Papa Leone all’Università “Sapienza” di Roma, davanti agli studenti e ai docenti, in merito a quanto sta succedendo a livello internazionale, cosi si pronunciava:
«A chi è più adulto il malessere giovanile domanda: “Che mondo stiamo lasciando? Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra. Si tratta di un inquinamento della ragione, che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale. La semplificazione che costruisce nemici va allora corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria. In particolare, il dramma del Novecento non va dimenticato. Il grido “mai più la guerra!” dei miei Predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali. Ad esempio, nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune. Occorre inoltre vigilare sullo sviluppo e l’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile, affinché non de-responsabilizzino le scelte umane e non peggiorino la tragicità dei conflitti. Quanto sta avvenendo in Ucraina, a Gaza e nei territori palestinesi, in Libano, in Iran descrive la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento. Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale “sì” alla vita». Mente le parole del Papa sono franche e decise, c’è in atto una campagna bellicista in Italia a favore del riamo indiscriminato, diciamo una vera e propria lotta contro il pacifismo. Il “Corriere della Sera” ne è un esempio e lo fa con due editoriali di giornalisti di punta del quotidiano: lo storico Ernesto Galli della Loggia e il politologo Angelo Panebianco. Gli articoli sono stati pubblicati in prima pagina per due lunedì successivi, il 4 e l’11 maggio, dove denunciano il pericoloso impegno rappresento degli artigiani della pace. Secondo loro, i pacifisti che condannano la guerra, appellandosi perfino alla Costituzione, sono affetti da una pericolosa sindrome dell’inerme. (Corriere della Sera, 4/5/26). E se arrivasse nuovamente una guerra, sarà una sciagura, perché non ci sarebbero ad affrontarla infervorati patrioti, ma un esercito di inermi, anzi, non un esercito, ma un gregge. In merito, vi invitiamo a leggere la lettera, in risposta, del nostro coordinatore nazionale De Lellis https://www.paxchristi.it/?p=31543. Sul tema potete leggere due articoli www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/12/corriere-sera-pacifismo-riarmo e https://ildomaniditalia.eu/pace-paura-e-sindrome-dellinerme/
▼ Prossimi appuntamenti.
- ü Domenica 24 maggio alle 16 al Santuario Santa Maria della Pace al Baraccano spettacolo «Pensieri, parole e musica per la Pace contro la violenza» con Maurizio, Claudio, Federica, Mario e la partecipazione straordinaria del cantautore pacifista Alessandro Acciaro finalista di “The Voice Senior 2025”. Un momento da trascorrere insieme con musica e poesie che sono da sempre uno dei linguaggi più potenti contro la guerra: riescono a raccontare il dolore dei conflitti, e, allo stesso tempo, a trasmettere un messaggio di speranza. Al termine un rinfresco conviviale(vedi volantino allegato).
- ü Giovedi 28 maggio alle 21 nella parrocchia Gesù Buon Pastore proiezione del documentario “Antonietta Benni la maestra di Monte Sole” con la presenza del regista Massimiliano Belluzzi. Iniziativa organizzata insieme alla parrocchia (vedi allegato volantino).
- Pax Christi nazionale, con il gruppo di lavoro “Donne per la pace”, propone un percorso online di riflessione sul ruolo che le donne hanno e dovrebbero avere nella elaborazione ed attuazione di percorsi di pacificazione e riconciliazione. Sappiamo che la Pace si può costruire solo insieme, a partire dal riconoscimento, rispetto e valorizzazione delle diversità e peculiarità di ciascuna e ciascuno. Per cominciare si propone tre incontri on line: il 20 e il 27 maggio, il 13 giugno, le cui modalità di partecipazione sono indicate nella locandina allegata.
▼ Incontri effettuati.
Mercoledì 29 aprile al Santuario del Baraccano lo scrittore Luigi Giario ha presentato il libro, da lui curato, su Ernesto Balducci: «Cercare la pace con ragione e con passione». Balducci è una delle figure più rilevanti, e spesso dimenticate, della “cultura di pace” del secolo scorso. Potete vedere l’intero incontro al link https://youtu.be/18REPuH8L7s In allegato trovate un articolo dell’Osservatore Romano che ha recensito il libro e ha anche pubblicato un brano, tratto dal medesimo libro.
Sempre su Youtube Punto Pace Bologna, potete trovare, ora anche altri incontri realizzati gli anni passati, tra cui Francesco Pirini incontra Pax Christi Germania https://youtu.be/KUik6lG6ziA , – La nonviolenza nella gestione dei conflitti interpersonali con Pat Patfoort (mediatrice nella trasformazione e nella gestione Nonviolenta del Conflitto) https://youtu.be/0Jxnv4lHGCo
Da luglio a novembre la campagna Ponti e non Muri di Pax Christi ha realizzato il ciclo di webinar “In viaggio verso la Palestina”, un percorso di (in)formazione che ha dato spazio alle voci di attivisti, difensori dei diritti umani, cittadini che lottano ogni giorno contro l’apartheid imposto da Israele e giornalisti che documentano e denunciano le violazioni dei diritti del popolo palestinese. https://bocchescucite.org/ascolta-i-nostri-webinar-2025-in-viaggio-verso-la-palestina/
▼ INOLTRE. Come sapete un gruppo di aderenti a Pax Christi, è stato fermato dalla polizia mentre si stava incamminando per partecipare, a San Pietro alla preghiera per la pace, convocata da Papa Leone. I poliziotti presenti hanno negato l’accesso contestando lo striscione dell’associazione, e una maglietta che riporta l’art. 11 della Costituzione “L’Italia ripudia la guerra”. Sul retro c’era anche scritto: “chi manda le armi ripudia la pace”.