Vai al contenuto

Plastica, residui farmaceutici ed alimentari, scarti di ogni tipo-obbliga a bonifica delle coste, prevenzione e cura

  • di

di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma

Il Mediterraneo rappresenta una realtà scientifica economica e sociale, una comunità vorrei dire, che per le problematiche che pone può quasi essere considerata un modello. L’acqua da un lato è vita ed aguzza l’ingegno, dall’altro può divenire uno strumento di rovina e distruzione. Oltre alle esecrabili ragioni razziali e di odio fra i popoli, le guerre in M.O. sulle alture del Golan nella valle del Giordano sono anche legate al controllo delle poche risorse idriche

L’inquinamento nelle sue forme più tradizionali, ma anche più recenti-plastica, residui farmaceutici ed alimentari, scarti di ogni tipo-obbliga a considerare la bonifica delle coste, la prevenzione e la loro cura. I recenti dati scientifici dimostrano che continuando a ritardare gli interventi il rischio di oggi, sostanzialmente ambientale, diventi -come già si intravede- anche sanitario a causa dei processi di inalazione e ingestione degli inquinanti più mobili ed accumulabili.

Le differenze e diseguaglianze in termini di risorse disponibili e di economia fra la sua riva settentrionale e quella meridionale richiedono interventi di collaborazione partecipata capaci di affrontare le emergenze migratorie del nostro tempo. Oggi è solo la messa a disposizione, accanto alle risorse economiche, di risorse intellettuali, di conoscenza, di capitale umano, di beni immateriali che può divenire una strategia vincente per il Mare Nostrum.

Le strade che il Convegno ha indicato ai nostri politici sono 3 sul piano scientifico: le tessere del puzzle ci sono tutte, si tratta di concretizzarne l’immagine complessiva con un approccio olistico e non deterministico; nessun indicatore da solo può indirizzare verso la strada giusta; la scienza ci ha dotato degli strumenti preventivi e riparativi necessari partendo dal principio ormai accettato del carattere complesso dell’ambiente, che ne preclude la trattazione come su sistemi semplici sul piano politico: ben vengano iniziative come quelle del ns Governo con il piano Mattei, ma non bastano: ci vuole una visione partecipata del problema con un tavolo di interlocuzione fra tutti i soggetti interessati ed una governance, diversa quindi dal governo tradizionale di processo, che li rappresenti sul piano sociale il carattere di mare quasi chiuso conferisce al Mediterraneo il connotato di risorsa distribuibile e gestibile in tutti i suoi aspetti, energetico, ambientale, sociale, turistico, financo alimentare: si tratta di attrezzarsi adeguatamente partendo dal concetto di comunità da cui siamo partiti con questo resoconto facendo del nostro Mediterraneo un esemplare ed un modello di sostenibilità.

(Visited 42 times, 1 visits today)

Lascia un commento