di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma
A 40 anni dalla Istituzione del Ministero dell’Ambiente il diritto dell’ambiente è da un lato divenuto una esigenza di civiltà e dall’altro un settore del Diritto molto complesso complicato ed articolato. Tale articolazione ha riguardato i 3 livelli della sua applicazione nazionale, europea ed internazionale. L’origine della esigenza di questo settore deriva dalle sfide ambientali che affrontiamo, dai cambiamenti climatici alla perdita di biodiversità, dall’inquinamento alla erosione delle coste. La risposta non. può che avvenire su 3 strade: soluzioni impostate dalla ricerca scientifica, cambio di stile di vita, rinnovata etica industriale rispetto ai diritti delle future generazioni. Il diritto dell’ambiente è materia con una sua storia dinamica illustrata dalla sua evoluzione nel tempo.
Per quanto concerne il diritto internazionale dell’ambiente, questo si sviluppa nel corso del XX secolo con una progressiva accelerazione negli ultimi decenni, determinata dall’acquisita consapevolezza che solo una normativa a livello sovrannazionale possa risultare efficace per risolvere in modo appropriato i problemi ambientali di ordine globale. Con la Conferenza di Rio nel 1992, si assiste all’avvio di una nuova fase del diritto internazionale ambientale: la cooperazione internazionale non viene più soltanto riferita alla prevenzione dei fenomeni di inquinamento transfrontaliero, ma viene estesa ai fenomeni globali, che possono pregiudicare equilibri naturali essenziali ai fini del mantenimento delle condizioni di vita sulla terra. In particolare, la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (Framework Convention on Climate Change, FCCC), entrata in vigore nel 1994, segna il quadro di riferimento per tutta la successiva evoluzione a livello europeo e nazionale per quanto concerne la disciplina del cambiamento climatico. Dall’altro lato, anche le Corti internazionali ed in particolare quella dei diritti umani di Strasburgo hanno svolto un ruolo importante nel rispondere alle nuove istanze ambientali e climatiche.
Per quanto concerne l’Europa le competenze specifiche sono sancite dall’Atto Unico Europeo del 1986 dal quale deriva una serie di normative volte a proteggere l’ambiente in tutte le sue forme,norme che generalmente sono state raccolte dai Paesi dell’Unione Europea.Circa l’Italia il diritto nazionale italiano ha risentito moltissimo nei campi del diritto costituzionale,amministrativo civile e penale di queste evoluzioni contestualizzando le scelte italiane nell’ambito di una prospettiva di diritto comparato.