Val di Zena, difesa dell’ambiente: le chiacchiere stanno a zero
La Val di Zena come è noto fu salvata agli inizi degli anni novanta del secolo scorso da un progetto assurdo di impiantarvi una discarica di rifiuti solidi urbani; la saggia opposizione dei cittadini ha evitato che le recenti esondazioni e smottamenti avessero un impatto ancora più pesante di quello che hanno avuto; la ancora oggi la val di Zena deve essere rigorosamente monitorata per il rischio di smaltimenti abusivi e per a presenza di cemento amianto in molti edifici (esempio più evidente i due enormi capannoni in località Zena di cui “si parla” da più di venti anni);
alleghiamo alcune foro appena scattare nel “solito posto” alla altezza di via Zena 105; è la terza volta, in poche settimane, che constatiamo pratiche abusive e il comune non ha manifestato programmi e intenzioni mirate alla prevenzione;
questa volta si tratta di rifiuti non pericolosi come nelle due precedenti circostanze , tuttavia si tratta ancora di intollerabile smaltimento abusivo;
nel secondo dei tre episodi che abbiamo citato abbiamo visto, fotografato (e inviato la foro a Hera) indicando la presenza di fibre “meritevoli” di tipizzazione qualitativa ma…non se ne è fatto niente…
ne primo episodio la situazione ara ancora più “chiara” : si trattava di abbondante quantità di sottoprodotti petroliferi in parte percolati ed infiltranti il suolo:
primo e secondo episodio: provenienza certa da attività produttive
terzo episodio: più facile provenienza da ambito domestico con smaltimento comunque abusivo ;
puntiamo comunque ad un approccio sistemico alla questione della difesa dell’ambiente della Val di Zena e allora “aggiungiamo” un altro “problema” :
la stazione di rifornimento di carburanti dismessa in territorio di Botteghino di Zocca; la storia insegna che spesso se si lascia correre troppo tempo i serbatoi di questa stazioni di rifornimento tendono con la usura a rompersi ; augurandoci che ciò non succeda (né francamente abbiamo idea di quella che oggi può essere la valutazione del rischio) rimane un problema : quella stazione di servizi dismessa deve essere quanto prima bonificata (e non solo per un fatto di estetica : anche se effettivamente è pure “brutta da vedere”)
Quindi ci rivolgiamo a enti, istituzioni e cittadini perché si mettano in moto iniziative finalizzate alla bonifica delle situazioni a rischio e alla prevenzione di nuovi episodi di inquinamento e di smaltimento abusivo.
Al signor sindaco (che ovviamente è destinatario di questa nostra comunicazione): premesso che sollecitiamo “da sempre” la adozione di ordinanze finalizzate al censimento capillare del cemento amianto nel territorio, LA SITUAZIONE DEL CAPANNONE IN LOCALITA’ ZENA (COME GIA’ DETTO SI TRASCINA DA VENTI ANNI) PER LA BONIFICA ASPETTIAMO QUALCHE ELEMENTO CLIMATICO AVVERSO O INTERVENIAMO PRIMA?
Grazie della attenzione.
Vito Totire, medico del lavoro, AEA-associazione esposti amianto e rischi per la salute via Polese 30 40122-Bologna
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