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Elezioni (e trappole): la legge elettorale

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di Giancarla Codrignani, giornalista e politologa, già docente e parlamentare

Stiamo attenti all’educazione dei piccoli? Un vicino di casa di 6 anni mi ha detto che cosa vuole fare da grande: l’ingegnere, l’astronauta e… il soldato! ****** All’uscita dei risultati delle ultime amministrative, Meloni ha detto di aver vinto, ma Schlein ha dubbi sul funzionamento della calcolatrice. Tuttavia sarà risultata vincente sul numero di sindaci, ma la perdita di Venezia (e di Vignola e Comacchio, i soli comuni interessati in Emilia-Romagna) segnalano pericoli. Soprattutto perché sono ulteriormente diminuiti i votanti. Non è più importante scegliere il proprio sindaco. ****** Il Pd allarga il campo: è entrato Progetto Civico Italia di Onorato. Si sono dimessi Ettore Boschi, Furlan, Madia, Gualmini e Picierno (dal Parlamento Europeo). ****** Europa / Immigrazione. Sempre più debole la protezione stranieri: visti d’ingresso, asilo e sfruttamento provvedimenti restrittivi che produrranno più clandestinità. ****** Europei / Immigrazione. Rivolta contro immigrato in Irlanda, in Germania Afd è al 20,8%, in GB Reform UK atacca Starmer, lepemisti in Francia, neo frankisti in Spagna apprezzano la remigrazione e da noi fanno “razza” il Movimenti Irentitario Europeo di Martin Sellner, la Rete dei Patrioti, Casa Pound, Fronte Skinheads. E Vannacci inaugura Fronte Nazionale. ****** Grande effervescenza nelle banche italiane. Non è facile fare sintesi sui movimenti in corso, ma stanno succedendo cose destinate a grossi spostamenti di potere finanziario. Le banche sono autoreferenziali o servono al bene del paese? al confronto che cosa significa la firma del contratto degli statatali che si è chiuso con un aumento di 162 euro mensili? ****** Un dubbioso scrive: Il mercato non sta dicendo che la crisi è irrilevante. Sta dicendo che il mondo ha trovato modi costosi e temporanei per convivere con essa. La vera domanda non è dunque perché il brent sia fermo a 100 dollari ma cosa accadrà quando le scorte raggiungeranno livelli critici, previsti già tra fine giugno e settembre, se Hormuz dovesse restare chiuso?  ****** Armi. Tossine progettate dall’IA, è la nuova frontiera della guerra biologica. ****** Armi. La fine del programma Fcas (Future Combat Air System) segna la battuta d’arresto per l’integrazione strategica aerea europea e solleva interrogativi oltre il settore della difesa. Fcas era il simbolo dell’autonomia strategica europea: Francia, Germania e successivamente Spagna avevano immaginato di sostituire Rafale ed Eurofighter per un caccia di sesta generazione, completo di droni collaborativi, intelligenza artificiale, capacità avanzate di guerra elettronica e un combat-cloud in grado di fondere in tempo reale dati provenienti da sensori e piattaforme differenti. ****** Armi. Maven smart system mostra come l’Intelligenza artificiale entra nei processi militari e trasforma i dati in decisioni operative. La piattaforma integra fonti diverse, accelera la costruzione del quadro tattico e impegna l’IA sul targeting. Entra nel campo di battaglia e lo cambia per la velocità e la condivisione delle informazioni. Restano impegnativi il controllo umano e la dipendenza da infrastrutture software esterne. ****** Armi. Alla Camera confronto tra istituzioni e industria per lanciare la necessità di una strategia nazionale per fare dei droni un’infrastruttura produttiva. ****** Israele: non c’è il fiume Litani che le basti a restaurare l’antica Galilea. Il Libano è ancora una volta “la vittima”, questa sembra un olocausto. E Hezbollah è all’altezza del “nemico”e non cede. ****** La notizia è stata tenuta a lungo nascosta ma è finalmente di dominio pubblico: centinaia di soldati israeliani arrivano settimanalmente in Sardegna per “decomprimersi” dal loro impegno militare a Gaza e nel sud del Libano. Tre voli a settima diretti da Tel Aviv a Cagliari e Alghero, aeroporti con visibile dispiegamento di forze dell’ordine, incluse unità cinofile e artificieri. Resort di lusso a Santa Margherita di Pula.La governatrice della Regione Alessandra Todde era stata tenuta all’oscuro. ****** Ucraina / Russia. In una lettera aperta, Zelensky ha proposto un incontro diretto con Putin in un Paese neutrale per avviare negoziati di pace e mettere fine a oltre quattro anni di guerra. Coraggioso. In realtà lo vorrebbe Trump. ****** Trump / Iran. Il presidente americano dichiara sempre che prima o poi incontrerà Khamenei. L’iraniano commenta: “Vi abbiamo sconfitti”…. in compenso Trump chiama “traditori” i repubblicani che hanno votato contro, insieme con i democratici, alla sua richiesta dei pieni poteri di guerra. Resta il nulla di fatto, dopo 28 volte che aveva assicurato di aver risolto tutto. ****** Italia / Il Ponte: finalmente le denunce per gravi fenomeni di corruzione sembrano bloccare il “Ponte”. Speriamo. ****** Italia. Al Senato primo via libera per il nucleare in Italia. ****** Italia / Elezioni (e trappole): la legge elettorale. Prima di evitare il colpo di mano (la destra ha “sempre” la maggioranza ), informate la gente. Che – come per il referendum – qualche volta distingue. ****** Italia. Piero Ignazi intitola in prima Meloni è forte e il campo largo si dia una mossa. In settima prosegue e re-intitola: l’opposizione deve svegliarsi o riregalerà il governo a Meloni. Eloquente. Non ci si capacita che non si faccia nulla almeno sulle rinnovabili: il governo pensa non le rinnovabili ma i fossili.   ****** Italia / intelligenza artificiale. Il Consiglio dei ministri ha dato il lasciapassare a due decreti legislativi per concretizzare quanto affermato nella legge n. 132 dello scorso anno. “È un provvedimento complesso, che richiama la competenza di più di metà del governo”, ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, durante la conferenza stampa: “L’Italia è la prima nazione che si dota di una disciplina normativa nazionale organica”. ****** Italia / Ispra: anche l’Istituto per la protezione ambientale dato all’amico De Conciliis di FdI. Un’altra perdita della terzietà. ****** “Quante volte noi economisti abbiamo ricordato che certi interventi non possono essere fatti dalla politica perché “i mercati” ci avrebbero punito? Quante volte abbiamo sostenuto che la crescita economica e l’innovazione prosperano solo nei paesi dove vige la libera concorrenza senza l’intrusione costante dello stato e dove è assicurata libertà di espressione e di idee?” Nemmeno Innocenzo Cipolletta aveva rinunciato a seguire l’invito di Keynes a cambiare idee se cambiano le situazioni. E denunciava che questa volta il cambiamento anche nostro è responsabilità di una sola persona a cambiarci: Trump ci è piovuto addosso con i dazi e ha rimesso in discussione l’intera impostazione teorica economica che ha dominato il mondo dal dopoguerra senza che i mercati lo punissero, come se fosse uno strumento di politica economica come altri, senza ricorrere all’intervento pubblico per contrastare gli interventi pubblici del paese americano ostile. Era già stata troppa la fiducia nell’indipendenza del mercato: bisognava essere meno arroganti. Che le libertà (dei mercati, delle persone, delle idee, degli spostamenti, delle imprese) rispettino i diritti universali è obiettivo irrinunciabile dell’umanità indipendentemente dal loro eventuale impatto positivo sul sistema economico e dal loro ruolo nelle teorie economiche. ****** Gli Stati Uniti non considerano più l’intelligenza artificiale un semplice settore industriale, ma una nuova infrastruttura geopolitica dell’Occidente. Tuttavia l’Intelligenza Artificiale sta diventando un nuovo terreno di interdipendenza strategica tra Stati Uniti e monarchie del Golfo. Mentre l’Europa decide, dietro Washington che accelera la corsa in testa a una rete di alleati per mettere in sicurezza filiere, risorse e standard dell’AI. ****** La Casa Bianca ha valutato l’ipotesi di una partecipazione pubblica nei grandi gruppi dell’intelligenza artificiale, incrociando le proposte di Sam Altman e Bernie Sanders: far partecipare i cittadini americani alla crescita economica dell’AI, mentre aumentano timori sociali, attese di mercato e competizione con la Cina. ****** America Latina. Quando le democrazie non riescono a fermare la violenza delle gang o la corruzione, gli elettori iniziano a considerare i diritti fondamentali come un lusso e le istituzioni diventano un peso o, peggio, complici. Anche il Cile a suo tempo considerato un modello di riforma democratica graduale, è passato a destra. ******   America Latina. In Paesi come Perù e Guatemala si aggiunge la frammentazione politica che ha permesso l’“autoritarismo legislativo” che, più dell’esecutivo, governa attraverso negoziati tra élite senza rispettare la volontà del popolo, che finisce per sostenere i leader illiberali perché quando la democrazia liberale non riesce a mantenere le promesse, gli elettori favoriscono soluzioni nette, indipendenti dai loro diritti. Inoltre i populisti indicano nemici concreti, non cause astratte e promettono soluzioni nette, mentre il divario tra il popolo e le élite progressiste è percepito estranee alla tradizione. Ovunque le democrazie liberali debbono diventare più empatiche e meno oligarchiche altrimenti i candidati illiberali continueranno a vincere le elezioni. Questo rende la ricostruzione della legittimità democratica non solo un imperativo morale, ma una necessità strategica, dicono i politologi. ****** Cuba. Nella capitale La Havana, sabato 9 maggio, è arrivato il primo container di aiuti con oltre 22 mila chilogrammi di riso e farina. I primi aiuti umanitari frutto di una raccolta fondi realizzata da tutte le Comunità di Sant’Egidio nel mondo. ****** Albania. Il popolo protesta contro la corruzione che sta dietro i terreni di un’isola venduti al genero di Trump Kushner che ne vuol fare il suo resort. L’UE chiede trasparenza. ****** Libia e il caso Almesri. La Corte dei diritti dell’uomo ha accolto le denunce delle vittime. L’Italia rischia la condanna Cedu. ****** Cina: dalle esercitazioni militari ai sistemi di “governance predittiva”, Pechino sta integrando l’Intelligenza Artificiale nelle proprie strutture di potere. Una traiettoria che spinge l’Indo-Pacifico ad adattarsi e riapre il dibattito sui limiti politici ed etici della tecnologia. ****** Anthropic lavora con la National Security Agency sull’impiego di Mythos nelle attività offensive in ambito cyber, scrive il Financial Times. Fatto che conferma il crescente ruolo delle aziende di intelligenza artificiale nella sicurezza nazionale americana: chi non usa l’IA rischia di restare indietro, tanto che l’attenzione del dibattito strategico ha ormai dato per scontato l’utilizzo di IA, spostandosi su chi dovrà controllarla, con quali limiti e garanzie ****** La società dell’uomo più ricco del mondo ha messo il piede in Nasdaq e ha dato vita alla quotazione più grossa della storia. Non c’è più la misura del “milionario”, nemmeno quella del bimilionario: Elon Musk e trimilionario. ****** E’ scomparsa Marjane Satrapi, la letteratura politica dei fumetti più personali della storia della resistenza in Iran. Aveva intitolato il libro Persepolis: non era Teheran, ma l’antica capitale persiana di Dario. COMPERATE “INTERNAZIONALE” C’E’ UN SUPPLEMENTI DI FUMETTI DI MARJANE. ****** La pubblicazione dell’enciclica Magnifica Humanitas e la scomparsa di Edgar Morin segnano simbolicamente un passaggio d’epoca. Al centro non c’è la tecnologia in sé, ma la trasformazione dell’ambiente cognitivo che organizza conoscenza, decisioni e potere. Nell’era del Noocene, l’intelligenza diventa infrastruttura strategica e la sovranità si misura sempre più sulla capacità di governare le architetture del sapere. La riflessione è di Diego Brasioli esperto cyber al ministero Esteri. ****** Non si trovano vignette perché ridere fa bene, ma i vignettisti non stanno tanto bene ****** Approfondimento: quasi sempre positivo se parlano le donne. IL VOTO FEMMINILE DEL 2 GIUGNO 1946
le nonne: noi continuiamo a votare
E’ sempre una data davvero fondamentale: il 2 giugno 1948 racconta che le donne avevano potuto votare la Repubblica non solo perché erano cittadine di pieno diritto come gli uomini, ma perché il paese era tornato libero e diventava una democrazia. Le donne avevano desiderato partecipare alla vita reale del loro paese anche prima e ci avevamo già provato con un Mussolini largo di promesse, ma il “duce” non intendeva dare diritti di cittadinanza libera a nessuno: sostituì i sindaci con i podestà, abolì i consigli comunali e non ci furono più elezioni: le donne divennero importanti per lo Stato perché servivano la patria come riproduttrici e i loro bambini sarebbero diventati carne da fabbrica o da cannone secondo i “valori” del regime. Ma questo è il 2 giugno 2026: la memoria delle nonne evoca per le nipoti la libertà, che debbono integrare in rapporto al significato del loro genere: i quasi ottant’anni che ci distanziano per le donne non sono passati invano. Mi piace ricordare che la data è, a modo nostro, “patriottica” e fonte di orgoglio per l’onda di nuova responsabilità che l’esercizio del voto che esercitiamo ancora, anche se non tutte: non è ancora realmente universale, anche se è stato ovunque conquistato dopo dure lotte. Ringraziando il libro di Raffaella Baritono e Vinzia Fiorino sul voto alle donne inteso come Una storia Globale, impariamo che in Finlandia ci arrivarono nel 1906, in Messico nel 1953, in Iran nel 1963, in Sudafrica nel 1994. La volontà tenace di tutte emerge sempre faticosamente e si afferma nel diritto a quel voto che gli Stati concedono con la riserva che le donne non sapranno contendergli il potere. Il pregiudizio limita la messa in opera del diritto formale, che non va trascurato una volta acquisito. In Occidente il voto risente dell’usura che dipende dalla scarsa tenuta della coscienza popolare. Si tende a non comprendere fino in fondo che con il voto il popolo sovrano sceglie la rappresentanza dei propri interessi che troveranno la risposta migliore nel Parlamento, dove hanno voce i due poteri eletti, il governo e l’opposizione. Noi restiamo i cittadini, con l’obbligo dell’attenzione politica costante e coerente. Le cittadine debbono vedere realizzate le loro aspirazioni di un ordine diverso, in cui la loro voce risuoni senza limitarsi a fare eco. Immagino il 2 giugno 1948: la partigiana Teresa Mattei, classe 1921, che preferisco chiamare Chicchi, doveva sentire la festa della vittoria anche personale. Nel suo seggio in Parlamento sentiva risarcite le sofferenze della lotta e le sembrava significativo esserci come donna. Bruciavano già meno le crudeltà della guerra, il ricordo dell’arresto dei nazifascisti e delle sevizie, quelle riservate alle donne, e anche il suo sì alla morte di Giovanni Gentile.  Le veniva in mente che bisognava dare spazio anche a qualche simbolo del valore femminile: avrebbe inventato la mimosa dell’8marzo. Ma non si aspettava che a una compagna fidata come lei, per evitare lo scandalo di una parlamentare comunista incinta di un uomo sposato, il capo del suo partito le chiedesse di abortire. Ancora oggi in Italia l’aborto fa problema: sappiamo che il diritto non è l’aborto, ma la libertà della donna di decidere di sé, della sua responsabilità, del suo corpo. Personalmente ho contribuito a votare una legge compatibile con le situazioni date in Parlamento. Mi resta la pena di non aver visto negli anni nessun impegno serio per eliminare la stortura del medico che si può fare obiettore di coscienza. Conosco tutta la serie di leggi e leggine con cui le donne hanno superato discriminazioni e pregiudizi, ma la parità oggi si è distorta: debbono essere aggiustati tutti gli imbrogli che inducono la lavoratrice madre a non avere le stesse condizioni lavorative e pensionistiche dell’uomo, ma non basta. Non so se qualcuna di voi ha visto la vignetta della donna che, con in mano un bicchiere, tristemente dice “non ne posso più di dover conciliare lavoro e famiglia: non si potrebbero abolire tutti e due?”. Oggi molte donne, soprattutto giovani, pensano “ma che brava mia nonna il 2 giugno 1948, ma io voto oggi. Ma della Meloni non ho colpa, anche se so che il mio non-voto è andato a suo vantaggio. Ma la parità che di dà la possibilità di essere soldata nelle prossime guerre non mi interessa”. Allora diciamo a tutte quelle che si occupano perfino di Noi Donne, che tocca ancora alle nonne, ma anche alle donne che fanno politica, che frequentano sedi di partito o sindacati, o associazioni o chiese o circoli o fondazioni e a quelle che addirittura vogliono dare una mano e accettano cariche: dobbiamo rompere le scatole agli amici politici perché si accorgano che siamo l 52% dell’elettorato e abbiamo “valore”. Alla luce di quel che  nel 1946, la prima volta che una donna prese la parola a Montecitorio, disse una democristiana come Angela Cingolani Guidi che avvertì i signori colleghi: “Non si tema, per questo nostro intervento quasi un ritorno a un rinnovato matriarcato, seppure mai esistito! Abbiamo troppo fiuto politico per aspirare a ciò; comunque peggio di quel che nel passato hanno saputo fare gli uomini noi certo non riusciremo mai a fare!”. Le nonne non vanno solo rispettate; per buona educazione diamo loro retta se ci dicono che andare a votare sempre è già un gesto di pace. GC
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