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IL FINE VITA MEDICALMENTE ASSISTITO IN ITALIA E NEL MONDO

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IL FINE VITA MEDICALMENTE ASSISTITO IN ITALIA E NEL MONDO

di Giuseppe Vinci, presidente della “Accademia dei semplici”

PREMESSA. In Italia, le Regioni che hanno approvato una legge regionale per disciplinare tempi e procedure di accesso al suicidio medicalmente assistito sono Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna. A livello nazionale non esiste ancora una legge unitaria, ma le iniziative regionali danno attuazione operativa alla storica sentenza n. 242/2019 della Corte Costituzionale (sul caso Cappato/Antoniani), che ha depenalizzato l’aiuto al suicidio a determinate condizioni cliniche e personali.

La situazione in Italia. Mentre in molte Regioni (come Veneto e Lombardia) le proposte di legge non hanno superato il voto in aula o sono ancora in discussione, le tre Regioni apripista che hanno regolamentato l’iter burocratico e sanitario, per garantire tempi certi e gratuità del servizio attraverso le ASL sono:

Toscana. La prima Regione ad aver approvato una norma specifica per definire il percorso clinico-amministrativo.

Sardegna. Ha seguito il percorso con la regolamentazione dell’accesso alla procedura sanitaria.

Emilia-Romagna. Ha approvato la disciplina regionale definendo la presa in carico dei pazienti da parte del Servizio Sanitario Regionale.

La situazione internazionale. Nel resto del mondo la disciplina varia in base al modello legale adottato. In particolare, possiamo distinguerli in:

1. Paesi che consentono sia Eutanasia che Suicidio Medicalmente Assistito, dove il medico può somministrare direttamente il farmaco o fornire il mezzo:

Europa: Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Spagna e Portogallo.

America Latina: Colombia e Ecuador.

Oceania: Nuova Zelanda e tutti i sei stati dell’Australia.

2. Paesi che consentono solo il Suicidio Assistito, (Dove l’atto finale deve essere compiuto autonomamente dal paziente):

Svizzera: Storico punto di riferimento europeo, accessibile anche ai non residenti.

Austria: Ha legalizzato l’aiuto al suicidio per i malati gravi o terminali.

Stati Uniti: Legalizzato in oltre 10 Stati (tra cui Oregon, Washington, California, Colorado e Vermont) tramite leggi sul Medical Aid in Dying.

Canada: Previsto dal programma MAID (Medical Assistance in Dying), che copre sia l’eutanasia diretta che l’assistenza al suicidio.

La Regione Emilia-Romagna, notizia di questi giorni, ha approvato la legge regionale che disciplina procedure, tempi e assistenza sanitaria per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, dando attuazione ai principi stabiliti dalla Corte Costituzionale (sentenza 242/2019). Il provvedimento mira a colmare il vuoto normativo lasciato dalla mancanza di una legge quadro nazionale, definendo con precisione il percorso che le Aziende Sanitarie Locali (AUSL) devono seguire quando un paziente affetto da patologie irreversibili richiede l’accesso alla prestazione.

I Punti Chiave della Legge Regionale E-R. Il testo approvato dall’Assemblea Legislativa definisce le modalità organizzative dell’assistenza sanitaria nel rispetto dei seguenti requisiti fissati dalla Consulta:

1.Commissioni Mediche Multidisciplinari. Ogni azienda sanitaria deve istituire una commissione incaricata di verificare la sussistenza delle condizioni cliniche ed etiche entro tempi certi.

2.Accesso e Requisiti. Il servizio è garantito a persone capaci di intendere e volere, affette da patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili e dipendenti da trattamenti di sostegno vitale.

3.Gratuità e Assistenza. Il percorso è interamente a carico del Servizio Sanitario Regionale (SSR) e include il supporto farmacologico, i macchinari e l’assistenza medica necessaria.

4.Volontarietà del Personale. Le attività legate al percorso si svolgono su base volontaria per i professionisti sanitari, salvaguardando la libertà di coscienza dei medici e degli operatori.

5.Visita Domiciliare e Monitoraggio. È prevista la prima visita di valutazione direttamente presso il luogo in cui risiede o è ricoverato il paziente, oltre a una verifica annuale sull’applicazione della legge.

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