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Una volta era una bella parola, l’impegno, oggi una necessità

  • di

di Giancarla Codrignani, politologa e giornalista, già docente e parlamentare

Il conservatore reazionario José Antonio Kast è stato eletto presidente del Cile, con oltre il 58% dei consensi. Jeannette Jara ha ricosciuto la sconfitta. In campagna elettorale, il capo dello Stato eletto ha promesso di espellere più di 300.000 immigrati, sigillare il confine settentrionale, adottare una “mano ferma” sui tassi di criminalità in crescita e riavviare l’economia in stallo. Il Cile, un tempo uno dei Paesi più sicuri d’America, è stato recentemente e duramente colpito da violente proteste sociali e dall’afflusso di gruppi criminali organizzati stranieri. Comunque non c’è rimedio e la legge funziona senza occuparsi della democrazia.Per me il Cile conta moltissimo: è stato – e resta – uno dei miei impegni di passione: l’ascesa e caduta di Allende aveva mosso il mondo democratico a capire i meccanismi del potere americano in un continente latino-americano destinato alla subalternità: un insieme di paesi-colonia soggetti a dittature che calpestavano quegli stessi principi sanciti nelle loro costituzioni del XIX secolo. Con l’esperienza dell’estremismo di sinistra che favorì i golpisti giudicando poco socialista una politica che pure aveva nazionalizzato il rame, la grande ricchezza del paese. Berlinguer ne trasse la conseguenza dell’impossibilità che un partito “comunista” potesse andare al governo in Italia. Ma il mondo civile era in piazza in quegli anni per una causa nobile e di chiara lettura. Vederlo tornare in mano a una destra rimasta fedele a Pinochet e ultrareazionaria sconforta. Il mio Cile glorioso. ****** Incomincia così la newsletter di Natale. Spero che arrivi presto. Ma mi raccomando che le male notizie non scoraggino nessuno: bisogna che gli auguri ispirino gli “uomini di buona volontà” a “impegnarsi”: una volta era una bella parola, l’impegno, oggi una necessità. ****** Legge di bilancio: è quasi crisi. Servirà a mostrare che governo abbiamo? O si farà il papocchio e si varerà di corsa, allo scadere dei termini, senza dare ai parlamentari la possibilità di controllare la non semplice mole dei “ritocchi” finali. Con i finanziamenti alle scuole private come esempio della serie dei finanziamenti di favore ad amici ed affiliati. ****** Crisi anche in Forza Italia. I Berlusconi non sono contenti. Arriva Occhiuto: farà le scarpe a Taiani? ****** La chiesa cattolica ha ricevuto dall’8per mille 1,15 mld: ha aumentato il numero delle famiglie aiutate. Tanto per dire che la povertà allarma più la Chiesa che il governo. ****** Comunque la chiesa si esprime sull’economia con maggior coraggio: mai come oggi la finanza è idolatrata al sanguinoso prezzo della vita umana e del creatoIl documento programmatico volto a scardinare i rapporti con l’Europa è un progetto che la Heritage Foundation — istituzione reazionario lontana dai valori dei Padri Fondatori — aveva già ultimato due anni fa per conto di Trump. Il vero tesoro si conserva nel cuore non nelle casseforti della Terra né nei grandi investimenti. Ecclesiastico lo stile, ma non male. ****** Il 14 dicembre giorno memorabile: Salvini ha ragione: con la ritorsione contro la Russia Bruxelles gioca con il fuoco! Poi tutto torna normale e i dissidi della compagine governativa fa capire che può succedere di tutto, anche se la Presidente, lei sì, si “impegna”. Bisogna saper aspettarla al varco. ****** Libertà di stampa: l’interesse per la vendita di Repubblca ( e La Stampa) ormai caduto: siamo in trappola? Ezio Mauro ricorda: “con la vendita dell’impresa-giornale entra in gioco il destino di una comunità. Speriamo che l”la comunità” capisca che cosa potrebbe succedere senza diversificazione democratica delle informazioni. ****** Lucio Caracciolo: “Trump può dire quello che vuole, ma l’Italia è militarmente parte del suo schieramento strategico. Le basi Usa, con tanto di bombe atomiche e (teorica )doppia chiave, diventerebbero immediatamente bersaglio del nemico”. Aviano ce lo dimentichiamo sempre: è base americana.nuclearizzata. ****** Trump, l’Europa e l’Inghilterra: “Se l’Unione europea e gli Stati membri insistono nel continuare a limitare, restringere e scoraggiare la competitività dei fornitori di servizi statunitensi attraverso mezzi discriminatori, gli Stati Uniti non avranno altra scelta che iniziare a utilizzare ogni strumento a loro disposizione per contrastare queste misure irragionevoli”. Stati Uniti e Regno Unito erano giunti a un accordo a maggio, nella prima intesa con Washington da parte di un paese europeo (ma extra-Ue) volta ad addolcire l’impatto dei dazi americani con la collaborazione tra i due paesi in materia tecnologica e di energia nucleare. Ma il Tech Prosperity Deal da 40 miliardi di dollari sarebbe partito solamente quando la Gran Bretagna avesse modificato l’imposta sui servizi digitali. E siccome non ha adempiuto ai suoi doveri, Washington ha bloccato tutto. “Qualora fossero necessarie misure di risposta, la legge statunitense consente, tra le altre azioni, la valutazione di tariffe o restrizioni sui servizi esteri. Gli Stati Uniti adotteranno un approccio simile a quello degli altri paesi che perseguono una strategia in stile Ue in questo settore”. ****** Il documento programmatico volto a scardinare i rapporti con l’Europa è un progetto che la Heritage Foundation — istituzione reazionario lontana dai valori dei Padri Fondatori — aveva già ultimato due anni fa per conto di Trump. ****** Usa: la Federal Reserve ha tagliato i tassi di un quarto di punto. Contro la visione di Trump che, con la sua politica monetaria, porterebbe il paese all’inflazione: una minaccia per tutti. Si spera che non ci siano altri colpi di testa dell’autocrate: per fortuna l’elezione del sindaco di Miami oggi non più repubblicano con Zohran Mamdani che è anche islamico.    ****** La strage antisemita australiana nella festa di Hanukkah: Netanyahu attacca il governo australiano. Ma si segnala un fatto grande: Ahmed, fruttivendolo arabo islamico ha disarmato a mani nude uno dei due terroristi ****** Kamala Harris, l’oppositrice democratica di Trump, ha scritto un libro sui 107 giorni di campagna presidenziale. Conferma che Biden non doveva affidare a lei la successione democratica. Adesso “Ci mobiliteremo per amore della nostra nazione”, pensa alla Gen Z, quelli che hanno tra 13 e 28 anni e voteranno al prossimo giro, dopo aver vissuto “il caos dei dazi globali, la distruzione del sistema di sicurezza sociale compresa la copertura sanitaria e l’assistenza alimentare” di questa presidenza. Lo dà per scontato? Una disperazione! Quando diventò procuratore “Volevo apportare cambiamenti all’interno del sistema. Oggi non ne sono più così sicura. Perché il sistema ci sta deludendo. A tutti i livelli ogni singola barriera che dovrebbe proteggere la nostra democrazia sta cedendo”. Di sicuro non era la miglior candidata… ****** Come i democratici americani, il Pd deve chiedere alla gente di aiutarlo, inventarsi proposte impegnative e riportare in primo piano la cura delle istituzioni: nessuno sa più cos’è il Parlamento. Soprattutto non facciamoci prendere in giro da Atreju. ****** Censis, rapporto 2025: il 29,7%degli italiani apprezza i regimi autocratici. Ma davvero “ci vuole ordine”? ****** Italia/Europa. i ritardi dell’Italia: responsabilità, non colpa, di questo governo, ma il paese arretra oggi. Soffriamo di nanismo del mercato finanziario, non attiriamo capitali esteri. La direttiva europea “case green” (le nostre case sono “vecchie”: il green favorisce l’edilizia) è in ritardo di applicazione. Carente la qualità dei progetti. Manchevoli le competenze. Indietro in quelle digitali (anche per alleggerire la burocrazia). Nell’IA le imprese sono più lente dei loro dipendenti.  ****** Giorgia Meloni trumpiana “ha appena realizzato il terzo polo bancario”, con un inedito partenariato pubblico-privato in cui il pubblico dà il software e i privati, Francesco Caltagirone e gli irrequieti eredi di Del Vecchio, avendoci messo l’hardware (i soldi freschi) comanderanno. ****** Giorgia Meloni ha corrotto il diritto d’asilo: si inviano i richiedenti in paesi pagati per creare strutture di “accoglienza” (Albania) e si rendono elastici i nomi dei paesi definiti non persecutori. L’idea sponsorizzata dall’Europa. Oddio. ****** Bielorussia: Lukashenko ha liberato 123 oppositori. Trump gli aveva revocato le sanzioni sui fertilizzanti di Minsk per farne oggetto del “suo” cooperato. ****** Cina: “sta ampliando la sua capacità di energia rinnovabile a un ritmo e su una scala inimmaginabile. Questo sviluppo è ormai fondamentale per l’espansione della produzione di elettricità”. Se la soluzione è la tecnologia “la Cina prende la guida” (da Internazionale). ****** Serbia e il genero: le inchieste della magistratura serba hanno costretto Kushner, genero di Trump e immobiliarista a rinunciare al megahotel a Belgrado. Vuchic ha dovuto accettare. ****** Vignetta un corrosivo Altan: A: mai stati così vicini alla pace! B: Manca solo l’estrema unzione.   Approfondimento: Sembra un fumetto, ma è un grafico che evidenzia le domane di un questionario che dovrebbe girare per le scuole. Stiamo attraversando il clima di bellicismo del governo nazionalista che – non la farà, ma ne parla – prevere il ritorno della leva e intanto orienta i ragazzi. Attenzione alla militarizzazione delle scuole!              
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