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Strage di CRANS MONTANA : 40 MORTI, giovani e adolescenti “mandati al macello…”

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Strage di CRANS MONTANA : 40 MORTI, giovani e adolescenti “mandati al macello…”
Una “strage colposa con previsione”…
Che il 9 gennaio 2026 sia giornata di lutto mondiale
Il sindaco di Crans Montana, per le affermazioni autoassolutorie che ha fatto, farebbe un gesto rispettoso delle vittime dimettendosi dalla sua carica
Non solo i luoghi di lavoro ma anche i luoghi di vita e di divertimento devono essere gestiti con una preventiva e rigorosa “valutazione del rischio”
E’ vero comunque che siamo responsabili un po’ tutti : anche noi che parliamo da sempre di “intervenire il giorno prima e non il giorno dopo…” ma senza riuscirci e che abbiamo lanciato decenni fa una “campagna” , ma troppo debole, per il bando della produzione di fuochi artificiali
Una delle espressioni più crude del movimento operaio di fronte alle stragi sul lavoro è sempre stata “operai , carne da macello”; una espressione dettata dalla rabbia ma purtroppo realistica ; ora questa definizione la si può usare per l’omicidio colposo (con previsione) plurimo; come abbiamo già detto stragi analoghe si erano già verificati in altre discoteche in tutto il mondo dal Brasile all’India , alla Macedonia del nord; secondo il quotidiano Liberation di oggi le vittime avevano dai 14 a 39 anni; venti minori; 21 svizzeri, nove francesi, sei italiani, un belga, un portoghese, un rumeno e un turco; che si sia ma i giovani mandati al macello è ancora più raccapricciante; i lavoratori di solito hanno , quantomeno, maggiori strumenti di difesa : certo più sulla carta che nei fatti ma rimangono in teoria un po’ meno vulnerabili di questi 40 giovani e di tutti gli altri feriti e traumatizzati ; il lutto ed il dolore sono contagiosi e vanno ben oltre l’impatto fisico sulle singole persone che erano presenti sul posto della strage; lo shock ha riguardato familiari, amici, compagni di scuola e gli effetti non saranno brevi né, soprattutto, facili da elaborare. Molti hanno detto “è il momento del cordoglio”, poi occorrerà accertare le responsabilità; ma le responsabilità e le dinamiche sono fon troppo evidenti da subito;
mandati al macello da una lunga serie di omissioni e di condotte irresponsabili da “adulti” concentrati sulla ricerca del profitto economico e in qualche modo vittime della ricerca a tutti i costi; come quasi sempre accade la causa di more non è stata mono-fattoriale come accade per la fucilazione o la ghigliottina ma si è trattato di un mosaico di fattori di rischio (e questa è una aggravante perché anche intervenire
preventivamente su uno solo di questi avrebbe attutito l’impatto e forse lo avrebbe azzerato o ridotto a una grande paura collettiva con scarsi effetti davvero irreparabili:
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Le vie di fuga: certo importantissime anche in assenza di incendio; pensiamo ad uno uso delinquenziale e teppistico di spray al peperoncino o anche ad un falso allarme bomba; le vie di fuga sono di fondamentale importanza, ma le cronache dicono che addirittura la unica e sola via di fuga esistente, pur già insufficiente, sarebbe stata di recente persino ridimensionata per aumentare la capienza del locale
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Gli alcoolici somministrati a minori; certo hanno avuto il loro peso ma la cosa poteva concludersi con qualche ricovero ospedaliero per overdose o con episodi di impatto negativo sulla capacità di guida di veicoli (per i diciottenni patentati)
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MA IL RISCHIO INCENDIO! E’ qui che si è palesata la massima vulnerabilità della gioventù mandata al macello; i lavoratori (NON C’ERANO LAVORATORI NEL LOCALE?) ,come abbiamo detto, possono in teoria contare sulla obbligatorietà della valutazione del rischio; come abbiamo detto centinaia di volte LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO E’ SPESSO LACUNOSA, INADEGUATA O DEL TUTTO OMESSA E DEVE ESSERE SOTTOPOSTA SISTEMATICAMENTE ALLA VALUTAZIONE E VALIDAZIONE CRITICA DA PARTE DEI LAVORATORI, DEL GRUPPO OPERAIO OGMOGENEO , DEI RAPPRESANTATANTI DEI LAVORATORI E DEGLI ORGANI ISPETTIVI; almeno però IL DIRITTO (SEMPRE SULLA CARTA) : SU CHE VALUTAIZONE PREVENTIVA DEL RISCIO HANNO POTUTO CONTARE GLI ADOLESCENTI MANDATI AL MACELLO A CRANS MONTANA ???
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Alleghiamo a questo comunicato un breve stralcio del SUVA svizzero (istituto che si occupa di prevenzione degli infortuni); il documento è stato diffuso prima delle feste natalizie del 2025 e PARLA CHIARO (anche se non orientato a proporre la ipotesi che noi proponiamo e che è il bando totale della stessa produzione di fuochi artificiali); a prescindere dal problema delle superfici e dei materiali non ignifughi IL SUVA SOLLECITA LA NECESSITA’ ANCHE DI EVITARE L’USO ANCHE SOLO IN RELAZIONE AD UNA CONDIZIONE DI SOVRAFFOLLAMENTO (in generale dunque anche in presenza di vie di fuga adeguate) ; MA ANCHE QUESTO RICHIAMO PROVENIENTE DA UN ENTE PUBBLICO ISTITUZIONALE E’ STATO IGNORATO
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Il sindaco ha ritenuto di dover precisare che non ci sono stati controlli inadeguati: una affermazione che pone all’ordine del giorno la proposta che il sindaco rassegni le sue dimissioni
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SEGUIREMO LO SVILUPPO DELLE CONSEGUENZE DELLA STRAGE NELLE INDAGINI SULL’ACCERTAMENTO DELLE RESPONSABILITA’ E NEL SOSTEGNO ALLA ELABORAZIONE DEL LUTTO DA PARTE DI FAMILIARI ED AMICI NELLA SPERANZA CHE IL DOLORE POSSA TRASFORMARSI IN SPERANZA PER UN FUTURO CHE RISPETTI IL DIRITTO ALLA VITA E ALLA PREVENZIONE.
Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 40122 Bologna
Bologna, 5.1.2026

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