituisce lo schema di riferimento in questa popolazione di pazienti.
L’immunoistochimica è un test di laboratorio fondamentale per la diagnosi
“Oggi, nella malattia metastatica, abbiamo a disposizione diverse opzioni, dalla chemioterapia alle terapie mirate fino all’immunoterapia, che possono essere utilizzate in combinazione. La caratterizzazione del tumore con test diagnostici di immunoistochimica deve essere eseguita in ogni paziente, prima di definire la prima linea di terapia. L’immunoistochimica è un test di laboratorio fondamentale per la diagnosi, la caratterizzazione e la gestione del tumore gastrico, perché consente di identificare biomarcatori predittivi chiave come HER2, PD-L1, MMR e Claudina 18.2. Questi dati sono cruciali per scegliere le terapie mirate più efficaci e personalizzare il trattamento, migliorando la prognosi e l’efficacia delle cure. Vanno eliminate le differenze territoriali nell’accesso ai test”.