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“Non possiamo accontentarci di una democrazia a bassa intensità”

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di Giancarla Codrignani, politologa e giornalista, già docente e parlamentare

Mi sembra sempre una buona cosa aprire una newsletter con le parole del Presidente della Repubblica. Mattarella ha aperto l’assemblea dei Comuni italiani con le parole “non possiamo accontentarci di una democrazia a bassa intensità e, alludendo a meccanismi tecnici che potrebbero aggravare l’astensionismo, la rappresentatività è un’altra cosa”. Difficile non pensare alla ventilata riforma della legge elettorale con l’abolizione del ballottaggio per i Comuni sopra i 15mila abitanti se un candidato raggiunge il 40% dei voti , “una sfida per chi crede nel valore della partecipazione”. Elegante, ma chiaro. ****** Aggiornamento delle guerre – che paghiamo care e sono sempre più crudeli e insensate. Russia/Ucraina siamo al solito quadro: viene l’inverno – nel 2026 uguale a quello di quattro anni prima – continua la strage al fronte, i russi avanzano, gli ucraini chiedono armi efficaci, gli europei abbaiano contro Putin che è anche lui della razza dei Trump. Se per caso Putin riesce a tenere al buio e sotto droni l’Ucraina e questa cede alla debolezza degli aiuti da versare a Zelenski, si va al tavolo con i due protagonisti di tre anni fa e succederà quello che poteva succedere il 25 febbraio 2022. Quanto a Israele, oltre a bombardare il Libano e a respingere le denunce turche, il solito orrore delle notizie anche durante la tregua: “NW carcere sotterraneo senza aria, luce e cibo: la prigione-bunker di Israele per i “terroristi”, anche se civili e innocenti. Gaza resta Gaza, con le macerie materiali e morali. Noi pronti a fare affari sulla ricostruzione: ci sarà una conferenza sul futuro della Striscia (l’Italia presiederà con l’Egitto). I palestinesi dell’economista Yara Salem lavorano al progetto Phoenix anti-americano (ma temo che anche a qualche palestinese la prospettiva “costa azzurra” possa piacere). ****** Aggiornamenti ulteriore: in Ucraina, la nebbia blocca i droni, la Russia avanza, Putin disponibile a trattare, Zelensky no, ma la storia dell’inverno russo si ripete. 4 anni spesi inutilmente. Tanto più che le guerre promuovono i soldi e la corruzione e Zelensky ha dovuto licenziare suoi ministri. In Israele, approvata in prima lettura la pena di morte per i terroristi. Trump pensa a una base militare dalle parti di Gaza, che dalla linea gialla rischia di restare divisa in due. Per tutti – ce n’è davvero per tutti! – la presenza di individui nella guerra di Bosnia che hanno pagato per andare a sparare contro uomini, donne o bambini. Turismo di guerra: sperimentare impunemente per uccidere. E il Sismi ne era al corrente. ****** La guerra ha problemi nuovi: ormai è anche diventata “ibrida” e si apre a nuova dimensione cognitiva. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per il 17 novembre il Consiglio supremo di Difesa. All’ordine del giorno, accanto all’evoluzione dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente, spicca questo tema che segna una svolta tattica e strategica. ****** Ucraina: la difesa interna, anche delle centrali elettriche richiede mezzi adeguati. Significa appalti e affari: l’anticorruzione arriva a Kiev. ****** Cisgiordania/incendiata moschea: se la pace tiene, bisognerà rispettare le religioni: ebraica, islamica, cristiana. ****** Europa: Christine Lagarde sta in trincea. La Bce era pronta a lottare contro i dazi, adesso è pronta alla resistenza sulla pericolosa scelta Trump delle monete private (bitcoin) e pensa a digitalizzare l’euro (tecnicamente ci lavora la Germania), ma deve persuadere i politici che si fermano all’immediato. ****** Europa: Ursula von der Leyen penalizza la Pad (Politica agricola comune): tagli del 20% le risorse destinate agli agricoltori. Apre le porta all’abolizione della politica comune, lasciando al mercato e alle scelte nazionali. il Parlamento europeo entra in fibrillazione. ****** Finanza/mondo. Gli Usa, l’Europa (superiore a Usa numericamente e alla pari come mercato, il dollaro è diventato debole, ma non accetta la sfida), con calma ma la Cina sta digitalizzando lo yuan. ****** Crisi climatica: la capitale iraniana vive il sesto anno consecutivo di siccità, Teheran soffre il razionamento d’acqua e non esclude l’evacuazione. Non siamo così lontani…. ****** Governo/Bilancio. Titolo del “Sole24Ore”: Investimenti e Btp, Italia più attrattiva, ma nella crescita è fanalino di coda. Sempre in prima pagina di domenica: L’economia in nero vale 82 mld. Invece Domani in primo piano La manovra dei ricchi e dei tagli. Ma i soldi per i ministri aumentano. ****** Governo/Scioperi. Il 12 dicembre – anniversario della strage di Piazza Fontana, 1969: i collegamenti fateli voi – sciopero delle tre centrali sindacali. Separate ma insieme… ragionevole? Dopo la Liberazione si auspicava che i sindacati dovessero essere unitari e indipendenti. Adesso Landini fa il segretario Pd e la Uil non si sente interessata. La Cisl ha la precedente segretaria in Parlamento (Pd). Sciopero: la segreteria in carica che deve rispettarel’ex-leader UIL sottosegretario del governo Meloni. ****** Governo/Ministero dell’Economia. Che dice: l’evasione è record, è tornata sopra i 100 mld. ****** Governo/Ministero della Cultura. Il ministro Giuli si è vantato di aver trovato 100 milioni non spesi da dare ai teatri. Peccato si tratti di investimenti già allocati e in procedura di pagamento. Figura penosa. ****** Governo/Premier: ogni tanto perde le staffe. È nervosa? Giustamente Pasquino sottolinea che nessuno ne approfitta per portare avanti le contraddizioni. ****** Sindacati: vecchi e nuovi o solo rinnovati generazionalmente. I confederali alle crisi di imprese locali: i confederali dicono “denunciate i padroni, perdete il posto, ma vi facciamo risarcire, noi Cobas costringiamo i padroni a cambiare le condizioni”. ****** La patrimoniale: bisognerà evitare di arrabbiarsi. Tutte le volte la sinistra propone di metterei ricchi in punizione come se fosse risolutivo. I ricchi sono evasori vanno obbligati a pagare le tasse. Destra e sinistra si rivolgono agli elettorati: la destra vorrebbe fare come Reagan e Thatcher, ma non hanno i mezzi per farlo, la sinistra “se potessimo faremmo pagare molte più tasse ai ricchi. Solo che la destra ha le chiavi del governo. Votate per noi”. Gentiloni commenta: buona fortuna!. (Stefano Folli). ****** Immigrati nei CPR (Centri di permanenza per i rimpatri). Dicono medici e psichiatri che – farmaci, abusi, suicidi – hanno reso queste dtrutture dei veri manicomi. Proteste. ****** L’America di Mamdani ha vinto anche in Virginia e in New Jersey. Ha approvato il referendum in California volto a ridisegnare i distretti elettorali, che Trump in altri Stati (Texas) vuole legittimati dal suo nome. Funzionerà per motivare i democratici a rinnovarsi? In fondo Mamdani ha fatto terapia emotiva a un popolo deluso e depresso che non vota. Bisogna continuare a dare coraggio (bisogna essere coraggiosi). ****** L’America democratica è quella del check and balance, la civiltà della trasparenza e del controllo. Trump se ne è liberato. La sua protervia condiziona le istituzioni autonome (anche la Federal Reserve e la Corte Suprema) e terrorizza università, imprese, studi di avvocati, media. Senza democrazia, senza pluralismo. ****** Trump/BBC: la presentazione errata di un video sul presidente, l ‘Usa può chiedere le scuse. Trump vuole l’indennizzo. Oppure fa causa e chiede un miliardo. L’Inghilterra accetta la sfida. ****** Olanda/Elezioni: andata bene, vincono i moderati, ma ritorna la sinistra che difende la democrazia. ****** Camerun/Elezioni, vinte dal dittatore Biya, al suo ottavo mandato. Ha 92 anni ed è al potere da 43 anni, governa un Paese in cui il 60% della popolazione è costituito da giovani con meno di 24 anni. Ormai presenti ovunque, sono contro il tiranno, il quale, tuttavia, ha il controllo dell’esercito e dell’ufficio politico del partito contro l’establishment. Il paese non riesce a decollare, dipende dagli idrocarburi, subisce la piaga di Boko Haram non ha una società civile matura, può succedere di tutto. ****** Iraq/Elezioni. Con un nuovo sistema elettorale, una generazione giovane scettica e le incognite geopolitiche. Vediamo come va il voto per rinnovare i 329 seggi del Parlamento. ****** Usa/Polonia: Orban – in figura da servo a cui il padrone dà suggerimenti all’orecchio (vedi foto) – ha ottenuto il petrolio russo di cui ha bisogno. Trump: “Niente sanzioni e l’Europa lo rispetti”. E sono ordini! Da rispettare? ****** Bologna/Problemi: una delle “due torri” in pericolo di crollo; il cardinale che chiede scusa se si sono problemi con il clero, poi va da Diego Bianchi per una lunga intervista per Propaganda. Infine lo spettacolo di Benedetta Tobagi, Mario Calabresi e Sara Poma sul terrorismo anni ’70, che rievoca il processo del 1976 alle Br storiche: Curcio e Franceschini ricusarono i loro avvocati e diffidarono – pena la morte – eventuale difesa d’ufficio. Tutti impauriti, solo il vecchio presidente dell’Ordine accetto e viene ucciso il 28 aprile 1977. Erano idealisti? ****** I giornali che ci mettono anche un po’ di storia. Domani (il 10 nov.) segnala come esemplare per un giovane di oggi Piero Gobetti, l’uomo che si era accorto della repressione dei diritti e dell’umiliazione della dignità imposte dal fascismo prima delle elezioni del ’24. Aveva scritto in continuazione, in relazione con gli intellettuali principali del tempo, aveva perfino costruito una casa editrice per restare politici nel tramonto della politica. Non aveva ancora compiuto i venticinque anni quando morì in Francia. ****** Ancora un pezzo di storia su Domani. Nel 1898 si tenne un vertice internazionale contro il terrorismo (a Roma, ministro Pelloux 54 delegati di 21 paesi). Erano anni di assassinii di regnanti: l’imperatrice d’Austria, lo zar Alessandro II, il presidente francese Carnot, Umberto I. Ancora oggi, la polizia sospetta la pista anarchica. Le indagini si sono svolte rispettando le leggi dei Paesi d’origine degli autori, ma con una qualche idea sulla filosofia del pensiero anarchico. La conferenza finì con un protocollo comune firmato da tutti, meno che dall’ambasciatore inglese: astensione perché incompatibile con la legislazione vigente in GB. ****** Elkann/Bezos, Fiat/Stellantis. Il caso Gedi (Repubblica eStampa). Operazioni bancarie e intese complicate tra fondi e azionisti compresa l’Arabia Saudita. Preoccupante il fatto che con i giornali non ci guadagno altro che la qualità di quello che vengono a sapere gli italiani. ****** Femminismo: per questo numero basta Gino Cecchetin, un grande padre. perduta la figlia – amata davvero – si è impegnato continuamente a fare del dolore per la figlia uccisa da chi si diceva di amarla, un elemento di sensibilizzazione della coscienza collettiva. ****** Intelligenza Artificiale. Slogan utili: la macchina non avrà mai intelligenza emotiva. Oppure: l’IA non licenzia (ma non assume). Però ormai è arrivata a parlare di linguaggio pubblicitario e sta impadronendosi dell’uso del denaro bancario. ****** Niente vignette, tranne la performance di Valditara in Parlamento. Approfondimento  IL CONSENSO Mi è rimasto impresso che, mentre tenevo una conversazione sul femminismo in un ambiente di giovani cattolici non bigotti, approfondivo il comportamento di uomini e donne nella coppia, sintetizzando che, quando la donna dice no, è NO, qualunque sia il rapporto con una moglie o una compagna. Un ragazzo – età tra liceo e università – candidamente sbottò: Ma, allora, perché mi sposo? Come dire che, per un uomo che si dice cristiano, il matrimonio – un sacramento, che sarebbe una cosa seria non una cerimonia in abito bianco e un pranzo impegnativo – è l’autorizzazione della Chiesa a commettere atti che in confessione vengono ancora – credo – chiamati impuri. Un’esplosione di realismo che porta a considerare quanto scarsa sia la conoscenza della realtà profonda di un paese che si dice spregiudicato, in cui l’attualità della performance – sfortunatamente esibita in Parlamento – del ministro dell’educazione Valgattara ha mostrato come un uomo al vertice della responsabilità del fondamentale comparto scolastico, sia una persona che non ha idea di che cosa sia il corpo di un ragazzo o di un bambino e, comunque, la corporeità nella sua complessità fisica e valoriale a partire da sé. Il momento di perdita del controllo fino ad insultare il Parlamento, – non è stato solo un oltraggio contro l’opposizione – e ad abbandonare l’aula, ha dimostrato le fragilità emotiva di una persona poco padrona di sé, assolutamente inadatta a portare nel paese un avanzamento culturale urgente. Se un genitore può fare l’amicone del figlio e racconta una barzelletta sporca a tavola, non è poi  disinvolto nel parlare da educatore della sessualità umana. Tema delicato, estremamente importante per un paese che in questo momento è troppo nevrotizzato per fornire strumenti culturali formativi urgenti perché da alcuni anni i bambini di otto/nove anni trovano su internet siti pornografici sui quali si fanno un’educazione rovinosa per il loro benessere psicofisico da adulti. Oltre al fatto che si tratta di siti infiltrati da indirizzi di pedofili – gli adulti che amano spedire foto di piccolini figli o nipoti non sanno che alimentano la mercificazione corrotta – è irresponsabilità sociale non rendersi conto di dover prevenire urgentemente dei danni. Un’amica che porta il teatro nelle scuole, raccontava che in una classe di maturandi nessuno sapeva – nell’interpretare una situazione amorosa – che cosa sono i preliminari: un segnale in cui i problemi dell’affettività perdono terreno addirittura nella buona educazione. Oggi il problema torna a galla – indirettamente, tutto “politico”, nella normativa che riguarda la definizione si spera definitiva del reato di stupro. Nel codice fascista era reato contro la morale e penalmente diventava irrilevante, lasciando la donna vittima, spesso colpevolizzata. Governo e opposizione concordano sulla necessità che la giurisprudenza sancisca definitivamente lo stupro. Certo anche con la penalizzazione e gli articoli del codice, ma soprattutto come principio che definirà per sempre la cultura e i comportamenti, sociali e individuali, della relazione privilegiata tra gli uomini e le donne. Le donne dimostrano che è questione di dignità, che va ritenuta fondamento dell’umano e che si fonda sempre sul reciproco rispetto. Senza consenso è sempre stupro. Bene che sia un caso di civiltà istituzionale fra poteri: d’accordo Meloni e Schlein. Nella prima Repubblica l’opposizione aveva rigore, era propositiva oltre che aggressiva, ma praticava misure di convenienza che comportavano aiuti al governo. Bene che – nonostante governo e opposizione siano in mano alle donne, senza nemmeno un solo segnale di cambiamento – sia tornato l’interesse del paese a regolare i rapporti governo/opposizione su un tema di grande civiltà che induce a modificare il costume. Il rispetto del consenso fa bene anche all’uomo che, si reputa libero se non è disponibile, ma pretende dalla partner quello che i vecchi giuristi chiamavano “debito coniugale”, sempre stato violenza, autorizzata dai codici “neutri”. GC
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