Cannabis e tabacco riducono il volume cerebrale
Uno studio su oltre 72.000 persone collega il consumo di cannabis e tabacco a modifiche strutturali del cervello, con possibili effetti su emozioni, memoria e salute mentale nel lungo periodo.
di Arnaldo Iodice

Un’ampia revisione scientifica internazionale riaccende il dibattito sugli effetti neurologici delle sostanze psicoattive più diffuse al mondo. La ricerca, guidata da K. Sawyer e colleghi e pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Addiction, ha analizzato in modo sistematico decine di studi precedenti attraverso una revisione sistematica e meta-analisi preregistrata secondo gli standard PRISMA.
Gli autori hanno esaminato dati provenienti da banche scientifiche internazionali come Scopus, PubMed e PsycINFO fino al settembre 2024, confrontando consumatori di cannabis, fumatori di tabacco e soggetti che utilizzano entrambe le sostanze. La ricerca ha analizzato oltre 103 ricerche indipendenti, mostrando che cannabis e tabacco, consumati sia separatamente sia insieme, sono associati a una riduzione del volume in specifiche aree cerebrali. I dati suggeriscono che l’impatto non riguarda solo la dipendenza o il comportamento, ma anche la struttura fisica del cervello. Le modificazioni osservate interessano regioni fondamentali per emozioni, motivazione e capacità cognitive, aprendo nuove prospettive sul legame tra uso di sostanze e salute mentale a lungo termine.
Le aree cerebrali coinvolte e i possibili effetti cognitivi
I ricercatori hanno osservato che i consumatori abituali di cannabis presentano spesso un’amigdala più piccola, struttura profonda del cervello coinvolta nella regolazione delle emozioni e nelle risposte di paura e difesa. Parallelamente, il consumo regolare di tabacco è risultato associato a variazioni di volume in diverse regioni chiave, tra cui amigdala, insula e pallido, aree implicate rispettivamente nell’autoconsapevolezza emotiva, nell’integrazione delle sensazioni corporee e nella motivazione al movimento.
L’analisi ha inoltre evidenziato un elemento particolarmente rilevante: nel tempo, i fumatori mostrano un declino più rapido del volume della materia grigia rispetto ai non consumatori. Poiché la materia grigia rappresenta un indicatore centrale della salute cerebrale ed è strettamente collegata a memoria, attenzione e benessere psicologico, una sua riduzione potrebbe tradursi in effetti persistenti sul funzionamento cognitivo ed emotivo dell’individuo.
Triangolazione scientifica e implicazioni per la salute pubblica
Lo studio ha coinvolto oltre 72.000 partecipanti e ha combinato tre approcci metodologici: studi trasversali, studi longitudinali e analisi di randomizzazione mendeliana basate su dati genetici. Questa “triangolazione” delle evidenze ha rafforzato l’ipotesi di un legame diretto tra consumo di sostanze e cambiamenti strutturali del cervello.