
Un Libro bianco per Bologna 2032
In vista delle prossime elezioni amministrative, il centrosinistra dovrebbe mettere in campo una campagna di ascolto e confronto vera, non dissimile da quella che Dossetti, nel 1956, offrì alla città per conto della Dc. Ne nacquero una serie di proposte che influenzarono persino il Pci, migliorando notevolmente la qualità della vita dei cittadini
di Loris Marchesini, già dirigente politico
«Forse è la prima volta che una campagna elettorale non è soltanto un'occasione di propaganda, ma diventa ragione di un complesso di studi e di proposte costruttive per il rinnovamento integrale di una grande città»
(dal “Libro bianco” del 1956)
Settanta anni fa si svolsero le elezioni comunali a Bologna. Quelle del 1956 sono passate alla storia non solo bolognese, ma nazionale, soprattutto per la competizione fra il sindaco Dozza e Dossetti e per il metodo che quest’ultimo utilizzò, incaricando alcune delle migliori menti del cattolicesimo laico (Ardigò, Andreatta, solo per fare alcuni nomi) di preparare un “Libro bianco” sulla base di un’indagine sociologica e partecipata.
Fu, come qualcuno ha scritto, una “sconfitta feconda” per Dossetti e la Dc. Nel tempo, prima Dozza e poi Fanti ebbero l’intelligenza di accogliere alcune delle proposte del Libro bianco, in particolare quella del decentramento nei quartieri e del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte per la città. Si trattò allora di introdurre il concetto di concordia discors, promuovendo un dialogo collaborativo tra la maggioranza comunista e l’opposizione dossettiana.
Oggi, 2026, le condizioni delle varie culture politiche in campo sia a livello nazionale sia bolognese sono molto cambiate. Non ci sono più il Pci e la Dc, il centrosinistra è più debole dal lato della mobilitazione politica mentre l’opposizione a Bologna non può più vantare, sfortunatamente, personalità politiche di qualità come quelle della Dc bolognese e della sua cultura di riferimento che aveva in Ardigò, Andreatta, Pedrazzi i suoi maggiori rappresentanti.
Cosa fare, allora?
Premessa: sono stato e sono un sostenitore del centrosinistra e della giunta comunale di Bologna. Nel 2021 ho contribuito alla campagna elettorale per Matteo Lepore sindaco. Per la mia età e la mia esperienza politica non mi è possibile un sostegno acritico, ovviamente vedo sia le realizzazioni positive che i valori che le sostengono, vedo anche i limiti e ciò che manca per cambiare ancora in meglio la vita dei cittadini bolognesi. Non dimentico però che Bologna è una delle città meglio governate del nostro Paese ed è certamente all’avanguardia in molti settori. Tutto ciò grazie prima di tutto a chi ha governato Bologna dalla Liberazione a oggi e grazie anche, infine, alla giunta guidata da Matteo Lepore.
Da queste premesse storiche e personali, traggo alcune proposte che espongo di seguito in modo molto sintetico, consapevole che occorrerebbe approfondirle e riempirle di contenuti:
- Da settembre in poi occorre una campagna di ascolto, non di maniera e di propaganda, ma mirata a ottenere il parere dei cittadini che vorranno partecipare e farsi ascoltare, senza fare l’errore di ascoltare solo chi è già convinto, chi fa parte dei circoli del Pd, chi rappresenta poteri riconosciuti nella città; dare spazio a chi pone problemi, è critico, ha dubbi persino sull’ andare a votare
- Chiedere a personalità competenti della città, non avverse ma non necessariamente per forza organiche al Pd e al centrosinistra, di analizzare ciò che è emerso dalla campagna di ascolto, di “censire” i problemi irrisolti e gli aspetti ancora non risolti per una migliore qualità della vita dei cittadini bolognesi e, infine, di fare proposte per il governo di Bologna dal 2027 al 2032. In pratica si tratterebbe di proporre alla città di Bologna, non in senso di propaganda elettorale, un nuovo “Libro bianco” che guidi con un nuovo metodo il governo locale del secondo mandato di Matteo Lepore
- La giunta Lepore, il Pd e la coalizione di governo bolognese presentino alla cittadinanza il rendiconto di questi 5 anni del primo mandato rispetto a realizzazioni, a questioni aperte, a problemi non risolti
- Last but not least, il sindaco Lepore, il Pd e la coalizione che verrà costituita (tenendo insieme più forze possibili ma con una chiara omogeneità nel programma) presentino un programma 2027-2032 che abbia alcune priorità: il diritto alla casa per famiglie giovani, per studenti e per lavoratori che arrivano a Bologna da altre zone; alcuni obiettivi ambientali non ideologici, ma fondamentali da realizzare (ok Bologna Missione Clima, ma anche un massiccio programma di forestazione urbana con alcune scelte per forza radicali); un piano di welfare che si preoccupi prima di tutto delle situazioni di povertà, solitudine, non autosufficienza; un nuovo impegno del Comune di Bologna per fare tutto il possibile affinché i lavoratori che hanno a che fare con i servizi, i cantieri, le strutture educative comunali abbiano gli stessi diritti e lo stesso trattamento economico dei dipendenti comunali.
Queste considerazioni vogliono essere un contributo a una discussione comune che ci deve vedere impegnati per cambiare ancora in meglio questa città, consapevoli che stiamo vivendo a livello nazionale e internazionale una fase molto grave e rischiosa per la pace e la democrazia.