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Codice europeo contro il cancro: stretta su alcol e inquinamento. “La politica si impegni per proteggere i cittadini”

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Codice europeo contro il cancro: stretta su alcol e inquinamento. “La politica si impegni per proteggere i cittadini”

inquinamento demenza

Pubblicato il: 13 Novembre 2025Fabio Di Todaro – Dal numero 233 del Magazine

Dieci anni dopo l’ultima revisione, è stata presentata la quinta edizione del Codice europeo contro il cancro, il documento che traduce le più solide evidenze scientifiche in raccomandazioni per ridurre l’incidenza dei tumori (oltre 390mila le diagnosi registrate in Italia nel 2024).

Il lavoro, coordinato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) di Lione, aggiorna e amplia le conoscenze raccolte nell’ultimo decennio. Tra tante conferme e qualche novità, sono 14 le indicazioni pratiche per la prevenzione oncologica.

La lotta all’inquinamento come caposaldo della prevenzione oncologica

Come tratto distintivo rispetto alla precedente versione del documento, ne spicca uno: per portata e implicazioni. Per la prima volta gli epidemiologi dell’Iarc hanno riconosciuto come prevenire l’esposizione all’inquinamento atmosferico rappresenti una delle leve (più importanti) per ridurre l’impatto sociale delle malattie oncologiche.

Le ricerche più recenti dimostrano infatti che l’esposizione prolungata al particolato fine (Pm 2.5) e ad altri inquinanti aumenta la probabilità di sviluppare tumori al polmone, alla vescica, al seno e al cavo orale.

Un rischio che – a parità di tempo vissuto respirando in ambienti insalubri – riguarda tutti. Bambini e adulti (anche se il tempo di esposizione gioca la sua parte). Uomini e donne. Persone meno abbienti e benestanti.

Per questo (ma non solo), la prevenzione deve agire su due livelli complementari: rimangono fondamentali i comportamenti individuali (ridurre l’uso dell’auto, evitare il fumo in casa, sostenere fonti energetiche pulite), ma senza politiche pubbliche tese a ridurre le emissioni urbane e industriali i singoli possono fare poco.

Sono 14 le raccomandazioni anti-cancro

Accanto al tema ambientale, il nuovo Codice conferma le raccomandazioni classiche: non fumare, evitare il consumo di alcolici, seguire una dieta equilibrata, mantenere un peso adeguato, fare attività fisica, proteggersi dal sole, aderire ai programmi di vaccinazione (Hpv e Hbv) e agli screening oncologici.

Indicazioni importanti (e specifiche) per le donne, invitate a favorire l’allattamento al seno (senza particolari limiti di tempo) e a un uso prudente della terapia ormonale sostitutiva in menopausa.

Ma la vera svolta è sul piano culturale. Gli esperti sottolineano che le scelte adeguate diventano più facili quando l’ambiente le rende possibili: con l’educazione alimentare nelle scuole, creando spazi per muoversi in sicurezza nei quartieri, favorendo l’accesso al cibo sano su larga scala.

Da qui il richiamo alla politica, chiamata a sostenere la prevenzione con leggi più incisive per limitare i consumi di tabacco e alcol, incentivare lo sviluppo di piani urbani sostenibili, politiche di mobilità attiva e campagne di informazione capillari.

La prevenzione come responsabilità condivisa

Il messaggio – nemmeno sottinteso – è chiaro. La prevenzione deve diventare una responsabilità condivisa (da cittadini, istituzioni e comunità scientifica), non può essere (più) soltanto un dovere personale. “Vivere in un ambiente sano è un diritto: non una scelta individuale”, ricordano gli autori del documento.

Perché la ricerca continuerà a fornire nuove cure, ma non c’è (e non ci sarà) farmaco efficace quanto l’opportunità di evitare che una malattia insorga (un tumore, ma non solo).

Per riuscirci serve un impegno collettivo – della scienza, della politica e della società – in grado di trasformare la conoscenza in azione. È questa, oggi, la sfida più urgente della prevenzione oncologica europea.

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