
“Prima la Pace!” Le basi culturali della guerra e la priorità del rispetto del Diritto
Per costruire e mantenere la pace si devono conoscere le fondamenta culturali che sorreggono la violenza e la guerra. Le radici culturali della guerra risiedono in un complesso sistema di valori, credenze, simboli e narrazioni che rendono il conflitto armato concepibile, giustificabile e, talvolta, glorificato all’interno di una società.
Non si tratta solo delle cause economiche o politiche come potenziali radici di conflitto e guerra, ma della costruzione e diffusione di una “cultura di guerra” che modella il modo in cui i gruppi umani percepiscono se stessi e gli altri. Ad esempio, la costruzione dell’identità “noi contro loro”, o il considerare la violenza una necessità per perseguire gli interessi del gruppo o della nazione sono potenti veicoli culturali che giustificano il conflitto e la guerra.
Le visioni culturali quali il nazionalismo, la supremazia culturale (etnocentrismo) o le presunte missioni civilizzatrici/religiose sono spesso usate per legittimare l’uso della forza e giustificare l’aggressione. Anche le arti e la letteratura per secoli hanno celebrato e ancora oggi celebrano le vittorie e le virtù militari, minimizzando gli aspetti drammatici della sconfitta, creando così una cultura che esalta la guerra come un’impresa gloriosa.
La cultura della guerra è quindi un sistema interconnesso di credenze e comportamenti che considera la violenza il mezzo necessario per perseguire interessi egemonici. Questa cultura insegna l’obbedienza, celebra la forza e prepara le nuove generazioni a combattere.
Al punto di evoluzione tecnologica a cui siamo giunti gli effetti dei conflitti armati sono non solo devastanti, ma colpiscono in modo sempre più diffuso e preponderante le popolazioni civili, come le guerre in atto in questi giorni in varie zone del pianeta ci testimoniano.
Infine che dire sulla guerra giusta? E’ forte il sospetto che non esista la guerra giusta, poiché la guerra genera inesorabilmente violenze, lutti, vittime, miseria, degrado umano e ambientale.
Quindi, come affrontare le controversie? Non rimane altra via per conservare e promuovere la pace che il rispetto del Diritto sia nazionale che internazionale come discrimine contro la guerra.
Il Diritto è la forza della comunità, uno scudo dei molti contro i pochi che detengono il potere e che pretendono di piegare la realtà ai loro interessi.
Riaffermiamo quindi la necessità urgente della cooperazione pacifica fra popoli e individui fondata sui principi del Diritto e del rispetto delle diversità, a scapito della competizione e della sopraffazione che sono le basi cognitive e culturali che giustificano la violenza e la guerra.
Con questo breve scritto di presentazione vorremmo costruire con voi l’evento di venerdì 2 ottobre 2026 in Sala Farnese dedicato alla Pace e al ripudio della guerra per la costruzione di un documento da presentare alle Istituzioni politiche locali e regionali che dia vita a un “forum permanente sulla pace” nella città di Bologna e che veda le Associazioni del volontariato e le Istituzioni civili alleate per la Pace.
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