Inchiesta sui medici che hanno fatto dichiarazioni di inidoneità all’internamento in CPR
Da febbraio 2026 diciamo la nostra opinione sulle iniziative della Procura di Ravenna; non abbiamo avuto nessuno spazio su media ma questo è “normale” e non sarà motivo di lamentela; rimangono i fatti :
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La “iniziativa” della procura non ha nessun fondamento giuridico
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Anzitutto è una richiesta impropria e da respingere quella di chiedere a un medico di valutare la idoneità a subire una carcerazione per un reato inesistente (la cosiddetta immigrazione clandestina) e a subirlo nelle condizioni di costrittività e di abuso in cui si trovano tutti i CCPPRR italiani : la procura di Ravenna è certamente informata dell’impatto che i reclusi subiscono sul loro stato di salute
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I CCPPRR italiani sono quello che sono anche grazie ai sindaci e agli enti locali cha non hanno mai voluto interferire con la loro gestione; quando esisteva il CIE il comune di Bologna e la Regione ER non vollero estendere al CIE la attività di vigilanza che per legge si dovrebbe fare sulle carceri; la risposta alle sollecitazioni fu: il CIE non è un carcere…chi ha fatto crescere il terreno di coltura su cui sono proliferati poi i CCPPRR …
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L’assenso dei sindaci alla gestione “manicomiale” dei CCPPRR è confermata dal silenzio totale con cui hanno risposto ad una nostra missiva/sollecitazione mirante a chiedere alla autorità sanitaria locale di “Interferire”
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Il medico, che non è solo infettivologo, ma ha una visione della persona come unità psicofisica, fa una previsione prognostica che non deve riguardare solo le malattie infettive ma anche la speranza di salute e di vita e soprattutto anche il possibile impatto psicologico e psichiatrico di una detenzione ingiusta con i sentimenti di rabbia e di disperazione che questa può comportare
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Da questo punto di vista riteniamo che la condotta dei medici inquisiti sia ineccepibile e non possa essere messa in dubbio dalla schiera di ministri, politici e magistrati confortati magari da un nuovo “codice medico della squadra mobile” e autonominatisi, di fatto, laureati ad honorem in medicina
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Ma abbiamo posto un altro problema a partire dai fatti di Ravenna: a monte degli internamenti effettuati la procura è in grado di dimostrare che le visite mediche effettuate siano state consensuali e che la persona sia stata informata preventivamente degli effetti di un responso o di un altro?
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Chi è stato internato era consenziente rispetto alla visita o, in alternativa, è stato visitato nell’ambito di una procedura ASO (accertamento sanitario obbligatorio) ; questi AASSOO sono stati autorizzati dal sindaco ?
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Approfondiamo questa ipotesi: gli internamenti sono stati gestiti rispettando la legalità?
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Ancora : LA CURA NON E’ REATO hanno sostenuto tutte le associazioni che hanno preso posizione sui fatti ; MA , dobbiamo aggiungere per ulteriore chiarezza, NON E’ REATO NEANCHE LA PREVENZIONE
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I metodi: a differenza del sindaco di Bologna che ha espresso fiducia nella magistratura noi non siamo nella condizione di condividere la sua fiducia e anzi riteniamo che i metodi di indagine usati siano inaccettabili
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Con metodi accettabili si sarebbe potuto andare più serenamente a un processo
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E comunque aspettiamo un processo nel quale presenteremo istanza di costituzione di parte civile; avremo modo di confrontare la nostra idea di medicina con quella della procura di Ravenna e non escludiamo che il processo possa concludersi con la piena assoluzione anzi con un encomio ai medici per aver fatto il loro lavoro e il loro dovere pur non aderendo ai canoni medici delle istituzioni totali ma piuttosto ai canoni della “medicina basata sulle evidenze”
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ULTIMA QUESTIONE CHE RIBADIAMO: CHE LE PERSONE A RISCHIO DI INTERNAMENTO SIANO INFORMATE DI COSA COMPORTA UNA VISITA MEDICA NON CONSENSUALE E SU QUALI EFFETTI ESSA POSSA AVERE
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ABOLIRE I CCPPRR, ABOLIRE IL FALSO REATO DI IMMIGRAZIONE COSIDDETTA CLANDESTINA
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LE CONDOTTE PENALMENTE RILEVANTI DEVONO ESSERE GESTITE IN MANIERA UGUALE PER TUTTI
Auspichiamo in una “difesa” giuridica e politica adeguata.
Vito Totire, medico del lavoro/psichiatra, portavoce Centro F.Lorusso Bologna
Bologna, 18.9.2026
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