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Ravenna : medici non carcerieri

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Ravenna : medici non carcerieri
Sanzionati per aver dichiarato peste il morbo corrente…
Basta “caccia alle streghe”…
La storia si ripete; pare che il tribunale di Ravenna abbia ritenuto giusto sanzionare i medici dell’ospedale accusati di quello che sappiamo, cio’ di aver fatto i medici (primum non nocere) ; andiamo per gradi:
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Le sanzioni proposte dai pp mm sono state ridimensionate
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Si vedrà poi in secondo grado ed eventualmente in cassazione cosa rimarrà di queste sanzioni
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Senza aspettare il secondo ed il terzo grado noi anticipiamo, o meglio ribadiamo, il nostro punto di vista
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Stiamo “sul pezzo” senza rivangare il passato; infatti non possiamo criticare il giudice di oggi per quello che hanno fatto giudici di Ravenna ieri (vedi processo amianto /Enichem quando il tribunale dichiarò che “il fatto” -cioè la strage operaia colposa-“non sussiste…”
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Dunque : la giudice di oggi sospende tre medici e vieta agli altri di svolgere il compito oggetto della inchiesta dal quale peraltro la Ausl pare abbia già esonerato i medici in attesa di eventuali appelli; che velocità …è la stessa Ausl che non risponde da tempo immemorabile alle nostre richieste di accesso ai rapporti semestrali sulle carceri romagnole (ed altro) , ma di questo parleremo a breve, nei prossimi giorni
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Ci “dispiace” per loro ma di medici carcerieri le istituzioni non ne troveranno mai ! ne sospendono otto ? si vedrà se troveranno “medici penitenziari” …
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La giudice, nonostante la complessità della vicenda, non ha ritenuto di avviare una ctu nel corso della quale i periti della accusa e della difesa avrebbero potuto confrontarsi e soprattutto acquisire tutti gli elementi utili per valutare ; il procedimento a monte delle sanzioni comminate è stato, per usare un eufemismo, “sommario” ; la valutazione affidata alla polizia ; i decisori si sono fatti influenzare da elementi di contesto che hanno interpretato male e, in un certo senso, nella maniera “ideologica” che imputano ai medici certificatori ; se un medico dice, in una conversazione privata, “sbirro maledetto” questo significa che la sua prognosi è sbagliata ?
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Per valutare la fondatezza o meno delle certificazioni di non idoneità occorrerebbe richiamare a visita tutte le persone ritenute non idonee (non si sa più se 34 o 40) e visitarle nuovamente una per una; come la giudice ha valutato la fondatezza delle certificazioni? in base alle sue personali conoscenze in materia di medicina, psichiatria, infettivologia, ecc.? o si è fatta fuorviare da una interpretazione soggettiva delle chat?
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Addirittura: una dottoressa ha detto di essere anarchica e antifascista; certo è un “grave indizio”; c’è stato un periodo in cui gli anarchici , in occasione di manifestazioni istituzionali venivano carcerati in prigione o on manicomio…; la prossima volta il governo assuma medici fascisti e monarchici; avrà delle refertazioni diverse?
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Alcuni denigratori dei medici continuano a parlare di certificati “taroccati”, altri parlano di certificati incompleti; intanto sono due cose diverse ma per i colpevolisti a priori l’importante è “gettare fango” prassi a cui sono avvezzi facilitati anche dalla loro ignoranza (che non è una attenuante)
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Tra i medici sanzionati si percepisce una preoccupazione : argomentare in maniera chiara e approfondita ; e , considerato il profilo degli “interlocutori” questo è un problema; infatti nelle istituzioni totali (le carceri italiane-dicono persino i sindacati degli agenti penitenziari ormai non
sono più carceri ma camere mortuarie) allertare circa il rischio suicidario anche in maniera molto esplicita è risultato inutile; vedi la dichiarazione in parlamento del ministro della repubblica Nordio sul “suicidio” di M.C. nel carcere di Ancona !
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La valutazione di idoneità è stata affidata a medici infettivologi? Cosa c’è dietro questa scelta (scelta del “committente” , scelta rimasta però delusa) se non quella prassi della cosiddetta medicina penitenziaria ottocentesca (ancora oggi in auge) che si preoccupava non della salute dei detenuti ma del rischio che una eventuale epidemia, per esempio di colera, potesse sorgere in carcere e poi diffondersi fuori dal carcere; ai medici infettivologi di Ravenna è stato posto un quesito “pesante” e in effetti più congruamente proponibile alla attenzione di una èquipe multidisciplinare che abbia i mezzi per indagare tutti i rischi , non solo infettivi ma anche psicosociali;
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Ai medici viene posto dunque quotidianamente un quesito “diabolico” : la persona che visitano reggerà il distress di una carcerazione ingiusta? il medico infatti , giustamente, si sente responsabilizzato anche circa la previsione che la reazione psicologica della persona possa portare all’autolesionismo o al suicidio; ma questo rischio , come abbiamo visto, non è nelle preoccupazioni delle “istituzioni totali”
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Il Tribunale di Ravenna è a conoscenza della presa di posizione della Federazione nazionale degli ordini dei medici ? Non si può chiedere ai medici di condividere la privazione della libertà sulla base di un “reato” inventato dal ceto politico dei paesi ricchi contro le persone che provengono da paesi poveri
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i medici di Ravenna hanno correttamente valutato anche oltre il rischio infettivologico (e gli strumenti per farlo sono alla portata di tutti i medici anche se alcuni specialisti possono avere maggiori strumenti di previsione)
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DUNQUE I MEDICI DI RAVENNA , FINO A PROVA CONTRARIA, HANNO RISPOSTO AL LORO DOVERE DEONTOLOGICO: e dobbiamo ancora una volta prendere atto che il dovere deontologico medico va in rotta di collisione con le politiche liberticide di un certo ceto politico
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Che , secondo i soliti “organi informazione” tempestivamente “bene informati” alcuni dei soggetti dichiarati non idonei abbiano commesso altri reati (quali?) è un dato che non ha nulla a che fare con la idoneità/non idoneità; sarebbe come dire: se una persona con una tbc bacillifera(ovviamente è un esempio teorico) dichiarata non idonea ad essere reclusa in un cpr commette un reato questo è “colpa del medico” ; certo per accattivare la simpatia del partito del “buttare la chiave” è stato decine di volte citato quell’immigrato che fuori dal cpr ha (o avrebbe?) continuato ad agire molestie sessuali; ma tutti , persino il governo, sanno che in Itali (anche a Ravenna) ci sono italiani che hanno fatto molestie sessuali ma che non sono finiti in un cpr ; LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI ; QUANTI POI DEI REATI COMMESSI SONO REATI NON CONTRO LA PERSONA MA CONTRO LA PROPRIETA’ PRIVATA E QUINDI INCENTIVATI PROPRIO DALLE LEGGI CRIMINOGENE IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE ? ci risulta che siano la stragrande maggioranza
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Riteniamo dunque i provvedimenti del tribunale di Ravenna infondati e ingiusti; auspichiamo che vengano appellati, revisionati e respinti
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LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI : stessa condotta, stesso reato, stessa sanzione; il reato di “immigrazione clandestina” non esiste e non esisteranno mai medici che avallano pratiche che danneggiano la salute delle persone
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Un consiglio , disinteressato, alla “magistratura giudicante”: rileggere (o leggere per la prima volta?) la deposizione del dr. Sigmund Freud , perito del tribunale di Vienna al processo in cui erano imputati gli “psichiatri torturatori” dell’esercito austroungarico ; quella volta i medici furono condannati ma il dibattimento fu equo e non sommario ; AUSTRIA (1919) FELIX ???
Encomio e non sanzioni per i medici di Ravenna; la verità è scomoda ma prevarrà.
Vito Totire, medico del lavoro/psichiatra, portavoce Centro F.Lorusso via Polese 30 40122 Bologna
Ravenna/Bologna, 16 marzo 2026

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