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NOTE A PROPOSITO DEL DRAMMA DEL BAMBINO TRAPIANTATO

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NOTE A PROPOSITO DEL DRAMMA DEL BAMBINO TRAPIANTATO

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   In questi giorni tutti i mezzi di comunicazione rappresentano il dramma del bambino trapiantato di un cuore già alterato per difetti di conservazione. Un dramma cui tutta la popolazione giustamente partecipa.

La patologia che ha richiesto il trapianto è d’origine congenita, cioè il difetto era già presente alla nascita. Nella stragrande maggioranza di trapianti eseguiti (fegato, cuore, reni, polmoni), al contrario, la patologia è acquisita, ma nella percezione comune le malattie assumono i caratteri degli eventi fatali. E intanto oltre un terzo della popolazione, inconsapevole, è colpita da malattie cronico-degenerativo-neoplastiche ed acute, in costante crescita, in larga parte evitabili oltre che prevenibili (diagnosi precoce), trattate spesso con terapie compensative, palliative e trapianti la cui erogazione, prevedibilmente, diverrà incompatibile con l’universalismo del Servizio Sanitario Nazionale per vari fattori, fra cui il progressivo invecchiamento della popolazione e il lievitare di spese socio-sanitarie.

In sintesi:

  • La permanenza di estreme diseguaglianze sociali, che riducono percezione di malattia e attesa di vita, costringono ampi strati di popolazione a inaccettabili livelli di vita per sé stessi forieri di malattie;
  • L’assenza di informazioni su stili di vita conduce ad abusi di farmaci, parafarmaci, psicofarmaci, stupefacenti ed alcoolici, zuccheri, proteine e grassi animali e saturi, ecc., ed è causa di malattie fra cui cirrosi (oltre 10 milioni) e sovrappesi e obesità (circa 5,5 milioni), fin dall’età scolare, con significative riduzioni dell’aspettativa di vita; 
  • La peste nera del secolo del progresso, suo misterioso lato oscuro e corollario, spesso indicata per allusioni e parafrasi, avanza (in Italia oltre 1.100 nuovi casi/giorno) alimentata da cancerogeni e inquinanti sparsi ovunque nell’ambiente, da errori negli stili di vita, dalla persistenza di 30 milioni di tonnellate di amianto, dal consumo di 54 miliardi/anno di sigarette e affini con conseguenti rischi 30 volte maggiori di contrarre patologie gravate da circa 94.000 decessi/anno;
  • Aumenta la consapevolezza scientifica che parte delle malattie definite ereditarie, compresi i disturbi del neuro-sviluppo, siano prodotte da alterazioni geniche acquisite nel periodo gestionale pre-natale e nei primi mesi di vita. Tali alterazioni, definite “epigenetiche”, provengono dagli effetti di inquinanti, tabagismi vari, stupefacenti, alcolici, stress, povertà, carenze e squilibri alimentari, infezioni virali, batteriche, ecc.; 
  • Nonostante 25 miliardi/anno spesi dall’Italia (Organizzazione Mondiale della Sanità) per far fronte alle conseguenze dei consumi eccessivi di alcoolici, gli abusi rappresentano la causa principale di morte e disabilità tra i giovani, oltre arischi di demenze e decessi di almeno 75.000 persone/anno; i consumi di oltre 10 gr/die di alcool rappresenta un fattore di rischio per neoplasie della mammella in pre-post-menopausa, di oltre 20 gr/die per neoplasie dell’apparato digerente, senza contare gli effetti potenziati da tabagismi, erronee alimentazioni e fattori nocivi vari; 
  • Di fronte a questa situazione, appena delineata, dalle conseguenze catastrofiche se immediatamente non si corre ai ripari sul piano personale e comunitario, il compito di donne e uomini è “seminare dubbi, non raccogliere certezze”. Scienza e Medicina parlino, Politica e Istituzioni ascoltino e agiscano in nome del bene comune.

Fra le priorità:

  • informazioni dirette, dettagliate ed inequivocabili alla cittadinanza, fin dalle Scuole primarie, sulle conseguenze del complesso dei diversi stili di vita;
  • invito formale, fatta salva l’autonomia didattica, che la trasmissione del sapere medico evidenzi maggiormente le origini “soggettive” delle malattie e la loro possibile evitabilità;
  • sostegno serio alla ricerca epidemiologica e di base per individuare e segnalare i fattori scatenanti patogenetici ed epigenetici;
  • progetti organici per eliminare inquinanti, amianto, fossili e cancerogeni circolanti e sostanze nocive a partire dalla catena alimentare;
  • avvio di indagini sui reali effetti delle onde elettromagnetiche;
  • superamento delle ragioni della dilagante povertà economica e culturale;
  • favorire il trasporto sicuro ed efficiente in assenza di emissioni tossiche;
  • privilegiare la produzione “pulita” di alimenti e merci di ogni genere;
  • varare programmi di prevenzione primaria e secondaria ben accessibili e motivati:
  • favorire parità di genere, aggregazioni sociali, mobilità, assistenze attive per contrastare disagi, sofferenze, solitudini, povertà, decadimenti psico-fisici.
  • per ogni persona l’invito a collocare la propria e altrui salute nelle dimensioni della vita quotidiana cercando di avere cura di sé stessi e degli altri, ma senza rinunciare a domandare a Istituzioni e Organizzazioni socio-sanitarie condizioni di vita e provvedimenti di prevenzione primaria e secondaria che aiutino a mantenere un buon livello di benessere per tutti a difesa della salute, da intendere non soltanto come assenza di malattia, ma come condizione di  pieno benessere. Stili di vita, condizioni sociali e ambientali sani, unitamente all’efficienza e all’efficacia del Servizio Sanitario Nazionale a carattere universale, incrementano le aspettative di vita e di “vita sana”.

Come conservare salute e buone aspettative di “vita sana”

  • Venti proposte di prevenzione primaria d’iniziativa personale:
  • Astenersi da ogni forma di tabagismi, “svaporismi” elettronici, inalazioni e tabacchi riscaldati: si evitano rischi, fino a 30 volte superiori, di contrarre neoplasie, infarti, ictus, insufficienze respiratorie, aterosclerosi, sordità, demenze, ecc.; rifiutare del tutto qualsiasi tipo di droghe;
  • Limitare l’assunzione di alcoolici a modiche quantità: non più di un bicchiere di vino/die (meglio rosso) ed escludere o quasi superalcoolici per ridurre rischi di malattie croniche, acute e neoplastiche;
  • Contenere i consumi di zuccheri, sale (meno di 5 g./die), pepe, grassi animali e saturi per contrastare sovrappesi (40% della popolazione) e obesità (>5 milioni, in aumento) con rischi aggiuntivi di acquisire diabete, ipertensione, aterosclerosi, steatosi epatica, ecc.;
  • Non fare uso regolare di lassativi e purganti;
  • Evitare o ridurre molto l’uso di bevande confezionate, specialmente se con aggiunta di coloranti e zuccheri, compreso l’aspartame, e contenute in plastiche;
  • Alimentarsi bene senza eccessi tre volte al giorno, ricorrere a spuntini se non per frutta e verdura, seguire la dieta mediterranea (pasta, pane, poca carne, pesce, verdure, cereali, legumi, agrumi, olio d’oliva), usare cibi freschi e spesso vegetali; masticare accuratamente e idratarsi più volte in abbondanza soprattutto fuori dai pasti;
  • Preferire, quando possibile, l’acqua del rubinetto (“acqua del Sindaco”), senza filtraggi casalinghi, alle oligominerali specialmente se contenute in plastiche;  
  • Curare bocca e denti dopo i pasti servendosi di acqua tiepida, fili, scovolini e spazzolini senza o con minimo dentifricio: sottoporsi a periodica igiene dentale e dei condotti uditivi (cerume);
  • Lavarsi spesso le mani, ma non eccedere in docce, lavaggi di capelli e utilizzo di detergenti; usare la mascherina se in affollamenti eccessivi;
  • Camminare in modo sostenuto per oltre 4 km/settimana, equivalenti ad almeno 150’ di attività moderata-mista, rinunciare spesso all’automobile, scendere e salire scale, utilizzare biciclette e cyclette, piscine e attrezzi ginnici anche casalinghi, dormire pienamente almeno 7 ore/notte preferibilmente su materassi semi-rigidi; interrompere ogni 20-30’ la posizione seduta prolungata;
  • Ridurre gradualmente i tempi dedicati a tv, telefoni e computer a favore di letture, proprie scritture, convegni, cinema, teatri, incontri, superare in genere la tendenza alla passività, coltivare uno o più hobby;
  • Servirsi di fazzoletti di carta per manipolare rubinetti, maniglie (gomito all’occorrenza) e attrezzi vari nei bagni pubblici, chiudere la tavoletta prima dello sciacquone: minori rischi infettivi, a volte gravi;
  • Nell’opportuna esposizione solare, escludendola o limitandola nelle ore centrali, servirsi sempre di creme protettive 30-50, per tutte le superfici esposte, e di occhiali anti-UVA-UVB;
  • Astenersi dalle “cure fai da te”; vaccinarsi e curarsi quando consigliato dal Medico; usare prudenza ad assumere parafarmaci e prodotti pubblicizzati;
  • Rispettare il Codice della strada ed anche astenersi da alcoolici: 175.000 incidenti con 165.000 feriti, 3.400 decessi/anno (I° causa <25 anni) o spesso causa di lesioni e menomazioni gravi e permanenti;
  • Seguire con scrupolo i Regolamenti di prevenzione sul lavoro: circa 560.000 incidenti, 1.200 decessi, 61.000 denunce di malattie professionali/anno, delle quali parecchie irreversibili;
  • Usare sempre prudenza nelle case: 4 milioni di incidenti domestici, 8.000 mortali/anno; accertarsi di assenza d’amianto e fonti nocive e risolvere le situazioni di precarietà strutturale possibili in ogni settore;
  • In tutte le età restare sempre attivi e interattivi, immersi nella vita quotidiana, sociale, culturale e politica, frequentare Centri di aggregazione, ricreativi, sportivi e del “Terzo settore”, favorirne creazione e sviluppo, combattere le discriminazioni di ogni genere ed essere operatori di pace in nome del “bene comune”;
  • Preferire il trasporto pubblico, lasciare spesso l’autobus in fermate precedenti o seguenti, modificare i propri abituali tragitti a piedi; parcheggiare l’auto distante dalla meta;
  • Contribuire in tutti i modi alla salvaguardia dell’ambiente e al risparmio energetico: in Italia 80.000 decessi/anno per inquinamenti.
  • Quattro proposte di prevenzione secondaria (diagnosi precoce):

1- Consigliata una retto-colonscopia (accanto allo screening del “sangue occulto”) dopo i 45 anni, dopo i 40 anni con fattori     aggiuntivi di rischi: tabagismi anche pregressi, eccessi in consumi di alcool, carni, grassi animali e saturi, obesità, familiarità di neoplasie colo-rettali;

2- Adesione a screening per retto-colon, mammella, utero;

3- Consigliati controlli prostatici dopo i 60-65 anni;          

4 – Consigliata almeno una Tac toracica, trascorsi 20-30 anni di tabagismi vari.

 SCIENZA MEDICINA ISTITUZIONI POLITICA SOCIETA’  OdV Terzo settore www.smips.org info@smips.org

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