di Giuseppe Vinci, presidente della “Accademia dei semplici”

PREMESSA. Maria che scioglie i nodi è un’immagine d’amore, pazienza e speranza a cui sempre più fedeli si rivolgono nei momenti di smarrimento. I “nodi” della nostra vita, conflitti familiari, incomprensioni, ansie, ferite profonde o decisioni difficili che sembrano insormontabili, sono le matasse aggrovigliate che da soli non riusciamo a sbrogliare.
Questa devozione, tanto cara a Papa Francesco, ci ricorda che non c’è groviglio dell’anima che la grazia non possa ammorbidire. Nelle righe che seguono, esploreremo le origini, il significato profondo e la potenza di una preghiera capace di riportare la pace laddove sembrava rimasto solo il caos.
Maria che scioglie i nodi. La devozione nasce in Baviera all’inizio del XVII secolo da una storia di riconciliazione familiare, trasformandosi nel tempo in uno dei culti mariani più diffusi al mondo. Nel 1615, il nobile tedesco Wolfgang Langenmantel e sua moglie Sophie Imhoff stavano attraversando una grave crisi coniugale, vicina al divorzio. Disperato, Wolfgang si rivolse a p. Jakob Rem, un sacerdote gesuita noto per la sua profonda pietà mariana presso il collegio di Ingolstadt. Durante il loro ultimo incontro, il 28 settembre 1615, il sacerdote prese il nastro nuziale della coppia, che secondo l’usanza dell’epoca simboleggiava l’unione degli sposi, e lo sollevò davanti all’immagine della Vergine. Chiedendo a Maria di sciogliere i nodi delle loro incomprensioni, il nastro si districò miracolosamente, tornando liscio e candido come il giorno delle nozze. La coppia si riconciliò definitivamente.
Il dipinto di Augusta. Intorno al 1700, il nipote della coppia, Hieronymus Ambrosius Langenmantel, divenuto canonico, volle commemorare la grazia ricevuta dai nonni commissionando un quadro al pittore barocco Johann Georg Melchior Schmidtner. L’opera raffigura Maria mentre schiaccia la testa del serpente e scioglie con pazienza i nodi di un nastro retto da due angeli: un angelo le porge il nastro ingarbugliato (che rappresentano i problemi della vita) e l’altro raccoglie il nastro disciolto e levigato. Ai piedi della Vergine, l’arcangelo Raffaele guida Wolfgang verso la città. Il dipinto fu collocato nella chiesa di Sankt Peter am Perlach ad Augusta, dove è venerato ancora oggi.
La diffusione con Papa Francesco. Per quasi tre secoli la devozione rimase circoscritta alla Germania fino agli anni ’80, quando il gesuita argentino Jorge Mario Bergoglio (futuro Papa Francesco), durante i suoi studi in Germania, vide la tela e ne rimase profondamente colpito. Bergoglio intuì la potente metafora dei “nodi” come sofferenze, peccati e vicende dolorose che le persone non riescono a risolvere da sole e avviò una diffusione capillare, prima in America Latina e successivamente, con la sua elezione a Pontefice nel 2013, nel mondo.
Il Significato dei “Nodi”. Il significato teologico si ispira a una celebre frase di Sant’Ireneo di Lione del II secolo: “Il nodo della disobbedienza di Eva ha avuto la sua soluzione con l’obbedienza di Maria”. I nodi rappresentano tutte quelle situazioni umane complesse da cui non si vede via d’uscita: Conflitti familiari e separazioni, Malattie, dipendenze e angosce interiori, Difficoltà lavorative, economiche e disperazione esistenziale.
La Ricorrenza. La festa liturgica e devozionale di Maria che scioglie i nodi si celebra il 28 settembre, proprio in memoria del giorno del miracolo della riconciliazione dei coniugi Langenmantel.