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LA PRIMA SIGARETTA È QUELLA CHE FA PEGGIO

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LA PRIMA SIGARETTA
È QUELLA CHE FA PEGGIO
Non è solo «quanto» si fuma a fare
la differenza, ma soprattutto
«quando» si accende la prima
sigaretta. Uno studio coreano,
appena pubblicato su Scientific Report,
documenta chiaramente che iniziare a
fumare prima dei vent’anni lascia un segno
indelebile sul sistema cardiovascolare.
I ricercatori dell’Università di Seoul hanno
analizzato i dati di oltre 9,2 milioni di
adulti, di cui circa 3,7 milioni fumatori,
seguiti per nove anni. Quasi uno su quattro
aveva iniziato a fumare prima dei 20 anni e
circa il 2 per cento addirittura prima dei 15.
In questo enorme campione, i forti fumatori
che avevano cominciato prima dei 20 anni
avevano un rischio di infarto più che
doppio, un rischio di ictus superiore del 70-
80 per cento e unamortalità complessiva
superiore dell’80 per cento rispetto ai non
fumatori.
Il messaggio è chiaro: a parità di sigarette
fumate, iniziare prima aumentamolto il
rischio di andare incontro a eventi
cardiovascolari e mortalità.
La ragione sta probabilmente nel fatto che
l’adolescenza è una fase di particolare
vulnerabilità biologica, in cui il fumo può
accelerare l’aterosclerosi quando le arterie
sono ancora in sviluppo, alterare inmodo
più marcato l’endotelio, la parete che
riveste i vasi, e determinare una
«impronta» infiammatoria cronica con un
permanente danno vascolare.
Si conferma ancora una volta il detto «la
prima è la peggiore».

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