di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma
Nella scoperta di farmaci con metodi convenzionali, nove farmaci su dieci che entrano nella fase di sperimentazione sull’uomo falliscono per due motivi: il farmaco non produce effetti duraturi oppure causa effetti collaterali e tossicità imprevisti. Il danno epatico indotto da farmaci rimane una delle principali cause di fallimento delle sperimentazioni cliniche sull’uomo, con oltre il 20% dei farmaci promettenti che falliscono a causa di problemi di tossicità non rilevati dai tradizionali test sugli animali.”
“Attraverso un progetto nazionale collaborativo che include nuove tecnologie sperimentali e computazionali sviluppate presso l’Università del Michigan, i ricercatori mirano a ridurre questo tasso di fallimento e a migliorare il processo di valutazione della sicurezza dei farmaci, rivoluzionando in definitiva il modo in cui i farmaci vengono sviluppati. . . . Questo progetto nazionale [che utilizza organoidi epatici umani e modelli cardiaci simili combinati con l’intelligenza artificiale predittiva e modelli matematici basati sulla fisiologia] . . . ‘rappresenta un cambiamento fondamentale nel modo in cui valutiamo la sicurezza dei farmaci’, . . ‘Utilizzando organoidi epatici umani derivati da diverse popolazioni di pazienti, possiamo testare potenziali farmaci in sistemi che riflettono effettivamente la biologia umana.’” “I modelli sviluppati e addestrati dal team dell’Università del Michigan possono prevedere il rischio di tossicità epatica con una precisione di circa il 90%. I metodi tradizionali precedenti raggiungevano una precisione di circa il 50% e richiedevano mesi anziché giorni. Tutto questo avviene prima che un farmaco passi alle costose sperimentazioni cliniche. Questi test precoci e più accurati possono migliorare i processi in ogni fase dello sviluppo di un farmaco, fornire farmaci più sicuri e potenzialmente ridurre i costi dei medicinali, diminuendo gli errori nella previsione della tossicità. Il successo di questi modelli ridurrà anche la necessità di test sugli animali, che spesso non riescono a prevedere le risposte umane