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Fuochi artificiali : solito drammatico bilancio

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Fuochi artificiali : solito drammatico bilancio
Le cronache ufficiali parlano di un morto, 293 feriti (309 nel 20259 di cui 57 ricoverati in ospedale
In lieve flessione gli interventi dei vigili del fuoco: 770 contro 882
Sono “dati” esaustivi? Abbiamo un margine abbondante di dubbio ma sono comunque “dati” gravi
Ancora una volta siamo rimasti una vox clamans in deserto; alcuni indicatori proxy potrebbero indicare una lieve riduzione dell’impatto sanitario e ambientale ma si tratta di indicatori precari ; come abbiamo visto c’è stato un numero inferiore di interventi di vigili del fuoco (“eroica” categoria di lavoratori, al cui fianco siamo da decenni, gravemente disconosciuta anche in materia di impatto sulla salute occupazionale); parrebbe anche lievemente ridotto anche il numero dei feriti ma molte fonti locali (servizi di pronti soccorso) forse non sono state adeguatamente censite
il bilancio resta gravissimo : persino un morto a Ostia , numerosi casi di amputazioni della intera mano o di falangi;
le precarie , disomogenee , poco numerose ordinanze di sindaci sono state fortemente disattese il che era facilmente prevedibile non tanto per la vigilanza, scarsa ed aleatoria, sul rispetto delle ordinanze, ma soprattutto perché i divieti che provengono dalle istituzioni pongono chiunque in una condizione di “dissonanza cognitiva” e sarà così fino a quando si sosterrà la esistenza di una linea di confine tra fuochi artificiali legali e illegali; in verità i fuochi sono tutti nocivi e inquinanti e VANNO MESSI AL BANDO OVUNQUE ALLA FONTE: VALE A DIRE FIN DAL DIVIETO DI FABBRICAZIONE , per poi continuare col divieto di IMPORTAZIONE, COMMERCIALIZZAZIONE E USO .
Fino a quando avverranno manifestazioni come quella dell’incendio del castello di Ferrara si manterrà una condizione di dissonanza cognitiva incompatibile con una “sana” politica di messa al bando e di prevenzione.
Certamente non si può e non si deve demonizzare i fuochi artificiali come capro espiatorio e fonte di tutti i mali: nella bucolica Svizzera si è verificata una orrenda strage (le indagini sono in corso) che ha mostrato come la prevenzione e la prevenzione incendi sono troppo spesso legate a un filo. Dispiace per questo grave lutto che ha colpito decine e decine di famiglie e viviamo con sentimento di rammarico il fatto di aver salutato con interesse un recente appello del SUVA (ENTE SVIZZERO CHE SI OCCUPA DI PREVENZIONE SUL LAVORO) sui rischi particolari del periodo delle feste di Natale; evidentemente non si fa mai abbastanza e spesso i rischi si annidano in situazioni un po’ meno prevedibili ma , pur sempre, di rischi di incendio ed esplosione si tratta
Quindi il problema generale , LA PREVENZIONE, non riguarda solo fuochi artificiali e botti, RIGUARDA LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO E LA CAPACITA’ (OVVIAMENTE ANCHE LA VOLONTA’) DI INTERVENIRE IL GIORNO PRIMA E NON IL GIORNO DOPO COME RECITA UNO DEI TRE PILASTRI SU CUI E’ NATA LA RETE NAZIONALE LAVORO SICURO (26 maggio 2022, Modena)
Ha detto Alex Langer: “continuate in quello che è giusto” e dunque raccogliendo l’invito di Alex, continuiamo nella nostra “campagna” pur da “formichine” nella prospettiva di una bonifica radicale della produzione di merci nocive e mortifere, senza trascurare, per massimalismo o megalomania, obiettivi intermedi e relaistici di “riduzione del danno”:
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Eliminazione dei rischi alla fonte; come abbiamo visto fuochi e botti sono un rischio mortifero fin dal momento della produzione che ha causato stragi di operai (da Modugno a Ercolano a tutto il pianeta);
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Internazionalizzazione del movimento di critica e di contrasto alla produzione (sono in atto “contatti” con gruppi in Europa e in America); risulta che in Germania sia in corso una raccolta di firme su una petizione che ne ha già raccolte più di due milioni; peraltro anche questa volta le cronache confermano che la perniciosa usanza dei fuochi artificiali è diffusa in tutto il pianeta, sarebbe quindi illusorio o comunque non esaustivo il programma del “bando in un paese solo”; oltretutto la gran parte dei fuochi proviene in Italia (basta leggere le etichette) dall’est europeo e dalla Cina
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Non abbiamo mai pensato a una politica meramente proibizionistica gestita esaustivamente da un ceto politico virtuoso (che non esiste) o da una rete di sindaci ecologisti (che pure questa non esiste) : bisogna che il contrasto parta “dal basso” adottando una strategia che non può fare affidamento solo sul “divieto” (necessaria comunque perché la molla principale del consumo è quella del “mercato”); occorre piuttosto una strategia che includa conoscenze e pratiche di psicologia sociale e di antropologia: le vittime immediate dei fuochi sono persone povere (la persona morta a Ostia è un giovane uomo moldavo) , emarginate, spesso minori e che adottano queste condotte, come abbiamo visto, spesso pesantemente autolesioniste, per sfogare le loro frustrazioni; di questa condizione, come per gli psicofarmaci, il “mercato” fa occasione di lucro
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I fatti di cronaca dimostrano un intreccio tra botti ed altri prodotti nocivi per la salute umana con regia in mano alla criminalità organizzata; peraltro paiono evidenti nessi tra produzione di materiale “illegale/legale” e pare evidente anche un uso della materia prima che va oltre i fuochi artificiali; non siamo particolarmente esperti nel “ramo” ma pare che la cosiddetta “tecnica della marmotta” utilizzata per l’assalto dinamitardo ai bancomat sia possibile con l’utilizzo di polvere pirica;
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BISOGNA COMUNQUE CHE UNA CAMPAGNA DI CONTRASTO SIA DICHIARATA, CONTINUA E CAPILLARE: questa dovrà essere articolata in vari momenti compreso l’ affinamento delle ordinanze di divieto; non è possibile che in un comune ci sia un divieto d’uso con scaffali dei supermercati colmi di prodotti esplodenti, dunque occorrerà associare al divieto d’uso il divieto di commercializzazione ; occorrerà stimolare ordinanze omogenee valide il territorio nazionale ad onta della “ipoacusia psicosomatico-politica” dell’ANCI che non ha
mai risposto ai nostri messaggi sul tema ; occorre una proposta di legge nazionale che sia però più “drastica” di quella avanzata nel dicembre del 2024 dal gruppo parlamentare AVS e che appunto faccia leva sul divieto totale di fabbricazione, commercializzazione e uso di tutti i prodotti nocivi; poco utili i “pannicelli caldi” che cercano di orientare verso prodotti meno rumorosi ma non meno inquinanti dal punti di vista chimico; non ci risulta peraltro che i “verdi” (tali si dichiarano) abbiano contestato il patrocinio della regione E-R alla pericolosa , nociva ed inquinante manifestazione dell’incendio del castello di Ferrara; né che abbiano mai contestato il “rogo del vecchione” in piazza Maggiore a Bologna (niente botti ma inquinamento…) e neppure i fuochi di s. Petronio del 4 ottobre …
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La campana di contrasto includerà, da parte nostra, iniziative di riflessione e ricordo alla memoria delle stragi operaie causate dalla produzione e l’uso di fuochi artificiali a cominciare da quella italiane di Modugno e tutte le altre: PROSSIMO APPUNTAMENTO, DA REMOTO, 24 LUGLIO undicesimo ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DELLA FIREWORK
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La campagna durerà tutto l’anno; non si esaurisce a poche ore dalla notte di capodanno ma si articolerà di volta in volta a contestare l’uso “sacro” (per così dire) e/o profano dei fuochi con particolare riferimento a interlocutori che svicolano da sempre sul tema come ad esempio la chiesa cattolica (nonostante certe brillanti encicliche) , gli enti locali e certe “pro loco” che amano talmente poco il luogo che dichiarano di voler tutelare da prodigarsi attivamente , spendendo anche risorse, per inquinarlo.
L’AZIONE DI CONTRASTO NEI CONFRONTI DELLA PRODUZIONE DI BOTTI E FUOCHI ARTIFICIALI INDIVIDUA COME TARGET, PER ORA, SOLO PA PUNTA DELL’ICEBERG
DOBBIAMO SCOPRIRE L’ICEBERG PER INTERO E L’ICEBERG E’ OVVIAMENTE TUTTO IL COMPARTO DI MERCI NOCIVE E MORTIFERE
ABBIAMO GIA’ DETTO, ANCHE RISPONDENDO A OBIEZIONI DEI SOLITI “BENALTRISTI”: CI SONO MERCI “PEGGIORI “DEI BOTTI MA TUTTO SI AFFRONTA IN RELAZIONE ALLE PROPRIE FORZE CHE, IN SINERGIA CON TANTE ALTRE PERSONE DI “BUONA VOLONTA’” NEL CAMPO DEL MONDO PACIFISTA/DISARMISTA VORREMMO, SPERIAMO FORTEMENTE CHE POSSANO CRESCERE IN QUESTO ANNO 2026 APPENA INIZIATO
BASTA BOTTI, MERCI NOCIVE, ARMI E GUERRE IN TUTTO IL PIANETA
Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO via polese 30 40122 Bologna
Bologna, 2.1.2026

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