di Giancarla Codrignani, politologa e giornalista, già docente e parlamentare
Un politologo americano ha messo in giro la “trappola di Tucidide” (sull’isola di Melos, un’antica Taiwan). I Greci antichi servono sempre. Oggi succedono fatti molto preoccupanti ma ci stiamo abituando a vivere come se ogni giorno potesse succedere di tutto. Nella newsletter non credo importante ripetere che, comunque, non succede niente. Solo la guerra. Quindi precede la rassegna un coro dall’Elena di Euripide, tragedia che – per il buon augurio per noi – finisce bene. Ma nel 412 a.C, mentre le due grandi potenze, Atene e Sparta, stavano per portare a termine una guerra mortale che avrebbe visto la pesantissima sconfitta di Atene; assoggettata a un governo fantoccio imposto dal vincitore, che avrebbe spento quella democrazia che oggi tentiamo, ancora una volta, di salvare. Pazzi tutti quelli che vogliono conquistare la gloria con la guerra e con le punte di ferro delle lance: basta! ponete fine ai travagli a danno degli umani! Non basta un intervento di forza: la violenza non abbandonerebbe mai le città degli uomini. Ora i grandi guerrieri dormono il sonno eterno nella terra dell’avversario, mentre era possibile risolvere a parole la contesa. Così ora loro sono sottoterra in custodia di Ade e come sotto il fulmine di Zeus bruciano le mura e dolore crescerà su dolore. (Elena,vv. 1151-64) ****** Israele / Ministero della sicurezza: Ben Kvir ha festeggiato il compleanno. La torta a forma di cappio, complimenti per la pena di morte appena legificata per i palestinesi terroristi. A condividerla anche Netanyahu. ****** Israele contro se stesso: istituzione di un “Tribunale speciale”. Come era stato fatto contro di loro. L’Europa vota contro Israele solo limitatamente a settori estremi ed estremisti di quel governo. Non ci siamo….. ****** Israele contro il Libano. Dal 2 marzo all’11 maggio si contano 2.869 morti. Oltre 100 attacchi israeliani sul Libano nelle ultime 24 ore. Confini di uno stato sovrano sempre più violati. ****** Stati Uniti / Trump. La Corte della Virginia ha annullato le elezioni dello Stato perché dice i cittadini avevano votato dopo aver approvato una nuova distribuzione dei collegi secondo la riforma dei democratici mediante un emendamento costituzionale – nel timore che, date le contestazioni, Trump voglia mettere le mani sul voto di midterm – che la Corte ritiene improprio. ****** USA / Natalità: nel 1925 minimo storico: 3.606.400. Le madri oltre i 40 superano le adolescenti. Le bianche -50%. ****** Iran: continuiamo a pensarlo come uno Stato arabo, totalitario per colpa dell’Islam. Vero, ma in parte. L’Iran è solo l’Iran. Gli ayatollah sanno che il paese non ama le dittatura (nemmeno il regno dello scià Palahwi) e hanno disposto misure di sicurezza per il materiale nucleare e per la difesa. Trump non ha capito che dopo il suo intervento – voluto da Netanyahu – anche gli iraniani democratici difendono la loro dignità. ****** Guerra Russia / Ucraina pensata a Taiwan: i nuovi droni costruiti a Taipei piacciono a Zelinsky. ****** La NATO. Ezio Mauro ricorda che i firmatari si impegnavano a salvaguardare la libertà, il patrimonio comune e la civiltà dei loro popoli, fondati sui principi della democrazia, della libertà individuale e dello Stato di diritto. E’ necessario dire che non è mai stata sentita una risposta a questo impegno e c’è difficoltà perfino ad accettare l’art.5 che prevede il principio cavalleresco del “tutti per uno”: tutti impegnati a difendere il membro offeso. In realtà era un vincolo di cui gli Stati Uniti d’America tenevano le chiavi. Periodicamente si prendeva atto della sua inutilità: è sempre costata: oggi richiesti di arrivare al 5% del riarmo pagavamo il 2%. Ma gli illusi credevano che almeno l’Europa avrebbe continuato sulla via della pace interna: la guerra “mai più”. Non si prevedeva l’aggressione russa all’Ucraina, tanto meno un presidente americano ministro della guerra. Domanda provocatoria dell’anima sovversiva: perché non approfittiamo per abolirla? ****** Le Armi: ancora sul Sipri. La spesa mondiale ha superato i 2.890 mld – vale a dire il 2,5% del Pil mondiale. Una crescita del 2,9% in termini reali. L’Ucraina che dovrebbe fare pace rivela che una delle sue aziende militari lancerà due satelliti puntando a costruire un ecosistema spaziale autonomo per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e da Starlink. Resta la proposta di invio dei suoi droni in altri teatri di guerra più o meno caldi. ****** Economia: la vecchia finanziarizzazione si rivela responsabile dei guai. Il Sole24Ore titola in prima pagina il 26 aprile: a Wall Street l’indice S&P va ai massimi, ma l’economia reale non tiene il passo. Le disuguaglianze sono cresciute in alto e in basso. I ricchi possono essere scovati, ma i super-ricchi sono troppo ricchi. In Italia sono cresciuti i paradisi fiscali: + 10%. ****** Economia ai tempi di Federico Caffè: la tecnocrazia non può condizionare la democrazia. I sistemi economici non possono accettare politiche obbligate: non è una scienza neutrale. Se sono possibili visioni del mondo diverse e diverse politiche di intervento, la cultura della libertà individuale (del principio liberale) del “libero mercato” deve estendere la libertà individuale a tutti. ****** Economia e Conflitti. Divisione nell’Opec (sempre stato in equilibrio tra sovranità nazionale e rispetto di accordi): una minaccia per l’Organizzazione mondiale del petrolio che l’Arabia Saudita l’abbia abbandonata per monetizzare la domanda. Questione da seguire: la libera contrattazione paese per paese invece dell’alleanza non favorisce la competizione, ma lo scontro e gli Emirati sono tra loro diversi e diversi i contesti. ****** Economia del dollaro: Euroclear, la finanziaria che detiene la quasi totalità degli asset russi congelati nel Vecchio continente ha deciso di accettare bond sovrani cinesi a garanzia delle transazioni effettuate con l’Oriente. Primo segnale sulle ambizioni concorrenziali delle monete? ****** Gran Bretagna: Starmer incalzato dalla richiesta di dimissioni anche dai suoi. Può cavarsela proponendo il ritorno in Europa che ha bisogno di un’alternativa al “primato tedesco”. ****** Venezuela. Il paese denuncia un estrema povertà per oltre il 31% della popolazione, ma è il 68% che non ce la fa. Poi noi progressisti ci chiediamo perché sostenevamo Maduro. Il Venezuela è uno dei paesi più ricchi di petrolio e la ricchezza va gestita. Altrimenti se la prende Trump (che è in questo caso una metafora). ****** Kosovo: sciolto il Parlamento, si va verso le terze elezioni in un anno. ****** Mali: vittima degli attacchi jihadisti che, scacciato il presidente eletto e ucciso il ministro della Difesa, imperversano, favoriti dall’avversione comune contro francesi e americani (non così i russi e la Cina). Anche in Niger e in Burkina Faso. Da dieci anni situazioni di tensione in tutto il Sahel: si rimpiange il tempo delle democrazie sperimentate ma sicure. La crisi in Mali mette in discussione la capacità della Russia di proporsi come garante di sicurezza in Africa, indebolendone la credibilità strategica. Al tempo stesso, evidenzia la necessità per Stati Uniti ed Europa di integrare sicurezza e sviluppo in un approccio olistico alla competizione nel continente. ****** Birmania: finalmente Aung Sao suu khy lascia il carcere per i domiciliari. ****** Cina: “siamo la tartaruga che batte la lepre” ecco perché vincerà. Infatti il mercato cinese dell’AI deve integrarsi nel lavoro reale con modelli open competitivi e controllo. Approccio vicino alle esigenze delle aziende come un motore da inserire nella produttività per supportare attività ad alto valore economico ****** Italia / La-Destra-Destra: “Onore a te, Volontaria, onore a te, splendida italiana”: questo è il testo della gigantografia dedicata a Marilena Grill, la giovane a cui il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha intitolato un francobollo nel marzo 2025. Fucilata senza processo dai partigiani a Torino, la ragazza è stata commemorata con un manifesto voluto dall’Asso di Bastoni, la sede torinese di CasaPound finita al centro delle cronache per la condanna legata al violento pestaggio del giornalista de La Stampa Andrea Joly. ****** Italia / Vannacci: è dato al 4%. Si preoccupa la Lega. Solo la Lega? ****** Italia / La Sinistra: Marianna Madia e Del Rio escono dal Pd. Danno il segnale dell’unità che deve restare nel fronte progressista a prescindere dal pensiero unico delle singole parti. Che sono tutte quelle che non vorrebbero vedere le strade pattugliate da Casa Pound. ****** Italia / Opposizione. Schlein vede Obama. Come aveva “visto” Sanche all’incontro dei progressisti europei. Era stata una dei giovani che avevano lavorato per Obama ai tempi della sua campagna. Doveva trovare il modo in questi ultimi anni di farsi ricevere come segretaria del partito di opposizione alla destra. Non credo sarebbe stato difficile. ****** Italia / Lavoro: l’Electrolux svedese licenzia 1.700 lavoratori. ****** Italia / Bilancio. Il 2025, secondo i dati certificati anche in sede europea, si è chiuso con una pressione fiscale pari al 43,1% del Pil: un aumento notevole delle tasse. Previsioni negative 2026: vediamo l’autunno. ****** Italia / Scuola: sistemati i contratti 2022-2024. Hanno firmato 10 sindacati. Con richieste “implicite” aggiuntive diversificate. Sistemati i dirigenti scolastici, gli universitari, i ricercatori degli enti di ricerca (tra 5.800 e 6mile euro con arretrati). ****** Legge elettorale. Annunciata come unitaria (proposta firmata dai 4 partiti maggiori), quindi può diventare una trappola se non si accetteranno gli emendamenti di sinistra. Comunque: FdI vogliono le preferenze, la Lega pone il veto, FI è per il proporzionale, mentre FdI rafforza il premio della maggioranza ****** Italia / Ambizione di leader. Giuseppe Conte, ex presidente Conte1 di destra e Conte2 repentinamente di sinistra invia comunicati-stampa sul suo stato di salute, annunciando un prossimo intervento operatorio e che tale intervento è andato bene. Non dice che intervento ha subito – tutti hanno pensato la prostata – cerca di pubblicizzarsi in modo così idiota? La Schlein non può gareggiare: grazie a dio non ha la prostata. Ma cerchi altri argomenti. ****** Italia / Garlasco. Non ancora finita la saga se tornerà per la richiesta di revisione. C’è da vergognarsi delle serate dedicate al caso dalla Rete3, rete pubblica progressista. Arma di distrazione di massa, senza approfondire il senso umano della giustizia. ****** Italia / Giustizia 1) il tribunale di Milano avverte limiti nel servizio del Gip dal 15 maggio al 30 giugno per carenza di personale ausiliario. 2) Nordio querela rete5 per aver ospitato Ranucci (che si era scusato) sul caso Uruguay, ma Marina Berlusconi “da editori pluralisti non censuriamo!” 3) Il piano casa non c’è? Pazienza, le poltrone sono tutte già pronte” (così Domani). ****** Italia / Scuola. Sciopero contro la riforma degli istituti tecnici, che smontare i principi dell’istruzione pubblica e universale. Sparisce il biennio unitario, entra una quota oraria di flessibilità per aderire alle esigenze formative delle imprese con tagli significativi alle ore di italiano, storia, geografia, lingue, materie tecniche, e aumento delle ore di alternanza scuola-lavoro. Come la scuola tecnologico-professionale del 4+2, un anno di meno mentre per acquisire un titolo di studio gli studenti dovranno pagarsi altri 2 anni formativi presso gli ITS, fondazioni private che, oltre ai normali docenti, avranno in cattedra dirigenti di aziende. Valditara ha stravolto prima i professionali, poi i licei creando impoverimento culturale di base e addestramento al lavoro in azienda. Cisl e Uil fidano nella promessa di modifiche. I licei dovrebbero aderire: anche i tecnici dovrebbero essere “licei” se la cultura della mano non nega al cervello la cultura. ****** Italia / Italiani: un imprenditore della Brianza, inquisito per i “cecchini” che tra il 1993 e il 1995 andavano “per divertimento” a sparare a civili in Bosnia, si è avvalso della facoltà di non rispondere. ****** Italia / Organizzazione: domenica alle 12 si giocano 5 partite importanti tutte alle 12. TV senza scampo. ****** Ambiente. La cementificazione del suolo fertile produce la scomparsa di 23 ettari al giorno di terreni, riduce drasticamente la capacità produttiva agricola e i servizi ecosistemici. L’Italia esaurisce le risorse naturali disponibili nell’anno. È’ l’analisi Coldiretti su dati Ispra in occasione dell’Earth Overshoot Day 2026: «Sostituendo terreni fertili con cemento, si azzera di fatto la produzione agricola locale, costringendo a importazioni che consumano più energia. Ma il suolo sigillato perde anche la capacità di assorbire CO2, regolare acqua e mantenere la biodiversità, aumentando la dipendenza da risorse fossili e importate. Nel 1970 la superficie agricola totale era pari a oltre 250mila chilometri quadrati, pari all’83% dell’intera Italia, mentre oggi si è ridotta a meno di 165mila, ovvero il 55%”. ****** “L’uomo sparirà. La terra è stanca di noi. Il punto di non ritorno è stato superato”, titolo su due pagine. Intervista a Sebastian Salgado “Non c’è vita dopo di noi, c’è vita prima di noi. Non finirà il mondo; finiremo noi. Il pianeta ha risorse incredbili, ma le stiamo esaurendo. La Terra è stanca di noi. Ha attivato meccanismi di difesa, per sbarazzarsi dell’uomo”. Non sono pessimista, ma ce le mettiamo tutta a non impegnarci meglio. ****** Conseguenze. In Ciad almeno 42 morti e 10 feriti in scontri per un pozzo. Inizia la guerra per l’acqua. ****** Nuove Tecnologie. Elon Musk peggio di Trump: intenta causa a Open di Altman (si rifiuta di rimuovere i blocchi di sicurezza pensati per impedire l’uso dei propri software nella gestione di armi autonome o in programmi di sorveglianza di massa) e, da padrone di SpaceX, oppone il rischio dell’estinzione dell’umanità (e il giudice gli dice che non deve toccare l’argomento), ma lui si sente deus ex machina. Peccato che, possedendo un impero virtuale, potrebbe fare cose terrificanti. Ed è più matto di Trump. Questi sono i veri pericoli. ****** Approfondimento Il 3 maggio ricorreva la Giornata mondiale per la libertà di stampa. L’Alta rappresentante Ue per la Politica estera denuncia il 2025 come “l’anno più letale di sempre per i giornalisti“. Questa ricorrenza che rappresenta il simbolo dell’informazione libera e della responsabilità democratica fu proclamata nel 1993 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ma storicamente evoca il seminario tenuto nel 1991 a Windhoek, in Namibia, da cui nacque la Dichiarazione di Windhoek, per impegnare al pluralismo e libertà dei media, pilastri dei diritti umani: ogni individuo ha diritto di esprimersi liberamente e di cercare, ricevere e diffondere informazioni senza frontiere. Ci sono Paesi riconosciuti “non liberi”, soprattutto tra Asia e Africa: “Sebbene molti diritti e libertà siano stati limitati negli ultimi due decenni, la libertà di stampa, la libertà di espressione personale e il giusto processo hanno subito gli impatti più gravi. Colpi di stato, conflitti armati, attacchi alle istituzioni democratiche da parte di leader eletti e l’intensificarsi della repressione da parte di regimi autoritari sono stati i principali fattori di deterioramento durante questo ventennio”. Così l’ultimo rapporto “Freedom in the world 2026”, confermato da Reporter senza frontiere. “Il 2025 è stato l’anno più letale mai registrato per i giornalisti in tutto il mondo. L’uccisione di giornalisti e professionisti dei media – come abbiamo visto nella guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e negli attuali conflitti in Medio Oriente, recentemente a Gaza e in Libano, nonché in Africa – dovrebbe essere oggetto di indagini approfondite e i responsabili devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni“, ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in occasione della Giornata. “Il diritto all’informazione – ha spiegato – è sempre più minacciato. Le intimidazioni – sia online che offline – insieme alle cause legali strategiche contro la partecipazione pubblica rischiano di favorire un atteggiamento di autocensura tra i giornalisti. Condanniamo le intimidazioni e le repressioni nei confronti dei giornalisti perpetrate dai regimi autoritari in tutto il mondo, in particolare la violenza e la repressione da parte del regime iraniano. I governi devono istituire un solido quadro giuridico per proteggere i propri giornalisti da procedimenti giudiziari abusivi“. Fondamentale il ruolo della democrazia. Essa, ha detto ancora Kallas, “Non può esistere senza una stampa libera. I media indipendenti sono un pilastro fondamentale di ogni società democratica. L’accesso ai media, insieme alla libertà di espressione, non sono semplici vantaggi accessori, ma diritti umani fondamentali. Il diritto internazionale è chiaro: i giornalisti devono essere protetti in ogni momento. Devono poter svolgere il proprio lavoro liberamente, senza indebite interferenze, senza timore di violenze, molestie, intimidazioni, persecuzioni o espulsioni. Ciò è particolarmente importante nelle zone di conflitto, dove i giornalisti fanno luce sulle realtà della guerra, comprese le atrocità e i potenziali crimini di guerra”. Pertanto, l’Unione europea “ribadisce il proprio fermo impegno a difendere un giornalismo libero, pluralistico, indipendente e di qualità contro queste crescenti pressioni”, ha concluso l’Alto rappresentante. Ovviamente la libertà di stampa è la libertà di opinione, cioè la libertà politica di ciascuno e di tutti e, se si dice che ne uccide più la parola che la spada è il rischio della libertà della polis. GC |
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