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Verde e gestione del territorio urbano

  • di

di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma

Quando si parla di politica del verde e di gestione del territorio urbano a volte si fatica a. mettere in correlazione i 2 punti. Credo che la chimica ad esempio, se consultata, potrebbe contribuire più di quanto avviene. Gli alberi ai fini della gestione del territorio non sono tutti uguali come Botanica e Chimica Ambientale hanno più volte chiarito analizzando risultati di ricerche sperimentali. La costituzione di un albero, n particolare se sempreverde, assegna a questo il compito primario della fotosintesi con trasformazione della CO2 in biomassa per azione dell’energia solare. Ma esistono  specie vegetali per le quali il processo primario è la fotolisi dell’acqua in. idrogeno ed ossigeno. Altre specie fissano carbonio ed azoto che producono sostanza organica, definita la colla del suolo. Alcune radici hanno una capacità di distruggere strati di roccia da cui estraggono fosforo ed altri minerali ed anche di creare una aspirazione dalle zone più  ricche  di acqua per indirizzare e preferisci a tal fine addirittura di interrompere i propri scambi respiratori. Per l’acqua nel suolo esiste un valore potenziale ed uno attuale: mentre nel secondo caso il grado di idratazione corrisponde alla risorsa idrica realmente disponibile nel primo la resistenza al trasferimento dell’acqua non rende completamente disponibile l’acqua presente. Esistono metodi accurati per eseguire questa valutazione. Che dire poi delle emissioni comuni e di quelle specifiche di composti organici che peraltro consentono un dialogo fra piante. Allora querce, pini ed aceri ed altro non sono fra loro equivalenti in funzione del problema che devono o possono contribuire a risolvere. Peraltro la chimica ha messo a disposizione metodi per valutare l’efficacia di queste azioni

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