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Concludendo: VOTARE NO. Come dice Dacia Maraini: “Vedo una voglia di punire le toghe e limitare la loro libertà”

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di Giancarla Codrignani, giornalista e politologa, già docente e parlamentare

il superamento dei diritti democratici imposto da poteri arbitrariamente egemoni e il tentativo di dire che non tutto è perduto. CHE COSA POSSIAMO FARE? Terribile che anche i governi (anche l’Ue, tranne la Spagna) accettino di ragionare (?) su una guerra che viene da loro stessi definita “fuori dal diritto internazionale”. Solo Antonio Sanchez ha avuto il coraggio della coerenza: anche ognuno di noi deve assumere la postura della “schiena dritta” e se è illegittima perché debbo legittimarla deprimendomi? intanto vediamo che cosa succede e se non succederà niente consideriamo le invasioni che abbiamo subito anche noi: i dazi, l’uscita dalla Nato degli Usa, il rincaro dei prezzi del materiale energetico e non solo, il consumo delle scorte, forse l’inflazione.
La PREVENZIONE: NON DIRE CHE NON POSSIAMO FARCI NIENTE.
Se per l’ottomarzo a Bologna c’è stato un corteo di 10mila partecipanti, qualcuno deve domandarsi come e perché significa organizzare (e frequentare) manifestazioni. Il sistema è da buttare perché fonda l’economia sulle armi? L’ambientismo può aiutare a trasformare l’economia. Ecologia e sostenibilità non sono solo valori, sono business che si forma già nelle piccole imprese, nelle app finalizzate, nell’innovazione dell’azienda agricola, nella progettazione di bonifica dei terreni avvelenati dai veleni della guerra, per arrivare al rilancio della cooperazione e delle buone pratiche delle amministrazioni locali. Di fatto noi europei vogliamo produrre armi, oltre a quelle che comperiamo da Trump per farci carico dell’Ucraina, incentiviamo Leonardo e le altre imprese belliche: e per fare cassa lo stato taglia le spese ambientali. Per fare profitto – spiace dirlo, ma se non siamo ipocriti è vero –  troviamo altri modi, partendo dal basso e sollecitando il ceto politico. ****** La Chiesa: il Signore faccia tacere le armi e gli uomini si riconcilino. E se non lo fa? Colpa di chi non prega abbastanza? Nel 2026 quanti credono che basti pregare? Eppure il papa ha ragione: ciascuno deve credere che ce la faremo e dare senso alla speranza. ****** PERCHE’ LA GUERRA VA RIPUDIATA. Se un missile americano ha colpito la scuola media femminile di Minab, nel Sud/Iran, uccidendo 160 ragazzine – un crimine contro l’umanità (l’ha detto Guterres Onu) – leggiamo la nostra Costituzione e domandiamoci se il ripudio vale solo in Italia.
Oggi si presenta automatizzata, è diventata informatica e satellitare: per l’Intelligenza artificiale (a cui affidiamo ogni attività e provvediamo a licenziare) il nucleare è un’arma come le altre. Aveva ragione chi ha rifiutato l’uso invasivo del cellulare, oggetto prezioso di cui si doveva imparare l’uso come è stato per l’automobile il codice della strada. “Meglio i generali del Pentagono – che sanno che cosa è la guerra – che i mostri ipertecnologici come il caccia Tempest in cui è molto se alla guida c’è un pilota umano o le modalità operative tra Netanyahu e Trump per indirizzare gli assassinii di vittime prescelte. Se si colpisce impunemente la scuola vicina alla caserma, si elimina la legittimità perfino del Codice di guerra; se si distruggono i centri di desalinizzazione dove non c’è altra acqua coerente condannando la popolazione civile alla sete, si accetta che la legalità sia fatta da un solo leader suprematista. Sono sempre i nostri diritti: subiremo la stessa sorte se non paghiamo i dazi. ****** IRAN. Trump era comparso per comunicare che bombardava Teheran con un cappellino bianco, era meglio il rosso: lo stratega pazzoide ha seguito l’incitamento di Netanyahu pensando a una nuova occasione di far soldi: petrolio e gas saranno suoi, li venderà solo lui, genio del Maga. E l’aumento dei prezzi lo pagheranno gli americani (non quelli ricchi) e gli europei coglioni. Lucio Caracciolo era stato i primo a prevedere il caos. Probabilmente anche lui si aspettava un Trump non diciamo prudente, ma interessato a trarre il massimo vantaggio con il minimo sforzo: ha promesso che la guerra durerà poco: l’aveva detto anche per l’Ucraina. Per giunta ha contro i generali del Pentagono – che hanno confermato che non c’erano prove che l’Iran stesse per attaccare” – e ubbidiscono agli ordini. La diminuzione del consenso e le sanzioni della Corte suprema gli importano poco, anche se sono stati accolti con tutti gli onori i corpi di sei soldati americani che ci hanno rimesso la vita e gli ayatollah iraniani hanno nominato il figlio di Khamenei mentre dovevano aspettare la scelta di Trump. Quando sempre lui raccontò agli americani le bombe sull’Iran al suono della macarena, rese possibile pensare una prece per Khamenei. ****** ISRAELE. Netanyahu è l’anima nera, alleata e complice. Pro domo sua: nella maniera peggiore ha deciso il suo Make Israel great again, l’aspirazione di Bibi di diventare re David che completa il Regno biblico con Giudea e Samaria, mentre si tratta di invasione, costi quel che costi, della Cisgiordania mediante espulsione dei legittimi proprietari e violenze dei coloni contro le proprietà altrui, inaccettabili e impunite. Meditava già l’invasione del Libano, infelice vicino di casa più volte (1978, 1982, mentre l’elezione di Barak portò al ritiro nel 2000, poi si riprese il 2006), aggredito per conquistare una fascia di difesa oltre le frontiere del grande Israele esteso alla Galilea, a costo della distruzione di Beirut, per sterminare Hezbollah. Non può essere lasciata fuori dal conto delle atrocità di cui si spera dovrà rendere conto alla Corte Penale Internazionale il massacro continuato e sempre più disumano della Striscia di Gaza che molti chiamano “genocida”, termine probabilmente improprio, ma che non solo gli israeliani, ma gli stessi ebrei debbono permettere senza offendersene. ****** IL MEDIORIENTE. Contesto dentro la guerra, cioè “le guerre”. L’Iran non è il Venezuela. Qualcuno spera ancora che cada il regime dei pasdaran. Spera invano, perché il movimento libertario non ha leader e tanto meno partiti di riferimento: con lo slogan bellissimo “donna, vita, libertà”, non si va da nessuna parte contro il terrore repressivo. Nessuno parla degli Houthy, signori nello Yemen (tuttora insanguinato dalla lunga guerra Nord contro Sud) da sempre autori degli attacchi ai cargo del petrolio nello Stretto di Hormuz, adesso chiuso dall’Iran con il petrolio subito schizzato a danno del mondo intero. C’era già una guerra lì dietro, tra Pakistan (paese nucleare, grazie agli americani) e Afganistan – Collera in nome della giustizia – e Islamabad rivendicava stragi di talebani. L’Iraq è sempre quello delle contraddizioni: ancora memore della guerra Iran/iraq (1980-88 mentre l’elezione di Barak portò al ritiro nel 2000), governato da sunniti, ma in maggioranza sciita. Trema la Giordania, mentre tutti i paesi sunniti legati alle politiche petrolifere sono oggetto di attacchi iraniani, a cui replicano senza volontà di peggiorare definitivamente la situazione. ****** MINACCE: SUBIRLE. O REPLICARE? L’Iran costituiva una minaccia per la sicurezza di Israele e degli Usa? Gli Usa hanno fatto bene a bombardare Saddam Hussein nel 2003 e Muhammar Gheddafi nel 2011? E quando nel 1953 la Cia attuò il golpe contro il governo Mossadeq per intronare Reza Pahlavi? O anche nel 1979, quando Khomeini, il primo ayatollah di governo prese il potere?
L’Iran è persiano, indoeuropeo come noi, con qualche secolo in più di storia e difende l’Islam sciita. Peccato che l’Arabia Saudita preferisca rapportarsi a Netanyahu. Da qualunque parte la si prenda, Trump e Netanyahu hanno aperto una brutta storia e l’Iran si è giustificato con i paesi vicini aggrediti dai suoi droni: per dissuaderli dallo stare con gli americani sui cui hotel gli iraniani sparano.
Intanto Zelinsky lo lasceremo solo a difendere l’Ucraina per il 5° anno. Noi europei promettiamo di assisterlo se compreremo le armi dall’America e conteggeremo generosamente l’inflazione in arrivo con la crescita dei prodotti enrgetici..
L’Europa è psicologicamente bloccata: sembra non avere più l’anima. Diplomazia segregata, i popoli lasciati a boccheggiare senza segnali, il diritto internazionale rimosso e l’Onu che si trova ad avere un rivale, il Board of Peace…. Solo Sanchez ha tenuto la Spagna fuori dal masochismo e anche Starmer (Brexit) ha negato a Trump la base nell’isola Diego Garcia. Quando tutti si troveranno in stagflazione, l’Europa deciderà di difendere i propri interessi? ****** E SE VINCESSE TRUMP? L’attuale accettazione subalterna favorisce la strategia del potere che ha posto fine al diritto di guerra, troppo umanitario. Se Trump non completa rapidamente, come aveva promesso all’Ucraina, davvero si potrebbe rischiare il nucleare, ormai nell’elenco delle armi “normali”. Questa guerra non può durare all’infinito.
Dobbiamo ancora pensare come noi civili – lontani o vicini ai fronti – potremo scampare. Cipro, isola divisa, è Ue ed è già sotto tiro. Certo rinnovare la formazione della nonviolenza e la disobbedienza civile. Anche il personale della difesa dovrà assumere una responsabilità condivisa dell’obbedienza giurata. Ma chi pensa di intervenire seriamente, promuova al massimo la politica energetica scegliendo il green: solo l’attenzione ambientalista può imporre ai governi la sola politica economica ed energetica alternativa alla produzione sempre più incentrata sulla produzione di armi. ****** LA CINA E LA RUSSIA si tengono fuori. Giustamente. Ma l’opinione pubblica non deve farsi idee al riguardo. Le Cina subisce gli effetti di un mondo sotto le scosse impresse dagli Usa. Intanto si tiene le terre rare, la tecnologia e la robotica, inquina meno degli altri, in cassa ha pezzi di debito americano. La Russia ha certo difficoltà sul piano economico, ma la crisi petrolifera la aiuta, le armi non sono finite e, in particolare, il dissenso non ha ancora un partito. La Russia ha lanciato un nuovo missile da crociera sull’Ucraina: dai resti recuperati sarebbe dotato di ali ripiegabili, testata di 800 chili, portata di 1.500 chilometri e velocità di crociera di circa 720 chilometri orari. Inoltre ci sono anche altre armi e con l’Iran c’è commercio di informazioni top secret. ****** International Institute for Strategic Studies: nel 2025 il budget militare mondiale ha raggiunto un nuovo record in cui l’Europa ha aumentato i propri investimenti del 12,6% in un solo anno. Al confronto spese più contenute di Usa e Russia. Anche Mosca punta a rendere più efficiente il proprio complesso militar-industriale, cercando di non gravare gli ingenti costi bellici sulle pressioni fiscali interne. Comunque la spesa militare rappresenta il 7,3% del pil russo, più del doppio rispetto al 3,6% del 2021, anno precedente all’invasione dell’Ucraina. Risponde per l’Italia il ceo di Leonardo, l’ing. Cingolani: Non ci sono pace e sicurezza senza una vera deterrenza. A chi aumentare la produzione di armi? A noi…. ****** C’è chi impiega il tempo a ragionare se Trump è davvero matto. Di solito quelli come lui si possono incontrare in manicomio: si credono Napoleone e girano con il braccio dentro il bavero. Sono Napoleone. Noi in Italia abbiamo avuto un presidente della Repubblica di cui ha parlato Concita De Gregorio (Repubblica 27.04) che fu per qualche mese al seguito di Cossiga come giornalista e lo aiutò a portare un libro affettuosamente dedicato dall’allora nostro presidente della Repubblica al col. Tejero dopo il tentato golpe in Spagna, a cui voleva telefonare subito (forse bloccato in tempo dal cerimoniale. Ho avuto analoghe esperienze con Francesco Cossiga e tutti in Parlamento sapevano che, appena nominato, si era portato al Quirinale la collezione di soldatini e la ricetrasmittente a bassa frequenza (tipo “qui agente x”). Concita segnala che era in cura da uno psichiatra pisano “che lo sottoponeva a trattamenti farmacologici pesanti”. Eppure ha ancor estimatori, in genere non raccomandabili sul piano democratico. ****** L’Osservatore Romano ha invitato per il 18 marzo i giovani di Roma a confrontarsi sul tema della solitudine. Le domande: “Che cos’è questo tormento? I nostri ragazzi tra solitudine e isolamento: tu quando ti senti solo? “. Cosa si prova a sentirsi soli pur stando vicini agli altri? Io niente / Io stasera / Io sempre / Io con più niente di mio (mio) / Io e nient’altro che io:   Marracash senza paradosso pubblica in un album intitolato Noi, loro, gli altri “La musica resta spunto per leggere la realtà con i loro occhi e per aprire in noi domande nuove”. E’ reale e quotidiana la difficoltà della comunicazione: come equilibristi sul filo della vita, riconoscersi vulnerabili, lavarsi i panni dagli inganni del successo e riscoprirsi di fronte all’ansia da performance”. DEBBO CONFESSARE CHE MI SENTO MORTIFICATA DI NON TROVARE UN INVITO COSI’ IN UN CIRCOLO PD. ****** Europa / Vannacci. Al Parlamento Europeo è entrato nel gruppo di destra estrema Europa delle Nazioni Sovrane, con 23 membri, tra cui l’AfD, espulsa dal gruppo Identità e Democrazia a maggio 2024 ,dopo che il suo leader di allora, Maximillian Krah, aveva dichiarato in un’intervista che non tutti coloro che indossavano un’uniforme delle SS erano criminali di guerra. Dalla Polonia sono arrivati tre membri di Konfederacja, antiabortista, anti-femminista, antimmigrazione. Tre bulgari, del partito Revival (Rinascita), due slovacchi del Movimento Repubblica, un ceco, un lituano, un’ungherese e la francese Sarah Knafo di Reconquête, che è la compagna di Éric Zemmour candidato sindaco di Parigi. L’italiano Vannacci, uscito dalla Lega ha fondato Futuro Nazionale piazzato al 3%. ******. I bambini della casa nel bosco ha sostituito la saga di Garlasco che è stata un’evidente arma di distrazione di massa. Ovviamente i bambini strappati alla famiglia e la mamma allontanata sono problemi seri, soprattutto perché si tratta di un caso umano su cui si è espressa la magistratura che, anche se ha le competenze richieste, è il nemico da abbattere con il referendum. Quindi i magistrati si debbono difendere dall’arrivo del ministro Nordio con intanto punitivo. Non si tratta di discutere accademicamente, ma di ragionare sulla situazione dei minori in Italia. I dati Istat 2024 rivelano che – escludendo gli immigrati – oltre due milioni di minori vive in famiglie a rischio povertà o esclusione sociale e che sono 18.081 i soggetti accolti in comunità residenziale, un dato al netto dei MSNA (i minori immigrati soli). I “bambini della casa nel bosco” non sono deportati più degli altri. Un problema di coscienza sapere dei diciottomila (duemila in più del rilevamento del 2022). Che il ministro Nordio e la premier hanno nei dati del rapporto preparati dallo staff. ****** Italia / Cultura. il presidente della Biennale Buttafuoco, uno di destra-destra, ha deciso l’apertura del padiglione russo. Il ministro Giuli si è opposto duramente. La Picerno ed altri europarlamentari Pd sono d’accordo con il ministro. Quasi tutti i governi europei hanno in una lettera espresso il dissenso secondo una loro cultura che nega la funzione pacificatrice della cultura. Ovviamente come per Israele, “ovviamente” indiscussa. ****** Ultimo femminicidio, il compagno, reo confesso, non aveva ancora il braccialetto a cui era stato obbligato. A febbraio la vittima era finita in ospedale con sette costole rotte. Ma perché uno di 67 anni si deve sentire violento con una brava signora di 50 solo perché non vuole più stare con lui? ****** Ultimo caso di violenza, questa volta in carcere. Al minorile di Casal del Marmo: ripetute violenze come pestaggi, schiaffi, pugni, aggressioni con sedie, bastoni e perfino estintori su tredici detenuti stranieri, tra i 15 e i 19 anni. Dieci agenti indagati. ******  IMMIGRAZIONE incominciamo dal regime di polizia dell’Ice di Trump nelle città democratiche: i vescovi statunitensi hanno depositato una memoria alla Corte suprema contro l’ordinanza che vieta lo «ius soli». In Europa quelli che hanno sponde nel Mediterranei il mare sapendo che continua a sommergere corpi di umani in cerca di libertà. Il governo Meloni ha dovuto digerire un decreto/flussi annnuale e ha investito denaro pubblico in un centro-deportazione in Albania che può piacere anche alla von der Leyen, ma è inaccettabile e i magistrati l’hanno fatto oggetto dei loro interventi. Per questa ragione la premier ha detto che “i magistrati liberano gli stupratori di bambini”, senza ricordare che lei ha rimandato in Libia con un aereo di Stato per non arrestarlo il generale libico Almasri, criminale ricercato e ne deve ancora rispondere. ******
Concludendo VOTARE NO. Come dice Dacia Maraini, “Vedo una voglia di punire le toghe e limitare la loro libertà”. Le toghe disturbano il governo perché sono troppi i parlamentari inquisiti e, come succede solo in Italia, troppi i Comuni sciolti da un magistrato per infiltrazione mafiosa (dal 1991al 2024 sono stati 268). La libertà del magistrato si chiama autonomia: significa che dipende solo dalla Costituzione. Falcone e Borsellino non la mandavano a dire ai governi: facevano il loro mestiere “nonostante” i governi non avessero contrastato abbastanza la criminalità organizzata. E così governanti, Parlamenti e ciascun singolo cittadino hanno bisogno del buon funzionamento della giustizia e di giudici o di inquirenti “a prescindere”. Quindi, serve la separazione delle carriere? No, in primo luogo perché la riforma Carabia consente, per “una sola volta”, il passaggio dalla magistratura inquirente alla giudicante. In secondo luogo la separazione delle carriere è questione di scuole di pensiero accettate indifferentemente da giuristi affidabili di destra o di sinistra senza grandi differenze per un profano. Quello che oggi spinge l’accademia a cedere il passo alla coscienza politica è l contesto. L’Italia non aveva mai avuto la destra reazionaria al governo (fino al 2019 il Msi aveva poco più del 4%), per giunta un governo maggioritario la cui premier mostra di voler comandare più che governare. Chiara la sua ignoranza dell’indipendenza costituzionale della magistratura, se non perde occasione di criticare, offendere e dileggiare i magistrati abusando del suo potere. Se in questo Parlamento ci sono 34 parlamentari condannati o imputati e indagati, ma indiscutibilmente eletti (10 leghisti, 8 FdI, 6 Forza Italia, 4 Pd, 3 Italia Viva, 2 Moderati, 1 M5S), risulta evidente che il governo teme la magistratura, di cui ha bisogno. Proprio l’aggressività con cui esprime la sua volontà nel voto referendario dimostra l’ansia per il referendum e per i provvedimenti che verranno subito dopo. E’ già pronta una riforma che sottrarrà la Polizia giudiziaria al magistrato inquirente (l’art. 327 Cpp garantisce che “il pubblico ministero dirige le indagini e dispone direttamente della Polizia giudiziaria”) ripristinando il codice Rocco. Altra tappa – prevista a breve, prima della fine legislatura – la riforma del premierato e l’ombra dell’influenza nella nomina del futuro Capo dello Stato. Prospettive che non rassicurano la stabilità dei valori democratici, lo stato di diritto, il bilanciamento delle garanzie, l’uguaglianza del cittadino davanti alla legge (i condannati per la strage della stazione di Bologna sono dei tuoi). Poi, cara Meloni, sarai brava a far teatro, ma non ti si può assolvere dell’aver mentito troppo.
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