di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma
Il 18 marzo è stata celebrata la giornata mondiale del riciclo, emblema del nuovo corso dell’economia basato sul modello circolare in luogo del modello lineare. Gli indicatori principali riguardano il riciclo dei rifiuti urbani e degli imballaggi ed il tasso di uso circolare dei materiali elaborato da EUROSTAT, che misura la quota di materiali recuperati e reimmessi nell’economia rispetto al consumò complessivo. L’Italia con il suo 21% nel 2023 supera di 9 punti la media europea del 12% e si colloca al terzo posto dopo Olanda e Belgio. Per quanto riguarda il riciclaggio dei rifiuti urbani l’Italia si attesta intorno al 50 % ( con un conferimento in discarica del 16%:solo 7 Paesi fanno peggio dell’Italia)
Circa questo ultimo dato ben 21 Paesi si collocano oltre il 10%,(obiettivo europeo da conseguire entro il 2035) e di questi 17 fanno registrare un incremento della produzione del. 50%..Le cose vanno peggio per l’Italia nel valore % di riciclaggio nazionale: appena il 52%,contro il programmato 55 % nel 2025 e 60 %nel 2030,con due eccezione, gli imballaggi, riciclati in Italia al 76%,ben oltre i programmi europei ed i materiali da costruzione riciclati all’81%ben oltre la media europea del 70%